Ospedale Santa Chiara, nei prossimi giorni l’abbattimento di dieci pini

PISA – Dieci pini di oltre 80 anni di età, molto alti e a fine ciclo vitale, verranno abbattuti all’’ospedale Santa Chiara nei prossimi giorni in seguito a una verifica effettuata da uno specialista agronomo sullo stato di salute e la stabilità del parco arboreo, da cui sono emerse indicazioni all’abbattimento per motivi di sicurezza.

L’area in cui sorgono queste piante è infatti fra quelle a maggiore percorrenza e traffico (sia pedonale che carrabile) degli utenti e degli operatori dell’’ospedale.  Sono stati ottenuti i permessi dal Comune e dalla Soprintendenza per cui l’abbattimento inizierà nei prossimi giorni e verrà effettuato preferibilmente nelle ore pomeridiane e nel fine settimana, per interferire il meno possibile con le attività sanitarie.

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Dalla relazione dell’agronomo, della quale si riportano qui alcuni stralci, è emerso che:

gli alberi hanno un’età apparente di oltre 80 anni e sono da considerarsi vetusti, ormai senescenti, pertanto a fine ciclo vitale; hanno un altezza stimata di circa 12-15 metri e un diametro del fusto mediamente di 60-80 cm.

l’’apparato radicale presenta grosse radici affioranti e, per la discreta inclinazione dell’asse del fusto, è possibile notare sul lato opposto un rigonfiamento del terreno. Si nota inoltre la presenza di numerose radici avvolgenti nella zona del colletto oltre a numerosissime radici affioranti nell’area circostante la base e strozzanti il colletto

I pini presentano il tronco inclinato in direzione divergente dai fabbricati presenti ed il loro asse è piuttosto inclinato, tanto che la proiezione della chioma insiste prevalentemente al di fuori del baricentro dell’albero, ricadendo per buona parte sull’area sottostante carrabile di passaggio di pubblica fruizione

Considerando la ristrettezza della fascia di terreno in cui sono poste le piante, da una parte limitata dalle fondazioni degli immobili e dall’altra dal marciapiede e dalla strada, la zolla radicale risulta costretta e di forma irregolare tale da inficiare un radiale sviluppo dell’apparato ipogeo (sotterraneo).

Considerando l’assetto delle piante sia in termini ipogei (radici) che aerei, e la loro posizione in relazione ai manufatti e all’area a pubblica fruizione da esse interessata, non potendo effettuare alcuna potatura correttiva o intervento agronomico tale da eliminare concretamente il pericolo di caduta, al fine della totale messa in sicurezza dell’area sottostante (anche da cedimenti parziali che, come riferito, sarebbero peraltro già avvenuti), si rende quindi necessario provvedere a una pronta eliminazione delle dieci piante di pino oggetto di relazione.

Naturalmente l’Aoup, ai sensi del vigente Regolamento unico edilizio unificato del Comune di Pisa provvederà al reimpianto di un egual numero di essenze arboree di pari ordine.

Per il primo gruppo si prevede la sostituzione con 8 piante di leccio (Quercus ilex) in modo da ricostruire un doppio filare di nuove alberature, che andranno a completare gli esemplari di leccio presenti e recentemente posti a dimora.

Per gli alberi 9 e 10 e’ stato invece deciso di piantare, nelle aree a verde limitrofe, 2 esemplari di Liquidambar styraciflua sia per la forma della chioma sia per la migliore gestione dell’apparato epigeo (germogli esterni superiori) sia per le radici ben più modeste.

Le piante verranno impiantate in modo da evitare disarmonie dovute all’ombreggiamento reciproco o dei manufatti e consentiranno una buona fruibilità dell’area, un aumento della biodiversità vegetale e del valore ornamentale, una migliore gestione della chioma, più facili interventi manutentivi e una buona adattabilità alle condizioni pedoclimatiche (ossia il complesso delle condizioni fisiche del terreno, dipendenti dalla temperatura, umidità ecc., che si determina nello strato a diretto contatto con l’ambiente aereo).

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