“Ospitare la bellezza nei luoghi dell’educazione”. La pedagogista Costanza spiega l’importanza della formazione e dell’educazione

Pisa – Venerdì 26 maggio alle ore 17.30 presso la biblioteca comunale SMS-B sul viale delle Piagge si terrà l’incontro “Ospitare la Bellezza nei luoghi dell’educazione” con Sara Costanzo, pedagogista. 

L’incontro mira, tramite la musica e il ballo misto alla poesia, a far scoprire “La Bellezza crea esperienza, è relazione, ci invita a fare manutenzione e prenderci cura del nostro tempo, dei nostri legami, degli spazi di vita, dei luoghi. Riscoprire il senso del Bello in Educazione è risvegliare i sensi, dialogare con l’Anima delle cose, l’Ichness – la chiama James Hillman. La Bellezza ci chiede di sostare un po’, ci mostra come fare spazio, come riceve-re, ospitare e sentirsi ospitati. Nella scuola si assiste ad una forte deprivazione esperienziale: i bambini, i ragazzi hanno voglia di essere coinvolti di più nei loro corpi, nella loro energia. C’è sempre un apprendimento per i criteri di predominanza/ sottomissione e poco per esperienza. Si tratta di allenare i ragazzi a sentire, ad entrare in una dimensione più di interiorità. Viviamo un tempo in cui non c’è molto spazio per lasciare spa-zio, e c’è poco tempo per dare tempo. E’ importante invece per Ospitare la Bellezza in educazione fermarsi, osservare, aprire lo sguardo ed ascoltare storie, leggere le storie e saperle raccontare: storie di altri che ci parlano del loro coraggio, delle loro scelte, delle loro fatiche. La bellezza come forma di cura: è un mantenere, per tenere in vita. Educare alla Bellezza è voler sottrarre l’Istruzione dalla deri-va di un efficientismo e di un individualismo sterile, è un atto politico e culturale a cui tutti noi siamo chiamati”.

La protagonista sarà Sara Costanzo: pedagogista, formatrice e counsellor ad indirizzo fenomenologico- esistenziale, si è specializzata in area pedagogico-giuridica e si occupa di consulenza alle fami-glie, collabora con pubblici e privati, associazioni e studi lega-li. Ha lavorato nell’area della marginalità e della devianza minorile e da alcuni anni ha orientato la sua ricerca su pratiche educative che hanno in comune la valorizzazione dell’Immagi-nazione Creatrice e il contributo della Pedagogia Immaginale. Frequenta il Master biennale in Culture Simboliche presso l’Università Bicocca di Milano, di cui è direttore il professor Paolo Mottana

 

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