Pace Fiscale 2019. Arriva il saldo a stralcio per le cartelle esattoriali

PISA – Il Decreto Legge Fiscale attualmente al vaglio della Commissione Finanze del Senato sembra non trovare riposo. Tra conferme, smentite e nuovi emendamenti annunciati non è ancora chiaro quali saranno le misure approvate, e le conseguenti possibilità offerte ai cittadini, per “fare pace” con il Fisco.

Cerchiamo di capire, dunque, quali saranno i punti principali che dovrebbero, il condizionale è d’obbligo, essere presenti nella Legge di Bilancio 2019 a definizione di quella che è ormai assurta agli onori della cronaca con il nome di Pace Fiscale.

Partiamo da giovedì 15 ottobre, data che sancisce l’approvazione del DL che ha come obiettivo il “rimuovere lo squilibrio economico delle obbligazioni assunte e favorire l’estinzione del debito mediante un saldo e stralcio dell’importo dovuto, in tutte quelle situazioni eccezionali e involontarie di dimostrata difficoltà economica”.

Cosa significa? Molto semplicemente l’obiettivo è quello di fornire strumenti e facilitazioni ai cittadini che per qualche motivo si trovano ad avere dei debiti con lo Stato, in modo che possano saldare il dovuto senza dover pagare multe, more e sanzioni.

La conditio sin qua non per avere accesso alle agevolazioni, almeno sotto un profilo formale, è quella di dimostrare che non si è pagato nei tempi stabiliti perché non si aveva la possibilità economica di farlo. È stata infatti cancellata la misura più vicina al condono, ossia quella che consentiva a chi aveva completamente omesso di dichiarare i propri guadagni di poter dichiarare e pagare, in misura ridotta, il debito e la conseguente cancellazione del reato commesso.

Solo chi ha già presentato la Dichiarazione dei Redditi potrà, dunque, usufruire delle misure contenute nella Pace Fiscale, facendo richiesta per aderire alla cosiddetta Rottamazione Ter e rateizzando il dovuto in 10 rate semestrali spalmate in 5 anni. Questi contribuenti potranno altresì correggere errori formali commessi in Dichiarazione, pagando 200 euro per ogni correzione, purché tali errori non influiscano sul calcolo totale del tributo in oggetto.

L’elemento più interessante, però, è quello relativo al Saldo a Stralcio delle cartelle esattoriali. I contribuenti che hanno debiti con il Fisco ma hanno difficoltà economiche potranno pagare solo una piccola percentuale del dovuto, secondo aliquote a scaglioni che partono da un minimo del 6% e arrivano ad un massimo del 25% a seconda del reddito ISEE che posseggono.

Il saldo a stralcio (per maggiori informazioni http://www.calcoloprestito.org/guida/saldo-stralcio), quindi, modalità presente da anni nel settore del credito al consumo, diventa uno strumento utilizzabile anche per pagare tasse e tributi non saldati, facilitando notevolmente i contribuenti più in difficoltà.

Notizia dell’ultima ora, con la quale chiudiamo il nostro articolo, è quella relativa alla possibilità di far rientrare anche l’IMU e la TASI tra i tributi “condonabili”, novità che potrebbe portare nelle casse delle amministrazioni locali fino a 3,5 miliardi di euro.

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