Palaia. Lupi nel gregge, sbranate undici pecore. L’allarme di Coldiretti

PISALupi nel gregge. Sbranate 11 pecore a Palaia. Si moltiplicano gli attacchi del lupo nel pisano. A Palaia è la prima volta.

Molto presenti nel volterrano e nella Val di Cecina dove gli attacchi e gli avvistamenti sono frequenti, la loro presenza a Palaia è una novità. Anche per gli agricoltori.

La denuncia parte da Coldiretti Pisa. Non solo il danno per il titolare di un’azienda agricola specializzata nella produzione di latte per la filiera lattiero-casearia che si è visto privare il gregge di 11 pecore, anche la beffa: ha dovuto pagare 250 euro per lo smaltimento delle carcasse. “La presenza dei lupi in questa parte del nostro territorio è una novità. – ammette Fabrizio Filippi, Presidente Coldiretti Pisa – Significa da un lato che probabilmente siamo in presenza di ibridi e dall’altro che non temono la presenza dell’uomo. A Palaia, e così in altri comuni limitrofi, il lupo era una presenza discreta e mai vissuta come una emergenza. Oggi il quadro è cambiato: l’attacco al gregge è un chiaro segnale che tutto il territorio sta diventando il suo habitat”. Gli attacchi ai greggi, in questi anni, hanno caratterizzato la già difficile attività degli allevatori stretti tra prezzi alla stalla sempre più ridotti e costi di produzione sempre più alti che lo rendono un mestiere sicuramente affascinante ma anche molto faticoso: “L’allevatore farà sicuramente la richiesta di risarcimento danni alla Regione Toscana che però è poca cosa rispetto al reale danno che ha subito. Non alleviamo o coltiviamo per ottenere risarcimenti ed indennizzi, per creare valore: un valore che ungulati e lupi stanno mettendo a rischio ogni giorno”. Coldiretti ha più volte chiesto la “cattura degli ibridi” per “salvare il lupo puro”: “come per gli ungulati è necessario riequilibrare la presenza sul territorio perché di questo passo coltiveremo ed alleveremo per soddisfare i loro bisogni primari. La Regione Toscana deve consentire il prelievo degli ibridi – conclude Filippi – e riportare la presenza di queste specie ad un livello sostenibile. Siamo ormai arrivati ad un livello di pressione ed attacchi insostenibile e che rende antieconomico l’allevamento. Servono misure: non domani, oggi”.

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