Palestre a Pisa ripartono a rilento. Il punto dopo la prima settimana di riapertura

PISA – Dal 25 maggio hanno riaperto a Pisa così come in tutta Italia le palestre permettendo a tanti utenti di ritornare a fare sport dopo una sosta lunga tre mesi, chiaramente con tutte le accortezze e limitazioni a causa del Covid 19. Per fare un bilancio di come sono andate le cose in questa prima settimana di attività, Pisanews ha interpellato i proprietari di alcune palestre cittadine.

di Maurizio Ficeli

Lorenzo Ferrari

Partiamo con il parere di Lorenzo Ferrari, contitolare della palestra Four Fitness di Ospedaletto insieme ai soci Filippo Ceccotti e Patrizia Luppichini: “Per quanto riguarda il rientro in palestra diciamo che va ancora un po’ a rilento anche perché la gente non è rientrata del tutto, ma in minima parte. Magari questa prima settimana forse serve alla gente per capire come la palestra si è mossa, ma son convinto che dalla prossima piano piano le persone ricominceranno. Inoltre bisogna sottolineare che la nostra clientela ha preso bene le norme che sono in vigore. Abbiamo dovuto mettere le prenotazioni per evitare assembramenti nella sala pesi e negli spogliatoi e la gente si sta comportando bene, viene con la mascherina, disinfettando i macchinari e gli attrezzi dopo l’uso. Insomma una clientela che sa stare alle regole e che ci permette di gestire senza alcuna difficoltà la situazione. Riguardo a possibili aiuti a livello istituzionale al momento non ne abbiamo. Speriamo in aiuti futuri anche perché per le palestre si va in un periodo difficile perché porta sempre ad un calo ed ora ancora di più con questa situazione del Covid 19 visto che siamo stati chiusi per tre mesi e quindi la speranza è quella che gli enti locali, regionali e statali possano agevolarci in qualcosa“.

Federico Fragale

Sentiamo il secondo interlocutore che abbiamo interpellato, Federico Fragale della Scuola omonima di Scienze Motorie in via Vincenzo Cuoco nel quartiere de “I Passi”: “In questa prima settimana un po’ di gente è rientrata, anche se non completamente, perché c’è ancora in parte un po’ di timore secondo me. Rispetto ad altre realtà siamo più fortunati perché siamo riusciti a lavorare facendo promozione all’esterno, Abbiamo baraccature della struttura completamente aperte e per ciò che comunque riguarda l’affluenza in questa settimana è un po’ un test perché tanta gente che deve rientrare sta ancora valutando la situazione informandosi attraverso i canali social e poi secondo me, molti attendono il prossimo mese di giugno. Siamo fiduciosi per la prossima settimana, l’affluenza fino ad ora non è stata come speravamo, ma non si può dire che non è venuto nessuno perché abbiamo iniziato dalle 7 di mattina fino a tarda sera sia con lezioni individuali che di gruppo, poi stiamo anche puntando tanto sulla promozione del settore giovanile per fare un lavoro di campi estivi nelle scuole, facendo lavorare i bambini. Su come ha accolto la clientela le nuove norme, direi che ci stanno molto attenti ed anzi a loro fa molto piacere il fatto di vedere che viene sanificata ogni postazione e l’area dove lavorano, sono diligenti e sanno già come comportarsi. Per quanto riguarda eventuali aiuti invece per il momento non ci è ancora pervenuto nulla, abbiamo fatto delle richieste, anche a livello nazionale ed attendiamo delle risposte, inoltre con il fatto che il fondo dove operiamo è di proprietà comunale ed abbiamo una concessione di 20 anni, avremmo intenzione, se fosse possibile, di chiedere una proroga di altri 5 anni, anche perché abbiamo rimodernato tutto l’ambiente con un onere ingente, investendo i guadagni di 40 anni di attività“.

Matteo Ronca

Parola a Matteo Ronca, gestore della palestra Judo Champion Pisa sita in via Gabba: “Gli utenti sono pressoché dimezzati se non anche di un quarto perché sono soprattutto bambini. Abbiamo riaperto, però i corsi sono ridotti al minimo e li facciamo a piccoli gruppi con distanziamento. Per ciò che riguarda invece la questione degli aiuti abbiamo fatto la richiesta al Credito Sportivo ma sono ancora in corso di elaborazione in quanto sono prestiti a tasso zero, per quello che invece riguarda gli affitti, in quanto noi lo siamo, non c’è stato nessun contributo da parte dello stato per associazioni come la nostra e ce la siamo vista con il proprietario che ci è venuto incontro, però questo non è stato un discorso di aiuto da parte dello stato con il 60% da detrarre sulle tasse perché le associazioni le tasse non le pagano. Riguardo invece alla nostra clientela niente da dire, le persone sono state molto attente, noi facciamo gli ingressi a prenotazione e a seconda degli orari. Inoltre abbiamo provveduto a far sanificare i nostri ambienti da una ditta poi abbiamo un prodotto da usare ogni volte che vengono usati ambienti e macchinari“.

Fabrizio Zucchini

Concludiamo la carrellata delle opinioni con Fabrizio Zucchini, contitolare insieme ai soci Simone Gherarducci e Elena Levanti della palestra New Point Plus di Ghezzano: “La riapertura non è stata sicuramente indolore perché 3 mesi di chiusura non sono stati assolutamente pochi, però ci siamo organizzati privilegiando il rapporto diretto con i nostri clienti evitando di usare i social e questa modalità non solo è stata apprezzata ma abbiamo avuto dei riscontri positivi. La nostra clientela sta piano piano rientrando in palestra, all’inizio gli utenti erano anche un po’ impauriti ma poi hanno potuto constatare che la nostra organizzazione è forte anche per le dimensioni della palestra e questo fa indubbiamente la differenza. Poi le norme sono state accolte molto bene, la gente le rispetta, le apprezza e sono soddisfatti della pulizia della palestra. Per assurdo anzi, sembra che non sia successo nulla e questo fa si che i clienti si sentano tranquilli e rilassati ed attuano scrupolosamente quelle che sono le regolamentazioni del decreto, avendo dato noi tutte le informazioni del caso. A livello di aiuti istituzionali ad oggi non abbiamo avuto ancora nulla. L’unica cosa è che sembrerebbe che ci facciano reintegrare il 50% degli affitti che abbiamo continuato a pagare pur stando chiusi e questa cosa sarebbe già una spinta per noi. Per il resto non è arrivato niente tranne i famosi 600 euro per i ragazzi che lavorano qui da noi“.

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