Pane, vino e Piova: “Il calcio deve ripartire. I campionati vanno conclusi. Torneremo più forti di prima”

PISA – In questo periodo particolarmente difficile Pisanews ha intervistato un ex giocatore che ha dato lustro ai colori nerazzurri, stiamo parlando di Lamberto Piovanelli, classe 1964, pisano a tutti gli effetti visto che nella città della Torre Pendente è rimasto anche dopo aver appeso le classiche scarpette al chiodo ed ultimamente con la compagna Michela Cecchelli ha dato il via ad una attività di generi alimentari dal nome davvero originale “Pane e Vino dal Piova“, in via Spartaco Carlini, nel quartiere Don Bosco – Pratale. Con lui abbiamo parlato, oltre che di calcio, del momento che sta vivendo la sua attività ed il commercio in generale in questo periodo di Covid-19

di Maurizio Ficeli 

D. Salve Lamberto, come è nata l’idea di aprire questa nuova attività? 

R. “L’idea di mettere su questo negozio c’era da tanto tempo, con la mia compagna era tanto che stavamo cercando una cosa che ci piacesse per poter cominciare e l’avevamo già individuata lo scorso anno poi, per una serie di motivi non si è potuta definire, invece quest’ anno ci siamo convinti trattando la cosa prima che accadesse questa situazione del Coronavirus. È chiaro che si sarebbe potuto cominciare con più calma, aprendo verso aprile o maggio, invece ci siamo ritrovati in questo casino dalla mattina alla sera e così abbiamo deciso di fare tutto velocemente, aprendo il prima possibile anche perché un negozio in più non avrebbe fatto male in un momento come questo pieno di code interminabili nei supermercati, quindi avere un punto di riferimento in più penso sia utile“.

D. Tra l’altro fate un servizio di trasporto spesa a domicilio…

R. “Certo noi facciamo servizio a domicilio, il ché significa in maniera completa, dal pezzetto di pane ad una spesa più completa, vale a dire che anche chi non fa una spesa grossa deve avere lo stesso servizio e nel giro di un’ora massimo due viene consegnato tutto, pezzettino di pane compreso“. 

D. Come sono divisi i compiti in questa attività commerciale? 

R.”Michela è la proprietaria e mi insegna come fare a volte mi fa anche qualche cicchetto, lei è il “motore” dell’ attività anche perché ha avuto già esperienza in un settore come questo, mentre io sono un tuttofare che cerca di dare una mano dove è necessario“.

D. Te la saresti aspettata una epidemia di queste proporzioni? 

R.”No e ritengo che nemmeno Alfred Hitchcock avrebbe potuto pensare che venisse fuori una pandemia del genere che portasse a sconvolgere il mondo intero da tutti i punti di vista, sia da quello finanziario, economico e sociale, nel quale la vita dei cittadini è stata messa in difficoltà da questo virus“. 

D. Stante questa situazione quali sono i tuoi auspici per il futuro delle attività commerciali? 

R.”Premesso che il commercio lo avevo già vissuto e poi lo avevo abbandonato, ti posso dire, anche parlandone con altri commercianti, che quando tutto si sarà fermato e si potrà ripartire, spero con il cuore che tutte quelle serrande rimaste abbassate possano tornare a riaprirsi, e che ogni attività possa ripartire, e che questa situazione sia considerata solo come un brutto ricordo“.

D. Come andata l’attività del negozio in questo periodo di quarantena? 

R. “Il negozio ha lavorato perché essendo un esercizio alimentare di prima necessità che vende vino da mescita, pane e generi alimentari ha la possibilità di stare aperto. Ripeto, questa attività era una cosa che avevamo nel buzzo da tempo, ma appunto per questa situazione abbiamo dovuto anticipare i tempi. L’unica cosa è che negli ultimi 10 giorni prima dell’apertura abbiamo dovuto velocizzare il tutto per poter partire anche perché rimanere in stand by così tanto tempo non sarebbe stata una buona cosa, ma abbiamo dovuto sistemare delle pratiche a livello burocratico per poi avere il via“. 

D. Prima di arrivare al Pisa, sei stato un giocatore dell’Atalanta, quindi conosci la città di Bergamo e ti sarai informato sulla tragica situazione che la attanaglia…

R. “Premetto che non so se ho fatto la cosa giusta e sicuramente ho sbagliato, ma dopo aver dato una mano in negozio, tornare a casa e mettermi a guardare quelle scene sia di morti che di gente intubata in Italia ed in particolare nella città orobica, non mi riusciva e la sera cercavo di rilassarmi e di tranquillizzarmi guardando altre cose, però quando capitava che vedevo scene da quella città meravigliosa che è Bergamo, dove ho vissuto, mi è rimasta negli occhi quella delle file di camion militari che portavano via quelle bare e questo mi ha dato una infinita tristezza al cuore “. 

D. A tuo avviso come se ne verrà fuori da questa situazione paradossale ? 

R.”Non so come ne verremo fuori ma da italiani son sicuro che troveremo la maniera e torneremo più forti di prima, anche se la ferita, cosa che chiamarla tcon tale termine è limitativo, è indubbiamente grossa perché veramente quello che è successo da un mese a questa parte è oltremodo allucinante“. 

D. Secondo te i campionati di calcio vanno ugualmente portati a termine? 

R. “Penso che i campionati di calcio vadano ripresi e questo qualora ci siano le condizioni per poter ritornare a giocare, e sperò altresi che il mondo del calcio non si ridicolizzi forzando questa cosa, ma attenda il momento quando si potrà veramente tornare ad una situazione di tranquillità e di sicurezza, affinché l’ambiente calcistico non rimanga in antipatia al restante mondo di rinunce degli altri settori, anche perché parlando del calcio pare che ci siano delle priorità rispetto al “mondo normale”, quindi non facciamoci prendere sulle scatole a tutti per decisioni che potrebbero andare contro il bene di tutti

D. Da navigato uomo di calcio, qual è nello specifico la tua ricetta? 

R. “Quella che il pallone, qualora si sbloccasse la situazione, dovrà riprendere da dove si è fermato, che lo si faccia questa estate o il prossimo inverno o la prossima estate del 2021 non importa, ma il mondo del calcio deve finire ciò che ha iniziato. Slitteremo di un campionato, ne salteremo uno, tutto quello che ti pare, ma i tre campionati di A B e quelli di serie C devono assolutamente finire quello che hanno cominciato, anche perché in caso contrario e per portare un esempio, che motivazione si potrebbe dare ad un Benevento che sta stravincendo il campionato cadetto? Gli dici che il campionato non è più valido e bisogna ricominciare da capo? Sarebbe una cosa assurda, qui ci sono in ballo soldi, sudore e fatica di città e società intere. In serie A deve essere assegnato lo scudetto e le coppe e le retrocessioni, questa è una cosa che l’Europa deve fare in maniera unita e non a scaglioni“. 

D. Per concludere, qual è il tuo giudizio sul Pisa prima che ci fosse la sospensione del campionato? 

R. “Il Pisa stava facendo un buon campionato, anche se sicuramente inferiore a quelle che sono le sue possibilità perché ha un ottimo allenatore come Luca D’Angelo, possiede una società stupenda come quella guidata dalla famiglia Corrado, un settore tecnico all’avanguardia e di primo ordine a cominciare dal direttore sportivo Roberto Gemmi ed una buonissima squadra, anche se poi, per una serie di motivi e non me ne voglia chi si occupa della cosa perché la mia è una critica costruttiva, a livello di condizione atletica abbiamo sofferto un po’ e non abbiamo avuto momenti felici, non so da cosa sia dipeso ma se avessimo avuto almeno i tre quarti nelle gambe avremmo potuto avere una classifica ancora migliore. Invece purtroppo abbiamo preso dei gol all’ultimo minuto tipo ad Empoli e a Crotone e questo dopo aver disputato dei primi tempi straordinari. A mio avviso abbiamo perso tanti punti per una condizione fisica non buona. Quando riprenderemo sarà un punto interrogativo incredibile, perché non possiamo sapere, dopo la sosta, in che condizioni di competitività  saranno tutte le squadre, ma per ciò che riguarda il nostro Pisa speriamo, qualora si riprenda, che si possa tornare a sorridere ancora di più di quanto abbiamo sorriso ora“. 


By