Paolo Ferrero al Circolo Arci Pisanova con i candidati di Si’ Toscana a Sinistra

 

Pisa –  La lista Sì Toscana a Sinistra di Pisa ha organizzato stasera un incontro al Circolo Arci Pisanova all’Isola Verde per la presentazione del libro di Paolo Ferrero “La truffa del debito pubblico”. Sono intervenuti all’appuntamento i candidati della lista per le prossime elezioni del 31 maggio: Tommaso Fattori, che corre per la presidenza della Regione Toscana e Andrea Corti candidato per il Consiglio Regionale.Paolo Ferrero al Circolo Arci Pisanova

“La lista Sì Toscana a Sinistra è un laboratorio per la formazione della nuova sinistra alternativa al Partito Democratico , uno spazio in cui sono confluite liste di cittadinanza, SEL, Rifondazione Comunista e i Comunisti Italiani insieme a molti esponenti dell’associazionismo che negli anni hanno partecipato ai vari Movimenti: uno spazio comune per progettare una Toscana che sia terra di diritti, eguaglianza e solidarietà” – Così Tommaso Fattori, candidato alla Presidenza della Regione presenta la sua lista- “Oggi costruiamo l’alternativa al PD e alle destre, a Renzi e a Salvini che si assomigliano sempre di più nell’affermare che di fronte alla crisi economica bisogna arrenderci al precariato, all’impoverimento, alla privatizzazione dei servizi”.

Andrea Corti, candidato consigliere per la lista Sì, analizzando la speculazione della Sviluppo Navicelli e la situazione di tanti lavoratori toscani che stanno perdendo il lavoro senza prospettiva di paracadute o ammortizzatori sociali, ha messo subito in evidenza come speculazione, risorse sprecate da parte delle amministrazioni e diritti negati siano temi sono legati tra loro da quel fil rouge che è la finanzializzazione dell’ecomomia, causa principale della mancanza cronica di risorse che attanaglia i nostro territorio e non soltanto. “Andare in Consiglio Regionale vuol dire smascherare questo meccanismo. Le risorse ci sono ma sono state dirottate altrove”.

“Rossi vuole che la Toscana sia il laboratorio del Jobs Act, della riforma della sanità pubblica che porterà ad una drastica riduzione dei servizi territoriali a favore di grandi accentramenti nelle tre aree vaste individuate”- riprende Fattori- “Ci viene raccontato che non ci sono risorse ma poi si finanziano le scuole private, si costruiscono nuovi ospedali dando soldi ai privati o si fanno scelte come la costruzione della nuova pista intercontinentale a Firenze che non solo impoverirà l’area dell’hinterland fiorentino dove sorgerà- che adesso ha una sua importanza per la ricerca scientifica- ma è una scelta che peserà sull’aeroporto di Pisa e quindi sulla città”. Conclude il suo intervento, prima di cedere la parola a Paolo Ferrero con queste parole “La sinistra deve avere una visione ‘alta’, deve sapere ripartire dagli investimenti pubblici, spezzare la catena dell’austerità e recuperare una politica che indirizzi l’economia, e per fare questo deve essere ricomposta, per avere la capacità di progettare un cambiamento”.

Paolo Ferrero, che ha preso la parola ormai a tarda serata, non ha rinunciato a raccontare il suo libro spiegando alla platea l’inganno del debito pubblico in Italia e in Europa, l’unico posto al mondo dove le banche private speculano sul debito contratto dai governi e come questo inganno di fondo abbia di fatto svuotato la politica che  da trent’anni può solo adeguarsi alla predominanza dell’economia. La crisi per Ferrero è dovuta ad una cattiva distribuzione della ricchezza e non alla scarsità dei prodotti: “Se andate al supermercato o al panificio non mancano le cose, c’è un’abbondanza di cose da poter comprare: quello che mancano sono i soldi per comprarle”. La ricetta possibile, per far uscire l’Italia e l’Europa è costruire una sinistra antiliberista italiana che si unisca alle sinistre antiliberiste europee per far sì che il debito dei governi sia finanziato dalla BCE a tassi di interesse non da strozzinaggio come applicano le banche private attualmente. Solo così, secondo Ferrero, sarebbe possibile abbattere il capitalismo finanziario che chiede un prezzo altissimo alla popolazione dei governi più indebitati in termini di privatizzazioni, distruzione del welfare e precarizzazione del lavoro. L’ultima riflessione del segretario di Rifondazione è sulle motivazioni del consenso che sta riscuotendo Salvini: “Per sconfiggere l’ondata delle destre razziste bisogna prima sconfiggere il neoliberismo di Renzi che aumenta l’insicurezza sociale”

 

 

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