Paolo Tognocchi (Pd) favorevole ad un unica provincia con Livorno

PISA – Un pò a sorpresa e con un opinione forse discorde ai più, il Consigliere Regionale Pd Paolo Tognocchi si dice favorevole ad un unica provincia con  Livorno.

“Le riforme non si fanno certo così, sotto il tiro della pressione mediatica, senza un disegno organico a tutti i livelli amministrativi (comuni, provincie e regioni) e senza un’attribuzione chiara dei compiti e delle competenze; ma tant’è, accade che lunedì prossimo in Consiglio regionale dovremo mandare al Governo una proposta di riordino che tenga conto dei due parametri, ormai noti, di popolazione e superficie.

Anche se è molto difficile, dobbiamo cercare di trasformare questa difficoltà in una buona occasione per un effettivo miglioramento della qualità della nostra amministrazione e dei suoi livelli di programmazione. E allora, per quanto possibile, guardiamo avanti e continuiamo a lavorare nell’interesse dei cittadini.

Al netto di ogni considerazione campanilistica e folkloristica, sono da sempre fermamente convinto che Pisa e Livorno – ancora di più se insieme – possano essere davvero una grande risorsa per l’intera regione. Stiamo parlando di un’area strategica da molti punti di vista. In primis non possiamo non ricordarci delle infrastrutture logistiche (porto e aeroporto) che fanno di questo territorio la principale porta d’accesso della Toscana. Assieme Pisa e Livorno – mi sembra anche superfluo ricordarlo – possono vantare inoltre una serie di beni culturali e paesaggistici dalla fama internazionale. Ma i punti di forza non finiscono certo qui. Pensiamo alla bellezza della nostra costa, ai brand internazionali nel vino e nei prodotti tipici, all’invidiabile qualità dell’agricoltura, alla capacità di innovazione e ricerca che nell’area ha raggiunto eccellenze straordinarie.

Se guardate poi le cartine geografiche, Pisa e Livorno sembrano addirittura separate artificialmente, con un territorio che si completa fra la costa e il suo entroterra e con le due città che perfino si sfiorano. “Pisa e Livorno messe insieme sono poco più di un quartiere di una grande città europea. Come si può pensare di gestire flussi, mobilità, servizi senza una seria programmazione comune?” Ho messo questa frase fra virgolette, perché l’ho ripresa dal libro che scrissi nel 2009 “Super Tuscany”. E continuo a pensarla allo stesso modo: queste due città non possono che parlarsi e lavorare assieme.

Nelle scorse settimane, seguendo l’iter previsto dalla normativa nazionale per il riordino delle Province, il Consiglio delle autonomie locali (Cal) ha consegnato al Consiglio Regionale due proposte quasi identiche. In entrambe, infatti, si avrebbe l’area metropolitano fiorentina (coincidente con la vecchia provincia di Firenze), poi una provincia che metterebbe assieme Grosseto con Siena, un’altra (chiedendo una deroga sul parametro di superficie) per Prato e Pistoia, con Arezzo che invece si salverebbe come provincia, in virtù dei suoi numeri sulla popolazione raccolti dall’ultimo censimento non ancora ufficializzato. L’unica differenza tra i due progetti del Cal sta invece nella delimitazione dell’area costiera: in una di queste proposte Pisa è nella cosiddetta area vasta insieme a Massa, Lucca e Livorno, mentre nell’altra sta con la sola Livorno.

Le nuove provincie si occuperanno di ambiente, trasporti e viabilità, edilizia scolastica e pianificazione territoriale e saranno enti di secondo livello, ossia non ci saranno organi eletti bensì solo una rappresentanza dei consigli comunali dell’area provinciale. Con ogni probabilità poi con le nuove provincie saranno ridefinite le presenze istituzionali dello Stato (Prefetture, Questure) ed economiche (Camere di commercio). Ma anche la riorganizzazione del sistema sanitario (Asl) non potrà certo prescindere dal riordino istituzionale.

Credo pertanto che il criterio non possa che essere quello di pensare a una dimensione ottimale per una migliore gestione dei servizi e mi sembra assolutamente impensabile che la programmazione territoriale e per esempio il servizio di trasporti possa andare da Pontremoli a Piombino. Cercherei di evitare altresì situazioni ridicole, come quella che si avrebbe con la Questura a Massa, la Prefettura a Lucca, la Camera di Commercio a Pisa e la sede del Consiglio provinciale a Livorno. Non sarebbe certo un bel risultato. Lunedì in Consiglio regionale voterò quindi per mandare una proposta al governo che metta insieme le provincie di Pisa e Livorno.

Rimane certo il problema del capoluogo, tra l’altro molto sentito, anche se a mio parere davvero troppo enfatizzato: da come alcuni pongono la questione sembra quasi che una delle due città debba sparire ed essere inglobata dall’altra. Ma niente di tutto questo è ovviamente all’orizzonte. Accadrà invece che con le nuove definizioni le amministrazioni comunali avranno sicuramente molto più potere. Penso che continuare a foraggiare guerre di campanile, quanto mai inutili e miopi, ci impedisca di lavorare serenamente e al meglio per il bene dei territori e dei cittadini. In fin dei conti, mi pare che la futura sede del nuovo Consiglio provinciale sia un problema relativo. L’urgenza è semmai quella di costruire un’alleanza vera, un rapporto positivo tra tutte le parti in campo per decidere insieme dove andranno a trovare la sede territorialmente più idonea le diverse gestioni a dei servizi e delle funzioni. Ben venga insomma un gentlemen’s agreement che nella definitiva strutturazione veda anche un’equa distribuzione fra i territori del peso dello Stato e delle altre strutture economiche”.

Paolo Tognocchi, consigliere regionale PD

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