“Quando Papa Francesco mi portò a pregare in un porcile”

PISA – “Avevo ventuno anni e in seminario mi lamentai con il religioso che seguiva i nostri esercizi spirituali, tale Jorge Mario Bergoglio, chiedendo un’altra cappella in cui pregare perché nella nostra i miei colleghi facevano troppo rumore.

Lui mi ascoltò e poi durante una passeggiata fuori dalla casa che ci ospitava me ne indicò una a suo dire idonea: “Potremmo pregare là, per incontrare Dio non bisogna avere timore di sporcarsi mani e vestiti e nemmeno di abbassarsi” mi disse. Era la porcilaia”. E’ partito con una risata e da quest’aneddoto il racconto di padre Roberto Jokanovic, argentino e religioso ‘’lanteriano’’ dal 2004 nella parrocchia dei Santi Jacopo e Filippo nel quartiere delle Piagge, all’assemblea delle Caritas parrocchiali che si è svolta oggi, sabato 18 novembre, nel seminario diocesano di San Zeno. Un percorso più che una relazione vera e propria nella spiritualità di Papa Francesco,di cu è stato allievo per tre anni in Argentina, strettamente legata alla continente e alla chiesa da cui arriva il Pontefice. “Lui immagina e spinge per una chiesa che sia estroversa e in uscita, non autoreferenziale – ha proseguito -: non gli interessano gli applausi e i facili consensi. Preferisce comunità aperta al dialogo con le altre chiese e religioni ma anche ideologie. Spinge per una chiesa che, da padrona, impari a lasciarsi evangelizzare dai poveri. Sapete cosa ha fatto appena diventò arcivescovo di Buenos Aires? Vendette il palazzo arcivescovile, enorme ma anche a trenta chilometri dal centro, nel quartiere delle ambasciate, e andò a vivere in curia, in un appartamento di settanta metri quadri. Sono soprattutto i gesti che raccontano uno stile di chiesa”.

L’assemblea, cui hanno partecipato settanta volontari provenienti da venti diverse Caritas parrocchiali della diocesi, è stata aperta dall’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto: “Nella Chiesa pisana è in corso il pellegrinaggio della Madonna sotto gli organi, il dipinto a tempera attribuito a Berlinghiero Berlinghieri e venerato da secoli in tutta la diocesi, il segno di una chiesa che, proprio attraverso l’immagine della Madonna, si rende presente a tutta la comunità – ha detto -: il Giubileo della Cattedrale sarà anche un anno che c’impegna a essere segno di carità nei confronti del prossimo, nel segno di Maria, con opere e fatti concreti. Vogliamo porre un segno in più, di azione caritativa nei confronti dei nuovi bisogni che, emergono con forza anche nel nostro territorio. Sempre senza dimenticare che non esiste una spirtualità senza carità ma nemmeno una carità che non sia anche ascolto e testimonianza”.

By