Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, 40 anni e non sentirli

PISA – Le Associazioni Ambientaliste: Amici della Terra Versilia, Legambiente circoli Pisa e Versilia, LIPU Pisa, WWF Alta Toscana, tornano a sollecitare gli Enti perché il nuovo Piano del Parco valorizzi l’eccellenza che il Parco rappresenta in un’area intensamente urbanizzata come la Piana Pisana e La Versilia.

Una visione che riconosca il ruolo vitale che la Biodiversità del Parco svolge nella rinnovabilità di risorse preziose come acqua e aria, nella riduzione delle sostanze inquinanti e nella mitigazione del clima, temi che in questi giorni, sono stati oggetto delle manifestazioni di migliaia di giovani scesi in piazza in Toscana, in Italia e nel Mondo.

Un’urgenza che la Regione Toscana si è impegnata ad affrontare votando all’unanimità, prima Regione in Italia, l’Emergenza Climatica come “assunzione di consapevolezza e responsabilità politica”.

Un impegno che dovrà essere tradotto in azioni concrete, che comprendano:
1. la diminuzione delle fonti di inquinamento;
2. la limitazione dei consumi energetici;
3. l’arrestodel consumo di suolo preservando e ampliando il patrimonio di verde urbano e
periurbano;
4. la tutela degli ecosistemi terrestri ed acquatici (parchi, aree protette, boschi, aree umide), al momento, unica efficace forma di contrasto al cambiamento climatico.

Gli ecosistemi, infatti, con la loro biodiversità, svolgono un’azione vitale sull’assorbimento delle emissioni di CO2 e dei gas climalteranti. Non a caso la tutela dei Parchi e delle Aree Protette e del verde urbano e periurbano è una delle misure richieste a gran voce in questa settimana di manifestazioni.

Preservare il Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli è dunque un valore inalienabile che si chiede di tutelare. Le Associazioni chiedono quindi che nel processo di pianificazione venga integralmente preservato l’attuale perimetro del Parco, inteso come la somma di tutte le zonizzazioni,
compreso le cosiddette ‘aree esterne’, che in realtà a livello normativo sono aree interne al perimetro del Parco a tutti gli effetti. Qualunque altra interpretazione sarebbe da considerare come una “de-perimetrazione” del Parco. Le eventuali ed auspicabili istituzioni di aree contigue ex-L- 394/91 e LR 30/2015, andranno semmai reperite sul territorio esterno a tutto il perimetro dell’Area Protetta.

Proprio l’attuale perimetro del Parco in questi giorni, ha reso possibile l’immediato blocco delle “attività di sversamento”che hanno provocato le maleodoranze di San Piero a Grado, cosa
altrimenti impossibile in assenza delle tutele dovute alla presenza dell’Area Protetta. Uno status privilegiato che dovrebbe perciò essere esteso anche ai territori non tutelati dal Parco,
invece di pensare di de-perimetrare alcune aree e ridurne i confini.

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