Parte una forma di azionariato popolare. Nasce il “Comitato Promotore Insieme per Il Pisa”

PISA – Nasce il “Comitato Promotore insieme per il Pisa” la cui prima finalità è quella di aiutare Pablo Dana a concludere l’acquisto del Pisa con 300.000 euro di sottoscrizione popolare da trovare da oggi in poi.

imageTale iniziativa è stata promossa dal Notaio Angelo Caccetta e l’Avv. Pietro Gustinucci. La finalità secondaria è quella di creare una base per l’azionariato popolare per contribuire a garantire un futuro meno burrascoso alla società nerazzurra, già utilizzato da Real Madrid e Barcellona. E da poco on line il sito www.insiemeperilpisa.it e la pagina Facebook “Insieme Per il Pisa”. La quota per aderire all’iniziativa parte da un minimo di 25 euro o multipli.

CHI È COMITATO PROMORORE INSIEME PER IL PISA. Nel 2009, a seguito del fallimento targato Covarelli-Pomponi, venne costituito il Comitato “Insieme per il Pisa” con l’intento di dare vita ad un soggetto che fosse in grado di contribuire a garantire nel tempo la continuità sportiva del calcio a Pisa. I membri di quel Comitato, al quale si sono nel tempo aggiunti altri aderenti, in questa calda estate pisana si sono impegnati a fare quanto possibile per la positiva chiusura della trattativa avviata tra la Carrara Holding S.r.l. e la Equitativa Real Estate Ltd per la per vendita dell’AC PISA 1909 S.s.r.l.; trattativa che, alla data del 26 agosto 2016, quando l’inizio del campionato era ormai alle porte, era ancora in fase di stallo. A quella data, infatti, la Carrara Holding S.r.l chiedeva euro 6.630.000 e la Equitativa Real Estate Ltd. offriva complessivi euro 6.500.000, di cui euro 1.000.000 relativi a crediti vantati dal Dott. Lucchesi nei confronti di vari soggetti riferibili al “Gruppo Petroni”.

Siccome era per tutti noi incomprensibile ed inaccettabile che una trattativa del genere si potesse arenare per una differenza, tutto sommato modesta, di soli euro 130.000, ci siamo fatti avanti (a dire il vero anche con un po’ di incoscienza e con il rischio che le motivazioni del nostro agire potessero essere fraintese) per far presente ai venditori che, nel caso in cui fosse rimasta quella differenza tra domanda e offerta, avremmo chiesto ai pisani di raccogliere le somme necessarie a colmarla ed avremmo comunque garantito di coprirla.

Sia per la delicatezza del momento e sia perché, anche se aveva ad oggetto le sorti del nostro Pisa, si trattava a tutti gli effetti di una trattativa tra privati, abbiamo volutamente scelto di agire in silenzio e sottotraccia, limitandoci a coordinarci con il Signor Sindaco, unico al quale abbiamo comunicato preventivamente le nostre intenzioni e costantemente informato della nostra attività.

Dopo aver appreso dai consulenti delle due parti che la differenza che ancora sussisteva non era di (soli) euro 130.000, ma di ben euro 600.000 [perché, anche se la Carrara Holding S.r.l. aveva accettato il prezzo offerto da Equitativa (6.500.000), non avrebbe però accettato di portare in compensazione tutto il credito vantato dal Dott. Lucchesi (1.000.000), ma soltanto euro 400.000, il che portava il valore dell’offerta di Equitativa Real Estate Ltd. non a euro 6.500.000 ma alla minor somma di complessivi (5.500.000 + 400.000 =) euro 5.900.000], abbiamo fatto presente ai venditori che, se avessero accettato di abbassare la loro richiesta ad una cifra non superiore ad euro 6.200.000, anche nel caso in cui la Equitativa Real Estate Ltd. non avesse voluto o potuto aumentare ulteriormente la propria offerta, lasciandola quindi ferma a euro 5.900.000, pur di non far saltare la trattativa, saremmo stati disposti ad impegnarci pubblicamente a raccogliere le somme necessarie a coprire la differenza, fino ad un massimo di euro 300.000, garantendone il pagamento, ma soltanto al momento in cui verrà (e se verrà) effettuato il passaggio integrale di tutte le quote dell’AC Pisa 1909 S.s.r.l. da Carrara Holding S.r.l. al nuovo acquirente. Cosa è successo dopo è noto a tutti: Carrara Holding S.r.l. ha accettato di abbassare il prezzo di vendita a euro 6.200.000 ed Equitativa Real Estate Ltd. ha mantenuto ferma la sua offerta a complessivi euro 5.900.000. Arrivati a questo punto, anche se non conosciamo tutti i contenuti dell’accordo finale che le parti hanno raggiunto e perfezionato tra di loro e sono riprese schermaglie a colpi di comunicati che sembrano riportarci indietro al punto di partenza, per dimostrare che noi pisani ci siamo, concretamente, come sempre ci siamo stati durante tutta l’estate, sia quando si è trattato di assieparci in centinaia alla rete del campo di allenamento per far sentire la nostra presenza ai calciatori, sia quando si è trattato di scendere in strada per dimostrare che non siamo disposti a tollerare soprusi, è nostra intenzione attivarci per raccogliere le somme che ci siamo impegnati a mettere a disposizione per consentire la vendita (vorremmo dire “la liberazione”) del nostro Pisa. Per farlo abbiamo due possibilità: rivolgerci soltanto ai “soliti noti”, alcuni dei quali, peraltro, figurano già nella lista dei soggetti che hanno preso l’impegno a trovare le somme per il pagamento, oppure coinvolgere quanti più soggetti possibile, tifosi, imprese, professionisti, enti, rappresentanti delle istituzioni e chi più ne ha più ne metta, perché questa iniziativa di riscatto nel nostro Pisa non sia soltanto appannaggio di pochi, com’è sempre avvenuto in passato, ma una cosa che ognuno può sentire come propria, partecipando nel modo che vorrà, anche in piccolissima misura, per renderla possibile. Grazie a questa tormentata estate, abbiamo scoperto che è vero quello che Mister Gattuso ha detto di noi: non siamo semplici tifosi, siamo un popolo e come tale ci siamo comportati e dobbiamo continuare a comportarci. Abbiamo anche capito che è vero quello che diceva un altro Mister che si è seduto sulla nostra panchina (G.V.): se vogliamo possiamo. Abbiamo quindi deciso di rendere pubblica questa iniziativa, cercando di coinvolgere quante più persone possibile, perché poter dire che lo abbiamo fatto tutti insieme, stando uniti come siamo stati in tutti questi giorni, non è la stessa cosa che lasciarlo fare agli altri com’è sempre stato in passato. Tutti gli aspetti tecnici (moduli per le sottoscrizioni e le quietanze, IBAN del c/c aperto a nome del Comitato promotore “Insieme per il Pisa”, modalità di rendicontazione delle somme versate, etc., …..) sono pubblicate sul sito “www.insiemeperilpisa.it” e sulla pagina facebook “Insieme per il Pisa”. L’intera operazione avverrà a costo zero, nessuna somma, neppure un centesimo, a nessun titolo (neppure per rimborsi spese, tenuta conto, costi della fideiussione, etc., ….), verrà impiegata se non per versare il dovuto alla Carrara Holding S.r.l., oppure, per l’eccedenza, in favore del Comune di Amatrice sul conto corrente bancario per l’emergenza aperto presso Banca di Credito Cooperativo di Roma – IBAN IT 13 W 08327 73470 000000005050. Nel caso in cui l’operazione non andasse a buon fine, per qualsiasi motivo, chiunque potrà richiedere la restituzione integrale delle somme versate, con le modalità indicate nella scheda di sottoscrizione. In questi giorni abbiamo sentito parlare spesso di “tifosi VIP”, di “imprenditori e professionisti” di “soggetti facoltosi” e via discorrendo. Anche se capiamo che ci possano essere esigenze di semplificazione giornalistica e che sia più facile descrivere un’iniziativa etichettandola con uno slogan, in modo più o meno suggestivo, piuttosto che provare a capire quale sia la sua vera natura, vogliamo chiarire e ribadire con forza che l’unica etichetta che accettiamo è quella di “tifosi del Pisa” e che di questo Comitato fanno parte e potranno far parte tutti coloro che si ritengono tali, indipendentemente dall’ammontare del contributo che potranno e vorranno dare. Non ci è dato sapere come finirà questa telenovela della trattativa, non ci è ancora chiaro quali siano le effettive volontà e le effettive possibilità delle parti, ma quel che è certo è che, se ancora una volta lasceremo che la nostra passione sia terreno di conquista di personaggi senza scrupoli e che le sorti del nostro Pisa siano in mano all’ennesimo “Papa straniero”, senza provare a fare tutto quanto possibile per contribuire a garantirgli un futuro stabile, dovremo almeno in parte ritenerci responsabili dei nostri mali”.

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