Partono i saldi. I numeri e le attese di Confesercenti

PISA – “I saldi di fine stagione il 4 gennaio è una contraddizione in termini. Purtroppo, però, il commercio e soprattutto l’abbigliamento hanno bisogno di questo periodo per rimettere in piedi i bilanci che continuano ad essere deficitari”. E’ Luigi Micheletti, presidente area pisana di Confesercenti Toscana Nord, a presentare così l’avvio dei saldi di fine stagione che si aprono sabato 4 gennaio.

Una data davvero anticipata, considerando anche un clima che di fatto ha regalato il vero inverno solo in questi ultimi giorni. “Parlare di saldi di fine stagione il 4 gennaio non ha senso – prosegue Micheletti -. La logica direbbe che gli sconti dovrebbero partire come minimo da metà febbraio. Ma ormai il nostro settore sta vivendo una crisi quasi irreversibile e quindi ci si aggrappa ai saldi. Del resto, secondo uno studio realizzato da Confesercenti nazionale su un campione di 1.200 consumatori, oltre 4 italiani su dieci (il 41%) hanno già programmato di approfittare dei saldi per acquistare uno o più prodotti, per un budget medio previsto di 168 euro a persona anche nella nostra città”. Ma in questi anni i saldi non sono più un evento come accadeva in passato. Spiega ancora il presidente area pisana di Confesercenti Toscana Nord.

“Effettivamente si arriva ai saldi con sempre minori aspettative. Prima il Black Friday, poi le promozioni spesso mascherate, senza dimenticare gli outlet, hanno svilito l’attesa degli sconti di fine stagione. Sicuramente l’aver anticipato l’inizio ha modificato anche le abitudini dei consumatori che, ad esempio, nel periodo natalizio si limitano ad acquisti di piccoli capi per poi attendere i saldi per quelli più impegnativi”.

A supportare la tesi di Micheletti ancora alcuni numeri del sondaggio Confesercenti; per i saldi 2020 si registra infatti una lieve riduzione dell’appeal rispetto a quelli del 2019, che hanno visto la partecipazione del 48% degli italiani. Aumenta invece dal 37 al 41% la quota di consumatori che deciderà se acquistare sul momento, in base alle offerte. Sul risultato pesa, sempre secondo Confesercenti, un meteo invernale più mite del solito ma anche la concorrenza all’evento saldi da parte della bulimia di promozioni prenatalizie e natalizie cui sono stati sottoposti i consumatori, a partire proprio da un Black Friday particolarmente ‘ravvicinato’, a meno di un mese dal Natale. Per quanto riguarda le tipologie di articoli, in cima ai desideri degli italiani ci sono le scarpe con il 47% degli intervistatim seguono prodotti di maglieria (45%), capispalla (27%), capi di camiceria (26%), magliette e intimo (entrambi al 22%). Ma c’è anche un 15% in cerca di borse ed un 12% di altri accessori, dalle sciarpe alle cinture. La conclusione di Luigi Micheletti.

“Dal nostro sondaggio emerge comunque un aspetto positivo. Nonostante la crescente concorrenza del web, i saldi rimangono un evento legato soprattutto ai negozi fisici, scelti dai consumatori 8 volte su 10”.

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