Pasqualetti (PSI) sul problema rifiuti: “Si torni a discutere e si contengano le tariffe”

PISA – L’Ato della Costa formata fra i comuni delle provincie di Pisa, Lucca, Livorno e Massa Carrara ha deciso di affidare la gestione del ciclo dei rifiuti urbani (spazzamento, raccolta e smaltimento ) ad una società mista pubblico privato “Reti Ambiente”

partecipata dagli stessi comuni e da un il socio privato, da scegliere, tramite “dialogo competitivo previsto dall’Unione Europea” ma “interpretata” in Toscana con eccessiva disinvoltura; la procedura scelta ha portato infatti ad una durata irragionevole infatti, stando a notizie giornalistiche, alcuni operatori che avevano manifestato interesse sono entrati in crisi economico aziendale ed altri essendosi orientati verso strategie di sviluppo diverse hanno perso l’interesse a partecipare; tutto ciò ha definito indeterminatezze che potrebbe portare ad aggregazioni diverse rispetto a quanto inizialmente si andava configurando, questo insieme alla durata dell’appalto conferisce opacità all’intera operazione.

Il perimetro della gara. I comuni dovevano conferire a “Reti Ambiente” partecipazioni azionarie ed impianti ma appena deliberata la gara nel 2011 si sono manifestati contrasti rilevanti fra i comuni su cosa conferire e se partecipare alla Ato Costa. Le questioni sollevate si sono risolte con il passaggio dei comuni della Val di Cornia all’Ato Sud e con il mancato conferimento alla gestione comune degli impianti di Rosignano e di Peccioli. Particolarmente grave ed incomprensibile l’esclusione dalla gestione comune delle discariche di Rosignano e Peccioli che comunque continueranno ad essere sede di investimenti prioritari (22 milioni previsti) e che saranno impianti strategici anche ben oltre la messa a regime della nuova società e per tutta la durata dell’appalto. Il comune di Rosignano per ora da solo e il Comune di Peccioli insieme ai privati sembrano voler svolgere un ruolo autonomo e gestire una partita tutta loro nella gestione dei rifiuti e rende politicamente debole l’imposizione al comune di Livorno di partecipare a “Reti Ambiente” proprio nel momento che questi rivendica il primato del pubblico sul privato nella gestione del servizio.

Conferimento a “Reti Ambiente” e liquidazione soci privati. La legge regionale obbliga al conferimento in “Reti Ambiente” ed alla scelta di un eventuale socio privato con gara ad evidenza pubblica e in un certo qual modo nel caso di Geofor ad acquisire le azioni del socio privato che è stato individuato secondo altre procedure. Quello che ci preoccupa, se le notizie pubblicate sulla stampa sono vere, è che due perizie sul valore della Geofor, a distanza di un anno e mezzo l’una da l’altra, hanno dato risultati divergenti di ben cinque milioni di euro. Diventa difficile non mettere in relazione quest’acquisizione con la parallela operazione di vendita da parte del Comune di Pisa, non condivisa dal Comune di Pontedera, delle azioni di Ecofor Service la società mista pubblico privato che gestisce lo smaltimento dei rifiuti speciali e di amianto tanto più che all’interno delle due compagini sociali, Geofor e “Ecofor Service”, sono presenti in gran parte gli stessi azionisti.

Al luce di tutto questo non possiamo non rilevare la presenza di più linee strategiche sul ruolo della presenza pubblica nel settore dei rifiuti e una rottura della conduzione unitaria da parte delle amministrazioni pubbliche nelle partecipate che richiederebbe una attenta, consapevole e partecipata riflessione e non una frettolosa decisione natalizia: per quanto ci riguarda riteniamo assolutamente necessario ed indispensabile a tutela della qualità del servizio pubblico, dei cittadini e del contenimento delle tariffe una nuova strategia unitaria che tenga conto di tutte le amministrazioni e che abbia al centro della discussione e delle decisioni i consigli comunali che devono ritornare protagonisti e non cinghia di trasmissione di decisioni prese altrove.

Riccardo Pasqualetti resp. politiche economiche PSI Pisa

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