Patrizia Bongiovanni (PD): “Il territorio diventi rete e sistema”

PISA – “La crisi ci ha insegnato che non c’è più spazio per chiacchiere!” Così Patrizia Bongiovanni, pisana, architetto, 49 anni, candidata del PD alle elezioni regionali di domenica 31 maggio.

image

“Sono stata in silenzio per tutte le prime settimane di campagna elettorale. Ho deciso di ascoltare. Di attraversare in lungo e in largo il territorio della provincia di Pisa e di raccogliere idee, proposte, suggerimenti. Il primo punto e il più importante è il tema del lavoro. E il il primo messaggio che ci viene lanciato è una chiara richiesta di buonsenso da parte di chi amministra e di una nuova capacità di lavorare insieme per capire come far funzionare meglio la pubblica amministrazione, creando servizi realmente di qualità utili ai cittadini, semplici da usare ed efficaci. Stessa richiesta arriva dal mondo delle imprese: si chiede alla politica e alla Pubblica Amministrazione di non pensare a soluzioni o aiuti senza di loro. Ci chiedono di stargli accanto, ascoltarli e poi successivamente fare delle proposte”. E’ un fiume in piena Patrizia Bongiovanni, “Un esempio? A Ponsacco e Perignano, l’ultimo vero distretto del mobile e dell’arredamento della Toscana – e fa sorridere che negli anni scorsi siamo stati capaci di fare un centro sperimentale del mobile a Poggibonsi! -, hanno bisogno di aiuti per raggiungere nuovi mercati e per fare formazione ai propri addetti, prima ancora che di finanziamenti per nuovi macchinari. Una signora mi ha detto chiaramente: “cosa fare con le macchine se poi non ci sono ordini. Aiutateci a stampare cataloghi o a partecipare a fiere internazionali, per procurarci commesse che garantiscano il lavoro”. “Il vero problema del nostro territorio è che ci sono troppe divisioni e una visione troppo localistica dello sviluppo. Per anni ci siamo voluti illudere che le nostre buone produzioni da sole bastassero per renderci competitivi. Oggi dobbiamo ammettere che anche il nostro territorio deve crescere in cultura del fare impresa e lo può fare se, anche grazie all’aiuto della politica e del pubblico che deve coordinare, fa rete e sistema, superando le divisioni interne tra le diverse associazioni di categoria, e si pone obiettivi comuni per andare a cercare insieme nuovi mercati fuori dal territorio”. “Questo discorso vale tanto per la produzione quanto anche per il settore dell’agricoltura e del turismo: non basta essere la Toscana o la bellissima provincia di Pisa. Dobbiamo trovare il coraggio di metterci insieme, di proporre i nostri prodotti insieme, di creare pacchetti turistici di tutto il territorio e che coprano tutto l’anno. Questo implica creare una strategia insieme”. “La sfida dei prossimi anni è di crescere in qualità, in tutti i settori. E per riuscirci la Regione dovrà investire in formazione vera nei settori strategici: agricoltura, turismo, produzioni di qualità”. “Se arriverà di nuovo benessere, avremo vinto la sfida. Ce la possiamo fare. Siamo la Toscana. Ma ricordiamo che la politica non lo può fare da sola: ci vorrà un patto di ferro tra politica e sistema produttivo, per stabilire priorità e strategie. E anche molta serietà e determinazione nel dare forma e gambe a tutti i progetti”. “Ultimo, ma non secondario: i cittadini chiedono una pubblica amministrazione più presente, più dalla parte dei cittadini. E anche qui, la prima risposta che dovremo dare come Regione, sarà quella di semplificare e investire nella qualità dei servizi: facili, accessibili, efficaci nel risolvere i problemi. Insomma, dovremo costruire i servizi con i cittadini, con nuovi percorsi di partecipazione. Oggi si possono fare in molti modi. E non dobbiamo dimenticare che la Regione deve colmare la distanza dai territori, oggi resa ancora più profonda dalla cancellazione delle Province. Quindi sarà importante sempre coinvolgere i territori, i comuni, che lavorano in prima linea con i cittadini e ne conoscono perfettamente le problematiche.” “Nei prossimi anni, se sarò eletta, lavorerò per dare forma e risposte a queste richieste. La Regione dovrà essere molto presente sul nostro territorio. Dovrò saperlo ascoltare e dovrà rappresentarne le istanze a Firenze. Meglio di quello che è stato fatto fino ad oggi!” “#nonhopaura è stato il mio slogan a cui oggi aggiungo #votaanchedonna, che forse può rappresentare un valore aggiunto, quando si parla di concretezza, competenze e capacità di ascolto”.

By