PD, il condono fiscale del Comune di Pisa

PISA – Riceviamo e pubblichiamo dalle segreterie dei Gruppi di Minoranza del PD comunicato sul condono fiscale del Comune di Pisa.

“Il decreto legge 34 del 30 Aprile 2019 consente ai contribuenti evasori, che non hanno versato tributi comunali in particolare IMU, Tari, Sanzioni al Codice della Strada, di poter rottamare le ingiunzioni fiscali emesse al 31/12/2017 relative a tributi e più in generale tributi relativi agli anni dal 2000 al 2015., Il Comune di Pisa ha ritenuto di approvare un regolamento che consenta l’applicazione di questa norma per estendere ai tributi comunali l’applicazione di questo condono.
Se è pur vero che tale forma di “condono” – definita dalla norma “definizione agevolata della
riscossione”, consente di riscuotere il capitale e condona solo le sanzioni e gli interessi appare, a riguardo del nostro Gruppo, iniqua rispetto a chi regolarmente negli anni ha pagato le tasse e verso chi ha pagato con ritardo facendosi carico di sanzioni ed interessi. Non solo la norma discrimina i contribuenti onesti e che hanno pagato con sacrificio dagli altri, ma alimenta anche (visto che nel nostro Paese queste possibilità si ripetono nel tempo specie quando governa il Centrodestra) l’evasione fiscale, dando affidamento che comunque prima o poi un condono, un saldo e stralcio o roba simile ci sarà.
Peraltro la solidità dei conti del bilancio del Comune di Pisa, che chiude con avanzi di oltre 20 milioni, l’ingente liquidità in cassa superiore a 70 milioni di euro, non giustifica l’adozione di questo provvedimento che avrà sui conti del Comune benefici molto modesti, anzi direi negativi visto che le entrate sono state accertate ed occorre accantonare 250.000€ di fondi per coprire i mancati incassi. Quanto ai benefici sulla SEPi, e sulla sua situazione di liquidità, atteso che le riscossioni del Comune
di Pisa sono ben sopra la media dei comuni capoluogo a livello nazionale, occorre agire non tanto con questo provvedimento quanto con forme di sollecitazione al regolare pagamento dei comuni soci ed eventualmente con un aumento di capitale della società per rafforzare la struttura patrimoniale
e finanziaria riducendo gli oneri finanziari (come fu fatto quando il Comune intervenne per
migliorare la gestione economica e finanziaria del Teatro).

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