Piazza Belvedere, le bancarelle non si sono più. ConfCommercio: “Un passo avanti verso la riqualificazione”

TIRRENIA – Dopo il “miracolo” del pagamento all’ultimo istante dell’occupazione del suolo pubblico, i bancarellai di Piazza Belvedere hanno ricevuto in questi giorni l’ordinanza dirigenziale di sgombero per aver realizzato abusi edilizi.

imageE questa mattina quando i Vigili Urbani e le Forze dell’Ordine si sono presentati per eseguire l’ordinanza, hanno constato che l’ordinanza era stata eseguita dai bancarellai di loro volontà. Le bancarelle non c’erano più: oltre tredici le postazioni in questioni. Si chiude così, per ora, una lunga vicenda che aveva visto le proteste di residenti e operatori turistici e la promessa del Comune di affrontare e risolvere la situazione. Promessa mantenuta.

E’ Fabrizio Fontani, presidente di ConfLitorale ConfcommercioPisa, ad approvare questa la decisione di sgombero delle bancarelle: “Era un atto inevitabile e anche doveroso vista l’irregolare e per molti versi difficile situazione che si era venuta a creare con questo mercato. Si tratta di un primo e significativo atto di riqualificazione della piazza di Tirrenia, al quale ci auguriamo che ne seguiranno altri, altrettanto efficaci. E’ chiaro che da parte nostra non abbiamo assolutamente niente contro questi operatori, resta però il fatto che le regole vanno rispettate fino in fondo da parte di tutti. Tirrenia e il nostro litorale stanno facendo un grande sforzo per alzare la qualità della propria offerta turistica e intercettare nuove tipologie di visitatori, che situazioni così palesemente irregolari e fuori contesto non sono più tollerabili”. L’auspicio di Fabrizio Fontani è che, nel rispetto delle regole, sia valutata la possibilità di trovare una nuova e più idonea collocazione del mercato “ma sarà fondamentale vigilare affinché il marciapiede così liberato, non si confermi terra di conquista assoluta per venditori abusivi e un luogo per spaccio indiscriminato di prodotti contraffatti. Altrimenti, un provvedimento equo come quello appena attuato, finirebbe per trasformarsi nella proverbiale ingiustizia dei due pesi e due misure”.

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