Piazza Vittorio Emanuele. Aggressioni e risse: imprenditori sotto assedio

PISA – La sicurezza in piazza Vittorio Emanuele II sta progressivamente degenerando. Ultimo in ordine di tempo, l’ennesima aggressione ieri, venerdì 19 agosto, da parte di due nordafricani all’imprenditore Alessandro Trolese, titolare del Bar Kinzica e presidente del Centro storico di ConfcommercioPisa.

image“Viviamo costantemente sotto assedio, malintenzionati entrano nei locali e si comportano da padroni, trattano male i nostri dipendenti, disturbano gli altri clienti. Non hanno difficoltà ad alzare le mani e davvero rendono impossibile lavorare, che è quello che vogliamo. Lavorare nella massima serenità, noi e i nostri collaboratori. E’ tanto che chiediamo un intervento, ad oggi ci sentiamo completamente abbandonati”. Sul progessivo deterioramento di piazza Vittorio Emanuele interviene anche il direttore di ConfcommercioPisa Federico Pieragnoli: “Gli imprenditori che lavorano nella zona ci segnalano una situazione di forte deterioramento con crescenti disagi e preoccupazione diffusa nella clientela e tra i turisti. Aumenta a dismisura il numero di spacciatori nordafricani che occupano i loggiati sotto la provincia, con un controllo del territorio a fini criminali che comporta anche l’esplosione di scontri fisici e risse. Come accaduto ieri, martedì scorso, molte altre volte in passato e come potrebbe accadere in ogni altro momento”.

“La piazza, molto frequentata, ad un passo dalla stazione e che introduce i visitatori sull’asse commerciale merita il massimo del rispetto e dell’attenzione possibili e non può essere lasciata in mano a spacciatori e affini” – questo l’appello del direttore Pieragnoli che conclude: “Occorre che i controlli effettuati alla stazione siano allargati anche a piazza Vittorio Emanuele e dintorni, in virtù della presenza di attività commerciali molto significative e la quotidiana frequentazione di tante persone, due fattori che giustificano ampiamente un impegno in tale direzione. Il senso di esasperazione è molto forte e non vorremmo mai trovarci a dover commentare episodi ancora più gravi”.

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