Pieragnoli (ConfCommercio) sulla tassa di soggiorno: “Vietato criminalizzare gli albergatori”

PISA – La tassa di soggiorno è una vera assurdità, in una città come Pisa che prevede già un salatissimo ticket di ingresso, tra i più alti d’Italia. Chi ha sbagliato pagherà ma le grida di giubilo dei tassatori incalliti non hanno ragione di essere.

Serenità di giudizio, discrezione, responsabilità dovrebbero essere ingredienti indispensabili per chi rappresenta le istituzioni. E invece leggiamo increduli dell’assunzione di personale ad hoc per la creazione di una task force da impiegare contro gli albergatori! E questo, proprio da coloro che non sono capaci in nessun modo di limitare l’invasione quotidiana dello stuolo venditori abusivi nei luoghi a più alta intensità turistica, in una città in cui le irregolarità e il non rispetto delle legge è all’ordine del giorno! Un esercito di venditori abusivi fa lauti affari proprio sotto la torre di Pisa e nelle strade limitrofe, nell’indifferenza più assoluta di chi avrebbe la responsabilità di evitare simili scempi e oggi si erge d’un tratto a paladino moralizzatore contro l’evasione fiscale.

Troppo facile aggredire esclusivamente quelle strutture che sono sul mercato e operano alla luce del sole, e al contempo voltare le spalle ad una vasta zona grigia di pseudo operatori che si muovono nel sottobosco dell’abusivismo e della concorrenza sleale. Controlli si, ma controlli e sanzioni per tutti, esclusi nessuno.

Altro capitolo, l’impiego delle risorse della tassa di soggiorno. Ci piacerebbe sapere dove e soprattutto come sono state investite, perché ad oggi, a parte una piccolissima percentuale non risultano interventi significativi. Pisa non brilla affatto per pulizia, ordine, decoro, cartellonistica, informazioni mentre tutto è lasciato alla buona volontà e all’entusiasmo degli imprenditori di settore. Il litorale versa in condizioni pietose e la nostra richiesta di utilizzare per la sua riqualificazione il 75% della tassa di soggiorno proveniente da lì è caduta miseramente nel vuoto.

Infine, ristabiliamo le proporzioni, per evitare scuse che non hanno senso: corretto recuperare 100 mila euro di evasione, ma parliamo di un bilancio comunale che registra entrate per oltre 121 milioni di euro, 72 milioni di euro solo per tasse, e costi per 129 milioni di euro, con un aumento di quest’ultimi, nel solo 2013, di quasi 14 milioni di euro. Alla luce di ciò, invece di giocare alla guerra contro gli albergatori, al comune di Pisa, una significativa spending review per liberare nuove risorse anche per il turismo, non farebbe di certo male”.

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