Piero Braglia, sessant’anni di battaglie. Auguri mister e vero condottiero!

PISA – Non e’ poi cosi’ distante dalla nostra citta’ la Maremma, terra di storia millenaria da cui oggi sessant’anni fa nasceva mister Piero Braglia, che oggi compie gli anni. Avrebbe voluti festeggiarli con tre punti e una monetina in meno in testa ma va bene anche così. Il suo Pisa è in crescita…

DA CALCIATORE. La sua carriera da centrocampista di rottura inizia in una delle localita’ piu’ belle della provincia grossetana, a Follonica, per poi trasferirsi nel 1976 alla Fiorentina, squadra con la quale esordisce in serie A il 20 marzo 1977 in Catanzaro – Fiorentina 0-1. Proprio nella citta’ calabrese egli vive tra il 1978 e il 1984 il periodo piu’ importante della sua carriera, dove colleziona tra A e B 142 presenze e 4 reti. Triestina, Catania e Rondinella prima di appendere gli scarpini al chiodo ed intraprendere il mestiere piu’ colmo di soddisfazioni dell’allenatore.

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DA MISTER. Dopo la consueta trafila tra i campionati interregionali e amatoriali, Braglia dal 1993 al 2003 si fa le ossa in serie C2 tra Montevarchi, Pontedera, Carrarese, Sangiovannese, Foggia e di seguito in C1 il Chieti, squadra con la quale sfiora i play-off. Ma e’ solo questione di tempo, perche’ e’ ancora Catanzaro a rappresentare un luogo di svolta per lui. Li’ nella stagione 2003 – 2004 coglie una promozione in serie B attesa per ben quattordici anni dalla compagine ionica.

IL TRIONFO SOTTO LA TORRE. A Pisa approda tre anni dopo, di nuovo alla ricerca di una risalita tra i cadetti che manca dall’epoca d’oro targata Romeo. Covarelli sceglie lui per tentare l’assalto allaserie B mettendogli a disposizione un collettivo competitivo e plasmato dal tecnico a sua immagine e somiglianza. La sua concretezza di carattere si rispecchia nell’andamento tenuto dalla squadra, poco prolifica davanti ma granitica in difesa. Dopo un inizio avvezzo alla pareggite, i nerazzurri ingranano un impressionante ruolino di marcia che li porta a giocarsi prima fino all’ultima giornata la promozione diretta, e successivamente i play-off nella epica finale col Monza vinta trionfalmente 2-0 nei supplementari. Un’altra promozione, un’altra scommessa vinta, ma non e’ di certo l’ultima.

JUVE STABIA IN B DOPO 60 ANNI. Dopo le parentesi sfortunate di Lucca e Frosinone, arriva la nuova sfida proposta dalla Juve Stabia nell’estate del 2010: riportare la formazione partenopea in serie B a distanza di sessant’anni. Ma Braglia non e’ per niente spaventato dall’esame, e difatti lo conduce brillantemente in porto, rimanendo alla guida dei campani in serie cadetta con risultati ancor piu’ positivi. Il coach grossetano regala due salvezze tranquille e bel gioco, salvo poi cadere vittima insieme alla squadra dei problemi societari, che provocano una cocente retrocessione.

LA SCOMMESSA: IL RITORNO A PISA. E a giugno arriva la rinnovata chiamata. E’ il 17 giugno 2014, ed esattamente a sette anni dal suo congedo dopo il trionfo col Monza, Piero Braglia ritorna all’ombra della Torre come in un replay, insignito da un nuovo presidente (Battini) di una vecchia missione. Con lui giungono gli sponsor e il ds. Pino Vitale, il “parsimonioso” Battini spende, prende gente da B (Iori,Paci, Lisuzzo) e fino a pochi giorni prima stabilmente in A (Morrone), e giovani vincenti (Moschin, Costa, Gyasi) per prepararsi ad una pronta ascesa in B, o ancora meglio ad un anticipato ripescaggio che pero’ non arriva per motivi semisconosciuti. L’inizio da favoriti e’ confermato ma travolgente, ma dopo nemmeno un mese la sconfitta con il fanalino di coda Pro Piacenza apre un lungo periodo di alti e bassi piu’ inspiegabili che preoccupanti, perche’ e’ all’Arena che il Pisa scivola in modo piu’ clamoroso al cospetto di formazioni certamente inferiori come la Carrarese, il Grosseto e infine il Forli’ martedi’ scorso. Tuttavia nonostante questo, l’Ascoli capolista rimane sempre li’ ad un tiro di schioppo. Braglia porta pazienza, se la prende con la mancanza di fiducia dell’ambiente, prende distacco dal dimissionario Vitale, e incassa anche la protesta dei tifosi. Ma non traballa, ed ora, grazie alla riparazione costruitagli egregiamente da Battini, ha l’opportunita’ per sferrare l’attacco decisivo e riconquistare il popolo nerazzurro come non molto tempo fa.

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