Piero Braglia: “Sono tornato per il grande affetto che mi lega a questa gente, vogliamo vincere il campionato”

PISA – Ecco le prime parole di Piero Braglia come nuovo allenatore del Pisa. Si tratta di un ritorno a distanza di sette anni esatti da quel meraviglioso 17 giugno 2007. In città sta tornando l’entusiasmo e lo dimostra anche la tanta gente che è voluta accorrere all’Arena a salutare il Mister. Come al solito frasi mai banali in conferenza stampa.

Ricordiamo che potrete vedere il video della conferenza stampa sul nostro canale youtube: pisanews.net

“Mi auguro che mi rivediate con piacere anche alla fine, perchè abbiamo delle aspettative che per ora sono solo parole e forse ne ne sta parlando anche troppo, per vincere si deve vincere e lavorare, non parlare”.
 
“Se uno è cambiato in questi ultimi anni rispetto a com’era e viene a Pisa lo stesso è uno scemo, non mi ritengo uno scemo, voglio fare qualcosa di importante e c’ è una base soldida: la società, Pino Vitale, i suoi collaboratori. Forse per la prima volta imparerò qualcosa anche dal direttore”.
 
“Ci metto la faccia, uno quando vince e torna, ci mette la faccia. O è un pazzo o vuole bene alla città, dobbiamo andare avanti tutti insieme ed ultimamente a Pisa mi è sembrato tutto molto sciupato. Se vogliamo avere qualche speranza di vincere non bastano i soldi, ma ci vuole compattezza tutti insieme, senza figli e figliastri. Qui quando abbiamo vinto c’era un bel gruppo tra giocatori, allenatore, società, tifosi e giornalisti”.
 
“Se vogliamo provarci, facciamolo tutti insieme, sennò è meglio lasciar perdere”.
 
“Vedo lavorare lo staff tecnico ed è un piacere, mi diverto, sono persone competenti, grandi professionisti”.
 
“A me piacciono le sfide, non posso andare ad allenare in società e città che non hanno niente da darmi. Mi auguro di poter rivivere i momenti molto belli di sette anni fa. So che si può fare bene, sennò non mi sarebbe nemmeno convenuto venire qua. C’è un grande senso di affetto tra me e la città”.
 
“Abbiamo le idee chiare, poi vediamo se riusciamo a concretizzarle, dobbiamo rifare la squadra da zero, vedo che i dirigenti stanno cercando di fare le cose per il meglio. Dobbiamo mettere su una rosa in grado di lottare per i primi posti. La squadra deve somigliare a me, ma anche al carattere di Vitale che sottovalutate, per una volta forse mi incazzerò meno degli altri, in particolare di lui, è un personaggio molto sanguigno”.
 
“Voglio una squadra tosta, che vuole stare lassù, che deve convivere e corrispondere con grandi aspettative. Ora tocca alla società fare la squadra, poi all’allenatore e la città”.
 
“Con me ci saranno come collaboratori Piccioni, il Professor Ferrini e Mauro Isetto”.
 
“Qui ho molti amici e a fine anno spero di averne molti di più. Corro dei rischi, ma me li prendo volentieri. Questa società vuole vincere e l’obiettivo tassativo è quello, sennò non spenderebbero quello che è stato programmato”.
 
“Ho dato degli indirizi per come si giocava qui nella mia precedenze esperienza, poi se non si può ricalcare quella formazione, agiremo in altri modi”.
 
“Non vivo di ricordi, li odio, odio il passato, non faccio mai le partite delle vecchie glorie, ciò che è stato non serve più a niente, ora c’è un altra pagina da scrivere”.
 
“A proposito delle comproprietà abbiamo già deciso il da farsi”.
 
“Qui mi sento a casa, sono a casa, ma nel calcio si devono fare le cose per bene come ho già detto”.
 
“Non ho giocatori di fiducia da portare, dopo l’ultimo anno a Castellammare la fiducia è finita per tutti, non posso sbagliare niente a Pisa. Ci vorrebbe una quindicina di Raimondi, gente affamata, che sposi la causa e ci faccia uscire fuori da questa categoria”.
 
“Il campo è una cosa troppo importante, è da rimettere a posto, come gli spogliatoi, pare ci sia passato un terremoto. Bisogna risistemare tutto, anche la politica deve prendersi le sue responsabilità, oltre alla società, bisogna porre velocemente un rimedio”.
 
“Chiedo alla città di starci vicino nei momenti belli, ma anche nei momenti brutti che purtroppo ci saranno, dobbiamo lavorare tutti insieme per vincere questo campionato molto difficile”.
 
“Se non si fa bene quest’anno ci buttano giù a tutti, ci mettiamo la faccia e se non vinciamo, andiamo a casa, era inutile fare contratti pluriennali. A Pisa o si vince, o comunque si lotta sino all’ultimo secondo, o è giusto farsi da parte. Non siamo qui a fare accordi lunghissimi fini a sè stessi”.

“Per quanto riguarda il ritiro, andiamo in un posto dove potremmo avere tranquillità, alla partenza spero di avere almeno l’80% della squadra già fatto”.

“Dobbiamo ricominciare tutto da capo, non me ne vogliano i giocatori in scadenza, soprattutto Favasuli, grandissima persona, ma voglio ripartire da zero”.
 
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