Piove nella Chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri

PISA – Piove a dirotto nella chiesa pisana del Vasari, la chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri che quando l’ordine fu sciolto è diventata proprietà dello Stato e all’interno della quale vi sono un cassettonato ligneo decorato dal pittore toscano e una sua pala d’altare appena restaurata.

E proprio lo Stato, secondo il rettore della chiesa, monsignor Aldo Armani, sarebbe responsabile ”dello scempio attuale, di questa vergogna”.

”Da un anno abbiamo a disposizione i 350 mila euro necessari per restaurare il tetto, ma la Soprintendenza regionale ritarda l’esecuzione dei lavori. L’acqua piovana continua a danneggiare il cassettonato e le pale d’altare laterali. ‘La lapidazione di Santo Stefano’ dipinta da Vasari è stata appena restaurata grazie a un finanziamento di Esselunga, ma non è stata rimessa al suo posto sulla navata di destra perché piove dal tetto. Ora la pioggia ha provocato distacchi di colore anche alla pala cinquecentesca del pittore fiorentino Jacopo da Buti intitolata ‘La moltiplicazione dei pani’, collocata sulla navata di sinistra e ora finita in un magazzino”.

La chiesa dei Cavalieri è il secondo monumento della città per importanza dopo piazza dei Miracoli, ma questo non basta a salvarla dall’incuria: ”Fummo noi – attacca Armani – a trovare il finanziamento di 350 mila euro necessario per i lavori sul tetto e garantito dalla Fondazione Pisa.

I soldi ci sono, ma la Soprintendenza non li spende nonostante che l’intervento fosse stato riconosciuto come urgente”. Basta visitare il monumento per rendersi conto che il prelato non esagera. Durante il sopralluogo scatta un allarme e Armani sottolinea: ”Piove ovunque, questo è l’allarme che segnala un corto circuito all’impianto elettrico. I turisti che vengono a visitare la chiesa restano sgomenti: tanta bellezza abbandonata a se stessa”. Sul pavimento catinelle e tappeti zuppi d’acqua praticamente ovunque: ”Davanti all’altare principale pioveva a catinelle – conclude Armani – e per continuare a fare entrare fedeli e turisti ho fatto riparare una dozzina di embrici a spese mie, altrimenti avrei dovuto chiudere tutto”.

Fonte: ANSA

SOTTO LA CHIESA DI SANTO STEFANO DEI CAVALIERI

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