Pisa. Case popolari e contributi agli affitti. Le minoranze non partecipano al voto

PISA – Per l’assegnazione delle case popolari e per i contributi agli affitti, occorre che i richiedenti dimostrino di non avere proprietà immobiliari non solo in Italia ma anche nei Paesi di origine.

Se il richiedente è cittadino italiano o cittadino di Paese UE è sufficiente un’autocertificazione con la quale si dichiari la impossidenza, in quanto gli Enti preposti hanno poi la possibilità di verificare quanto autocertificato. Nel caso, invece, di richiedenti provenienti da Paesi nei quali non sia possibile effettuare una verifica d’ufficio (perché ad esempio manca un istituto quale è il Catasto nel nostro Paese), come previsto dalla legge, l’Ente al quale viene rivolta la domanda di assegnazione di casa popolare e o un contributo per l’affitto, può richiedere invece di un’autocertificazione una dichiarazione di impossidenza (tradotta in italiano) rilasciata dalle competenti autorità locali.

Inoltre, in relazione ai contributi agli affitti, per coloro che, a causa della pandemia, si sono trovati in condizioni economiche tali da non poter corrispondere alcune mensilità, si chiede che non vengano esclusi dal contributo per  l’affitto, soprattutto per non farli cadere in una situazione di morosità che avrebbe sicuramente implicazioni peggiorative per chi ha già patito, incolpevole, una situazione di grossa difficoltà.

Questo, in sintesi, l’ordine del giorno approvato  con il voto favorevole dei consiglieri della Lega nella riunione della Commissione Politiche Sociali di lunedì scorso.

“Sono rimasto sorpreso  – ha poi aggiunto il consigliere Lazzeri (Lega) , che è anche Presidente di questa Commissione – che i  consiglieri di minoranza (Pd e M5S), da sempre paladini delle classi più deboli, non hanno partecipato al voto e, in un caso, hanno addirittura espresso parere contrario ad un provvedimento che va ad agevolare proprio le classi più tragicamente colpite dalla pandemia”

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