Pisa celebra il suo Santo dell’era moderna: Giuseppe Toniolo

PISA – Una ricorrenza che non poteva passare inosservata, quella di domenica  7 ottobre 2018, in quanto ricorre il centenario della scomparsa di Giuseppe Toniolo, avvenuta in Pisa lo stesso giorno del 1918, all’età di 73 anni, e che infatti verrà degnamente commemorata con la Celebrazione Eucaristica nella Chiesa di San Martino, officiata dall’Arcivescovo di Pisa S.E. Mons. Paolo Giovanni Benotto alle ore 17.

 di Giovanni Manenti 
Nato a Treviso il 7 marzo 1945, Toniolo si laurea in Giurisprudenza appena 22enne, il 21 giugno 1867, all’Università di Padova, per poi conseguire, sei anni dopo, la libera docenza in Economia politica, assumendo immediatamente la cattedra presso l’Istituto Tecnico di Venezia per poi essere chiamato nel 1878 a svolgere il ruolo di Professore straordinario di Economia politica presso l’Università di Modena e Reggio Emilia.
Tale insegnamento dura solo un anno poiché, a seguito della vittoria di un apposito concorso, Toniolo ottiene l’insegnamento della medesima disciplina all’Università di Pisa, venendo successivamente nominato Professore ordinario di Economia politica, una cattedra che mantiene sino alla sua morte.
Ma non è sola per la statura di valente economista che Toniolo – il quale nel 1893 fonda la “Rivista Internazionale di scienze sociali e discipline ausiliarie”, che viene pubblicata ancora oggi – viene ricordato, ma soprattutto per il ruolo determinante avuto nella storia del pensiero e dell’organizzazione del laicato cattolico, un’azione particolarmente importante in quanto svolta nel periodo del “non expedit” (in vigore negli anni tra la presa di Roma del 1870 ed i Patti Lateranensi del 1929) che vietava ai cattolici di partecipare attivamente alla vita politica italiana.
In questa ottica, si deve a Toniolo la fondazione a Padova, nel dicembre 1889, dell’Unione Cattolica di Studi Sociali”, di cui assume la Presidenza, nonché il lancio del primo programma sociale cristiano, denominato “Programma dei Cattolici di fronte al Socialismo”, in cui sostiene la necessità di occuparsi della classe operaia, proponendo la ricostituzione degli Enti morali ecclesiastici e suggerendo altresì la realizzazione di una riforma agraria nonché la creazione di associazioni operaie di matrice cattolica, sintetizzando il suo pensiero nello slogan: “Proletari di tutto il mondo, unitevi in Cristo sotto il vessillo della Chiesa!”.
Pur non impegnato mai direttamente in Politica, Toniolo fu tra i fondatori della FUCI “Federazione Universitaria Cattolica Italiana” (1896) e degna di rilievo è stata la sua azione sociale, contrassegnata da una profonda sintonia con il magistero ecclesiale ed il cui “concetto cristiano di democrazia” ha successivamente rappresentato la base di partenza di tutto il movimento della Democrazia Cristiana, tenendo altresì a battesimo, nel 1907, la prima “Settimana Sociale dei Cattolici Italiani”, di cui era stato promotore ed ispiratore.
Il processo di canonizzazione di Giuseppe Toniolo ebbe inizio nel 1933, a 15 anni dalla morte, su espresso desiderio della FUCI e solo nel giugno 1971 Papa Paolo VI ne chiude l’esame emanando il “Decreto di eroicità delle virtù”, da cui, dopo il riconoscimento come Venerabile, ne gennaio 2011 il Pontefice Benedetto XVI ha autorizzato la “Congregazione delle cause dei Santi” a promulgare il decreto riguardante un miracolo, attribuito grazie alla “Intercessione del Venerabile Servo di Dio Giuseppe Toniolo, Laico, Padre di famiglia”, per poi essere beatificato il 29 aprile 2013.
Ed il ricordo di tale eminente figura quale esponente dell’attivismo socio-politico del cattolicesimo italiano a cavallo del XIX e XX Secolo, maturato prevalentemente durante i quasi 40 anni della sua presenza a Pisa, al termine della Santa Messa officiata da S.E. Mons. Giovanni Paolo Benotto, seguirà una lezione tenuta dal Professor Ernesto Preziosi sul tema “Toniolo, profilo per una Santità laica e civile” e verrà altresì lanciata una Scuola di formazione sociopolitica dedicata ai giovani.
Insomma, Pisa non dimentica coloro che le hanno dato lustro, e l’opera didattica e morale di Giuseppe Toniolo meritava tali celebrazioni.
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