Pisa ha celebrato la giornata contro la violenza sulle donne. Foto e video

PISA – L’Amministrazione Comunale di Pisa non ha voluto far mancare il proprio sostegno ad una causa talmente importante come quella della violenza sulle donne, con una serie di celebrazioni svoltesi questa mattina, ad iniziare dall’alzabandiera eseguito alle 9,30 in Ponte di Mezzo da parte della vice Sindaco Raffaella Bonsangue, la quale ha poi introdotto, nello splendido scenario della Sala delle Baleari di Palazzo Gambacorti, un dibattito sul tema che ha visto come relatori la Prof.ssa Liliana Dell’Osso della Clinica Psichiatrica dell’AOUP, la Dottoressa Sandra Orsini, Vice Commissario della Squadra Mobile di Pisa e la Dottoressa Gina Giani, Amministratore Delegato di Toscana Aeroporti, con interventi della senatrice Anna Maria Bernini e dell’attore, autore e regista Renato Raimo.

di Giovanni Manenti
Il problema della violenza sulla donna ha radici ataviche” – sottolinea la Prof.ssa Dell’Osso – in quanto fa parte della cultura occidentale, basti pensare alla letteratura greca e latina su cui si fonda il nostro sapere che vedono in Zeus la figura di uno stupratore seriale sino allo stupro etnico del ratto delle Sabine, un qualcosa che quindi deve essere rimossa a partire dall’educazione e dalla cultura dei nostri giovani per far sì che questa problematica venga risolta e che non si limita ai soli femminicidi, visto che anche nella nostra civiltà, come in altre additate al riguardo, esiste una discriminazione di base nei confronti delle donne, a qualsiasi livello, sia esso familiare che lavorativoDa un punto di vista strettamente medico – conclude la psichiatra – c’è molto da lavorare, poiché da un lato c’è la vittima di violenza che ha una patologia del tutto sovrapponibile a quella dei veterani di guerra o delle persone esposte ad eventi traumatici, e dall’altro vi è la psicopatologia che genera il comportamento abusante ed il più delle volte essa assume contorni gravi quali il narcisismo, ma io sono dell’avviso che sia necessario agire molto prima, proprio nel modificare le radici culturali, nonché l’aspetto relazionale tra uomo e donna“.
Nello specifico di quale sia l’attuale situazione della violenza sulle donne nel nostro territorio interviene la Dr.ssa Sandra Orsini, la quale precisa: “Si tratta di un fenomeno che esiste da anni e che è sempre esistito, quello che possiamo dire oggi è che forse emerge di più grazie alle campagne di sensibilizzazione, alla partecipazione più attiva da parte dei cittadini, affinché si possa tutti quanti andare verso una Società più responsabile e capace di aiutare le donne che sono in difficoltà e che non sempre hanno il coraggio di denunciare e di presentarsi alla Polizia di StatoLe misure che si possono intraprendere a loro difesa sono molte – prosegue la vice Commissario – e devo dire che in gran parte esse sono efficaci, consentendo alle donne di uscire da questo tipo di violenza, non potendo però fare a meno della collaborazione da parte di tutti i cittadini che devono dare il loro contributo, a partire dalle varie Associazioni ed Istituzioni presenti sul territorio, in quanto ciò consente di specializzare il personale, la Polizia di Stato opera con corsi di formazione interni, ma anche a livello di rete vi sono persone che forniscono il loro aiuto, quali i referenti in Ospedale, al pari dei medici legali e delle assistenti sociali, senza dimenticare che proprio a livello di Magistrati vi è in ogni Provincia un gruppo di essi che si occupa di questa specifica tipologia di reati, il che ci consente di avere un quadro più delineato della situazione, nonché di poter contare su di una maggiore competenza da parte di tutti i soggetti interessati“.
In questo panorama di denuncia sul piano delle violenze e delle discriminazioni, un messaggio di speranza giunge da Renato Raimo sul tema dell’amore: “E’ cambiato il modo di dialogare e comunicare, oggi i ragazzi, ma anche gli adulti, si lasciano tramite un messaggio su WhatsApp, e quindi tutto è molto ridotto all’essenziale riducendo il tempo dedicato e quello che pretende riflessioni ed approfondimenti in questa realtà improvvisamente ci sfugge e ci arriva spogliato di valore, di disincanto e pertanto dobbiamo riflettere proprio su questo, rieducando i giovani a dialogare, scrivere e comunicare l’amore, poiché solo attraverso il dialogo si può evitare di giungere a certe tensioni e contrasti che poi sfuggono, ricostruendo una cultura che si è persa e che è poi ciò che ritroviamo nella storia e nella letteratura d’amore,. dove i grandi personaggi hanno lasciato una traccia di quello che è il loro modo di esprimere il concetto dell’amore e quindi il mio intende essere un messaggio positivo, da rilasciare soprattutto ai giovani e dedicare alle donne, poiché per quanto ci possano essere uomini violenti io credo che fondamentalmente si possa avere ancora la speranza e la fiducia che un uomo possa amare una donnaNon posso negare che una delle problematiche su questo tema sia legata alla scarsa propensione dei giovani a leggere – conclude Raimo – ed infatti il mio ultimo spettacolo, scritto a quattro mani con la pianista Isabella Turso, dal titolo “Spogliati nel tempo”, abbraccia proprio questo tema, ovverossia quanto si sia perso nel valore dell’amore attraverso il linguaggio poiché ci si limita all’essenziale e poi, alla fine, non può bastare un cuoricino ed una faccina sorridente, a meno che dietro non vi sia un contenuto, che è quello che la parola amore pretende“.
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