Pisa tra i comuni ciclabili di Fiab

PISAComuni Ciclabili è un progetto della Fiab per promuovere le buone pratiche nell’organizzazione della mobilità urbana, con particolare attenzione ai temi della ciclabilità.

Anche se nell’ambito del progetto ogni città viene valutata sulla base di indicatori oggettivi e verificati, questa iniziativa non va vista come una mera certificazione o un premio, ma è piuttosto un percorso per aiutare le amministrazioni ad adottare iniziative efficaci per promuovere la mobilità ciclistica. Pisa ha ricevuto una valutazione piuttosto buona (complessivamente 4 punti su una scala di 5), grazie anche alle realizzazioni degli ultimi anni (che hanno rappresentato un vero salto di qualità). Meglio di Pisa fanno solo 7 comuni in Italia, e Pisa è il Comune con la valutazione più alta in Toscana. Ovviamente ci sono ancora ampi margini di miglioramento, e questo è proprio l’obiettivo ultimo del progetto “Comuni Ciclabili”: fornire informazioni preziose alle amministrazioni, e far crescere una nuova generazione di tecnici con un’alta competenza in fatto di mobilità ciclistica.

«Siamo orgogliosi del risultato e del rapporto molto stretto instaurato con la Fiab – così il sindaco Marco Filippeschi – Pisa investe sulla mobilità sostenibile, l’obiettivo che portiamo avanti è quello di promuovere l’utilizzo della bici, come di altri mezzi di trasporto sostenibile. Bisogna continuare su questa strada». «Un riconoscimento che arriva dopo anni di lavoro, uno stimolo per continuare a fare meglio sulle politiche per la ciclabilità che sono politiche per la vivibilità» commenta l’assessore alla mobilità Giuseppe Forte. «A Pisa fatti molti interventi, e il bike sharing è tra i migliori in Italia e studiato in Europa. Ora bisogna pensare all’area vasta coinvolgendo i comuni limitrofi» dice Carlo Carminati, presidente di Fiab Pisa. Alla conferenza stampa sono intervenuti inoltre Marco Bertini, responsabile dell’ufficio bici di Pisamo, e Giacomo Lucente per Fiab Pisa.

 

Le piste ciclabili – L’amministrazione comunale ha redatto nel 2009 un ambizioso piano della mobilità ciclistica. Pisa ha una ZTL tra le più estese d’Italia, con limite di 30 kmh; inoltre sono stati creati dei sensi unici eccetto bici dove le caratteristiche delle strade lo consentivano. Negli ultimi anni si è provveduto a collegare tratti di piste esistenti come tra Don Bosco e San Francesco, tra via Conte Fazio e via Aldo Moro, da via Matteucci all’Ospedale di Cisanello. Realizzata la pista ciclopedonale che gira intorno alle Mura restaurate, dall’arco di San Zeno fino a piazzetta del Rosso, nella grande area a verde di 2 ettari recentemente riqualificata. Mentre sono in corso i lavori alla pista ciclabile de La Vettola, parte della più grande pista che servirà a collegare la città al mare. Proprio in questo senso, nell’ambito dei finanziamenti regionali per le ciclovie nazionali, il Comune di Pisa ha vinto il bando per il finanziamento del riutilizzo del sedime del vecchio trammino fino al mare, e la costruzione del primo ponte ciclopedonale della città, tra Riglione e Cisanello: fatta la progettazione preliminare, è in corso l’iter per la progettazione definitiva che porterà al bando per assegnare i lavori. Siamo così ad oggi a 40 km di piste 

La manutenzione è affidata al global service delle strade. Dal maggio 2013 a Pisa è disponibile un servizio di bike-Sharing, denominato Ciclopi, che conta 24 stazioni e circa 360 colonnine di aggancio. La costante manutenzione ed il riequilibrio dei flussi, hanno determinato un successo notevole dell’iniziativa, producendo oltre 7000 abbonamenti, circa 700 prelievi medi giornalieri, e l’interessamento attivo di istituzioni e cittadini. Attualmente, con oltre 2200 prelievi/anno ogni 1000 abitanti, il sistema Ciclopi è il bike-sharing più utilizzato d’Italia. Moltissime sono le richieste di espansione da parte di cittadini ed istituzioni, e degna di nota è la collaborazione con il CNR-Isti per l’ottimizzazione dei sistemi di riequilibrio delle bici, che ha già prodotto pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali. L’accoglienza che la cittadinanza ha riservato al servizio, è misurata dalla incidenza dei furti (zero) e del vandalismo (nessuno degno di rilievo). Per tale anomalia positiva, siamo caso di studio in Europa (Conferenza Polis Network 2016, Rotterdam). Sono state finanziate e arriveranno 13 nuove stazioni di bike sharing che, aggiunte alle attuali portano il sistema a 37 stazioni, arrivando a coinvolgere anche il Comune di San Giuliano Terme e i quartieri. Le nuove stazioni saranno installate: impianti sportivi del Cus a Porta a Lucca, ai Praticelli presso la sede della residenza degli studenti universitari, all’Isola Verde dove si trova il cinema, in via Carducci nel Comune di San Giuliano presso la zona commerciale, in via Pardi a San Giusto presso la zona commerciale, in via Garibaldi presso la sede distretto sanitario Asl 5, al ponte Fortezza/San Silvestro presso l’ufficio della Scuola Superiore Sant’Anna, tre saranno nell’area dell’Ospedale di Cisanello, poi al Cep presso la zona commerciale, ai Vecchi Macelli presso il museo del calcolo e nel quartiere di Sant’Antonio in via Qualquonia presso la scuola primaria e media inferiore. Saranno acquistate anche nuove bici per potenziare il servizio. Investimento per le nuove infrastrutture di oltre 400mila euro

 

In arrivo anche 4 parcheggi protetti per biciclette private posizionati in: Largo Concetto Marchesi a servizio delle scuole superiori Buonarroti e Santoni, della mensa universitaria e del quartiere, in via Battisti dietro alla Sesta Porta (lavori già iniziati), e 2 presso i parcheggi dell’Ospedale di Cisanello di Pisa. Investimento di oltre 50mila euro

 

La consulta comunale della bicicletta è stata istituita, prima in Italia, nel 2008; allo scopo di prendere di comune accordo decisioni in merito allo sviluppo della ciclabilità. Partecipano tutti gli stakeholders come Fiab, l’assessorato alla mobilità, gli uffici tecnici, la PM, il TPL, e (in teoria) la Soprintendenza.

L’ufficio bici istituito presso la società inhouse Pisamo srl, ha dato l’opportunità di agire in maniera omogenea e coordinata su più fronti, con l’obbiettivo di innalzare la quota di spostamenti in bici. E’ anche un utile riferimento per tutti coloro che vogliono contribuire in tal senso.

Per contrastare il fenomeno del furto di bici sono state messe in campo alcune azioni: la sostituzione delle vecchie rastrelliere “ornamentali” con rastrelliere bloccatelaio, che cioè consentono di legare alla rastrelliera il telaio della bici, universalmente diffuse dovunque vi sia un minimo di cultura della mobilità ciclistica. Attualmente il 72% dei 2400 stalli bici sono bloccatelaio. Introdotto un sistema di marchiatura del telaio della bici (sistema Securmark s.p.a.): marcate finora circa 2500 bici. Fatta una campagna presso i ciclisti per l’utilizzo di chiusure più sicure, in linea con quanto accade in tutti i paesi dove l’utilizzo quotidiano della bici è diffuso, e parallelamente presso i rivenditori per la commercializzazione di chiusure certificate.

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