Pisa tra i dieci paesi meno sicuri d’Italia. La classifica del sole 24 ore

Pisa – Critica situazione per Pisa, classificata tra le prime dieci province d’Italia meno sicure, secondo lannuale classifica del Sole 24 ore.

Troppe denunce, circa 5003 denunce ogni 100 mila abitanti, classifica la città toscana al decimo posto in graduatoria dietro Milano, Rimini, Bologna, Torino, Prato, Firenze, Genova, e Imperia. Il dato è leggermente in calo rispetto all’anno precedente del -2,5%, molto meno però a confronto con l’andamento medio nazionale che si attesta su un valore del -7,4%.

Focus particolare sui furti totali, in cui Pisa, pur registrando un calo percentuale del -4% risulta settima a livello nazionale con 3.174 denunce ogni 100.000 abitanti e soprattutto per i furti negli esercizi commerciali che fa di Pisa la sesta in Italia con 266,7 furti ogni 100.000 abitanti, subito dietro Bologna, Milano, Rimini, Firenze e Trieste.

Il direttore di ConfcommercioPisa Federico Pieragnoli commenta: “Dati oggettivi e non sensazioni o semplici percezioni, questa classifica è l’ennesima, triste conferma di quanto Pisa sia inadeguata rispetto alle necessità sotto il profilo della sicurezza. Sono sempre di più gli imprenditori e cittadini che vittime di un qualche reato, ormai del tutto scoraggiati, hanno rinunciato persino a denunciare. Sarebbe interessante conoscere e analizzare il dato sull’esito e il riscontro concreto di queste oltre 21 mila denunce all’anno che i pisani rivolgono alle autorità competenti. Controllo del territorio, risposte adeguate, certezza della pena, lotta al degrado e all’abusivismo, sono tutti elementi fondamentali per garantire sicurezza e alimentare un meccanismo di fiducia da parte di imprenditori e cittadini. Imprenditori che per la maggioranza investono soldi di tasca propria per accrescere le garanzie di sicurezza ma che allo stesso tempo non possono e non debbono essere abbandonati completamente a loro stessi in balia di criminalità e degrado”. 

Purtroppo non si parla più di daspo urbano” – conclude il direttore – “una misura da noi auspicata e che se fosse applicata integralmente da tutti i sindaci dei comuni della provincia costituirebbe un efficace deterrente ai malintenzionati”.

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