Pisa ospita la tappa dell'”Integrity Tour”

PISA – Si è svolta nel corso della giornata odierna presso il “Residence San Rossore” di via del Capannone la tappa di Pisa dello “Integrity Tour” deciso dalla Lega di Serie B ed a mezzo del quale ogni società del Torneo Cadetto vede i propri giocatori della prima squadra, Primavera ed under 17, accompagnati), assistere ad un incontro sul tema quanto mai delicato riguardante il calcio scommesse e tutto quanto ruota intorno ad esso, ricordando loro quali siano gli obblighi comportamentali ed i rischi e le conseguenze cui possono andare incontro qualora infrangessero le regole.

“Noi sappiamo che il mondo del calcio è troppo spesso un settore borderline che, rispetto ai valori che dovrebbe trasmettere – dice il presidente nerazzurro Giuseppe Corrado – talora genera situazioni che viceversa non hanno niente a che vedere con la lealtà e correttezza sportiva, determinando successive azioni criminali in cui i giocatori sono l’anello debole e noi come Pisa saremo sempre disponibili a qualsiasi tipo di incontro su tale tematica.

“Questi incontri servono a responsabilizzare i tesserati in relazione ai loro comportamenti sia in campo che al di fuori di esso sia per le implicazioni a livello personale che per le conseguenze che ricadono sia sulle Società di appartenenza che per l’immagine della città che rappresentano”, afferma l’avvocato Nicolella.

“Si tratta di opportunità che vanno colte al volo poiché purtroppo il tarlo del calcio scommesse è purtroppo ancora presente – – afferma il Dr. Fiumana – poiché oltre a ragazzi che continuano a scommettere vi è un mondo parallelo che cerca di approfittare della fragilità dei più giovani in particolare, e cadere nella trappola per loro vuol dire giocarsi in un attimo una carriera costruita attraverso sacrifici di anni. Il fatto che si incontrino anche i settori Giovanili dipende dal fatto che oggi sono quotate anche partite di dette categorie ed essendo i più giovani sono anche maggiormente vulnerabili, e di positivo vi è il fatto che negli ultimi tempi abbiamo ricevuto molte denunce anche proprio da ragazzi juniores, ai quali cerchiamo di far loro capire che non si tratta di fare la spia, ma di salvare uno spaccato nel quale poi dovranno crescere. È vero che esiste una sorta di contraddizione in termini tra il fatto che importanti agenzie di betting sponsorizzano i grandi eventi internazionali ed anche la maglia della nostra Nazionale ha avuto in passato il logo di un’agenzia di scommesse sulla propria maglia ed il fatto che ai giocatori sia fatto divieto di scommettere, ma voglio evidenziare che il grosso della problematica nasce in Lega Pro ed anche tra i Dilettanti, dove vi è un terreno maggiormente fertile in quanto molti giocatori non riscuotono per i problemi finanziari delle rispettive Società ed in tali situazioni che la malavita organizzata muove i suoi tentacoli, con tentativi di corrompere i tesserati non più (o non solo …) per l’alterazione di un risultato, ma addirittura per scommesse che vertono su cartellini gialli, corner e quant’altro”.

Si tratta poi di un fenomeno che ha chiaramente modificato il suo modo di essere nel corso degli anni, in passato era più necessario un contatto diretto tra un intermediario ed il giocatore, mentre al giorno d’oggi con l’evoluzione dei mezzi di comunicazione è molto più semplice addivenire a contattare un giocatore, così come non va sottovalutata la possibilità del gioco online, il che sta a significare che un calciatore può concordare ad esempio di essere il primo ammonito della ripresa. È altrettanto vero che noi come AIC ci siamo fatti parte diligente nel sollecitare la FIGC ad emanare norme più rigide per ciò che riguarda l’iscrizione delle Società ai rispettivi Campionati, anche se tale soluzione non è definitiva poiché talora i dissesti finanziari avvengono a Tornei in corso, pur tenendo d’occhio la componente dirigenziale delle varie Società, il che ci porta talvolta a sconsigliare alcuni giocatori nell’accettare determinate destinazioni, chiaramente se richiesti”

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