“Pisa, una passione da romanzo” di Dario Focardi e Andrea Chiavacci. Il Pisa per la prima volta a teatro

PISA – Dagli albori del calcio a prima della sua mercificazione televisiva con l’avvento della Champions League, arrivata a sostituire la tanta amata e seguita ma forse meno ricca Coppa dei Campioni. Questo il periodo che ha  dato le maggiori soddisfazioni ai tifosi del Pisa con l’era Romeo Ancnetani, le promozioni in serie A, la vittoria di due Mitropa Cup, la scoperta di molti talenti quali Beergeen (La sua maglietta strappata da Manfredonia e’ l’emblema della storia nerazzurra) Dunga Kieft e Simeone, con i maggiori campioni del calcio mondiale, che hanno calpestato l’erba dellArena Garibaldi, con le maglie di Inter, Milan, Juventus, Napoli, Roma e Udinese e non solo.

di Antonio Tognoli

Tutto questo hanno raccontato in una rappresentazione teatrale dal titolo “Pisa, una passione da romanzo” andato in scena giovedì 15 dicembre a Pisa al Teatro Nuovo, l’attore Dario Focardi e il giornalista Andrea Chiavacci, che sono anche gli autori della trasmissione “Back to the Football” in onda su Radio Roar. “Da lì è nata l’idea d poter fare questo spettacolo. Siamo molto soddisfatti di come è andato e speriamo di farne a breve un altro”. Alla serata ha collaborato fattivamente l’Associazione Cento con Marco Castellano e Fabio Vasarelli, che hanno esposto i cimeli nerazzurri suon palco del Teatro Nuovo.

Uno spettacolo che ha raccontato i momenti salienti della storia del Pisa, nelle sue mille sfaccettature, non tralasciando i momenti storici della Pisa che fu, che riportano alla memoria dei più anziani. Tanti presenti in sala, potevano essere sicuramente molti di più se la giornata per i colori nerazzurri avesse raccontato un altra storia. Lo spettacolo infatti va in scena dopo il gran rifiuto della famiglia Petroni alla cessione del Pisa alla famiglia Corrado. Un altro momento delicatissimo del calcio a Pisa. L’ennesimo dopo altri, ma forse il più triste della storia, che ha condizionato tutti e tutto.

Il morale dei due interpreti, Andrea e Dario, due grandi tifosi del Pisa è a terra, come quella della maggior parte dei tifosi nerazzurri quella sera. Lo spettacolo è di fatto il primo che parla della storia del Pisa in un teatro. Non è uno spettacolo teatrale classico. I due interpreti hanno un banchino proprio come la domenica allo stadio, quando si apprestano a commentare una partita del Pisa. “Ci unisce la passione che la gente ha verso questa maglia e questi colori – dicono Andrea e Dario – Pisa ha il calore che può avere una città sudamericana, equivalente a quella del Boca e del San Lorenzo”.

Il gol di Mario Been contro il Messina da centrocampo va a braccetto con la storia nerazzurra come il 3-o rifilato alla Sampdoria che permise ai nerazzurri di finire al primo posto  a braccetto con le grandi.

 

Durante la serata si parla anche dalla stagione trionfale conclusa a Cremona ma iniziata in malo modo prima con il ripescaggio in A e poi con la ri-retrocessione in serie B e quell'”Avete ucciso il calcio” nella prima gara di Coppa Italia con il Toro che apri la stagione, che ci auguriamo di non ripetere riferito alla Lega e al ripescaggio dell’Udinese in serie A a meno nove e della Lazio in B.

Ma era un altro calcio e come sottolineato dagli autori il Pisa al timone aveva un personaggio non da poco, quel Romeo Anconetani “che per tre lustri ci ha portato alla ribalta nazionale del calcio italiano e ci ha fatto godere come ricci”, “un uragano che ha spazzato via tutti, che sapeva caricare l’ambiente nei momenti giusti vedi dopo la sconfitta del Pisa a Cagliari con i sardi già retrocessi. Ma questo è solo un esempio. “Perché Romeo era il Pisa”. Emblematico un video proiettato e una sua battuta storica: “In Italia comanda la famiglia Agnelli, a Pisa comando io”. Era proprio così Romeo era il presidentissimo, il capo popolo di una città che lo seguiva in ogni sua mossa. Era il Pisa”.

Le immagini tristi dei rigori a Salerno contro l’Acireale e gli aneddoti di come si arrivò a giocare quella partita con la telecronaca di Marco Mazzocchi che andò in onda sulla Rai, la vecchia Rai per intenderci. Fu  trasmessa da Rai Due. Un epilogo triste, forse già segnato, dell’era Romeo e del calcio pisano a grandi livelli. Da allora poche gioie e molte delusioni. Tra queste le due promozioni in B, quella con Covarelli, durata appena un anno con i gol di Castillo e Kutuzov. L’anno successivo tutti sappiamo come è andato a finire. Quella della scorsa stagione non ce la siamo mai goduta. Forse un giorno, quel 12 giugno, che resterà indelebile negli occhi dei tifosi che c’erano e che hanno partecipato ai “tre carnevali”: il giorno della promozione, quello del saluto alla squadra due sere più tardi e quella della “presunta” e mai autenticata cessione a Dana che è coincisa con il ritorno di Gattuso e che ha portato per l’ennesima volta 5.000 tifosi All’Arena per una festa illusoria”.

Questa è la nostra storia da anni farcita di sofferenza. Il futuro è tutto da scrivere, ma al di là di tutto “L’amore per il Pisa resta sempre intatto”.

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