Pisa SC, 110 anni e non sentirli. Sfilata di Vecchie Glorie alle Officine Garibaldi

PISA – Nei quattro giorni dedicati dalla Associazione Cento alle celebrazioni dei 110 anni di Storia del Pisa calcio, il clou è stato indubbiamente il pomeriggio del 10 aprile, dedicato alle “Glorie Nerazzurre“, con circa un centinaio di giocatori che hanno indossato la maglia della squadra della nostra città negli ultimi 50 anni, evento questo che ha avuto un gustoso antipasto la sera prima con la diretta dalle “Officine Garibaldi” di una puntata speciale de “Il Nerazzurro di 50Canale”, con il conduttore Andrea Orsini ad avere come ospiti, oltre a Giovanni Corrado, tre grandi ex nerazzurri quali Paolo Baldieri ed i due stranieri Paul Elliott e Vitaly Kutuzov.

di Giovanni Manenti
A proposito di stranieri, proprio nel corso della riferita diretta sono stati trasmessi video messaggi di auguri da parte di altri tre giocatori rimasti nel cuore della tifoseria nerazzurra, ovverossia del trio argentino Diego Pablo Simeone, Luciano Zavagno e Nacho Castillo, mentre la relativa diretta ha consentito di ascoltare dalla voce di Giovanni Corrado due buone notizie, la prima delle quali riferita all’infermeria, in quanto l’infortunio di Verna è risultato meno grave di quanto previsto, con la prospettiva di rivederlo in campo subito dopo le festività pasquali – nel mentre il recupero di Liotti e De Vitis sta proseguendo secondo il percorso stabilito – e la seconda relativa all’avvio delle trattative per il rinnovo del contratto al tecnico Luca D’Angelo.
Per ciò che riguarda i giocatori presenti, mentre ad Elliott è stato ricordato l’aneddoto della “scappata notturna” in Discoteca con Luca Cecconi con tanto di ritorno all’alba – “per la quale“, sottolinea ridendo il difensore inglese, “Romeo dette tutta la colpa a Luca, perché io ero da poco in Italia e non potevo conoscere i luoghi dove andare” – per poi, viceversa, riconoscere da parte dello stopper di origini giamaicane come “aver vissuto l’esperienza a Pisa sia stato fondamentale per la mia crescita professionale, avendo avuto modo di confrontarmi con quelli che, all’epoca, erano i più forti attaccanti al Mondo che giocavano in Italia, da van Basten a Careca, da Virdis ad Altobelli, Vialli e così via” e quindi fare una sua riflessione, lui primo difensore di colore a giocare nella nostra Serie A sul fatto “che il razzismo è un problema sociale e non limitato al solo Calcio per qualche grido od offesa, ed è necessario un salto di qualità culturale ed educativo per superare questa barriera che ancora molto difficile da estirpare“.
Rispetto a quando ha giocato, sia pure per una sola stagione, a Pisa, molto più loquace Vitaly Kutuzov, che ha ricordato come “non posso che essere contento per l’affetto che i pisani mi dimostrano in ogni occasione, ricordo che con Nacho e Cerci ci trovavamo a meraviglia e la cosa più bella era mettere in pratica in campo con successo quello che avevamo provato in allenamento, merito sia del tecnico Ventura che delle nostre caratteristiche che ben si combinavano l’una con l’altra, mentre i due grandi rimpianti sono stati il mio infortunio e quello di Cerci che ci hanno impedito di disputare i Playoff, così come lo smantellamento della squadra per i problemi finanziari societari, perché sarebbe bastato veramente poco per allestire una formazione vincente“.
Ma è indubbio che colui che ha “rubato la scena” è stato Baldieri, con la sua trascinante simpatia, il ragazzino di 19 anni sbarcato a Pisa allorché: “Tutti si aspettavano Tovalieri, ed io mi ritrovo come quinto elemento di un attacco dove vi erano Berggreen, Kieft, Strukelj e Criscimanni, ma non mi sono perso d’animo, ci ho dato dentro conquistando sin dalle prime amichevoli la stima del Mister Simoni per poi disputare un Torneo Cadetto eccezionale, dove come crossavo trovavo la testa di Kieft pronta alla deviazione a rete“, per poi ricordare “l’affetto che i tifosi hanno sempre dimostrato nei miei confronti, e posso garantire di non essere mai stato contattato da Gianluca Signorini per un possibile ritorno al Pisa nel 1996, perché se ciò fosse avvenuto sarei venuto di corsa!!!
Lo stesso Baldieri si è poi reso protagonista di un bel gesto, donando ai ragazzi della “Associazione Cento” due maglie dei suoi anni a Pisa che teneva in casa, motivando la scelta che “questa è roba vostra ed è giusto che l’utilizzate per la Mostra, io che me ne fò, tanto i ricordi li porto nel cuore“.
Come detto, l’evento principale di queste celebrazioni è però stato il pomeriggio del 10 aprile, con una “parata di stelle” (più o meno famose, ma che tutte, per le rispettive qualità e capacità, hanno lasciato un segno nella gloriosa storia del Pisa Calcio), considerando altresì le diverse epoche sia per ciò che riguarda le Categoria di appartenenza e le disponibilità finanziarie delle rispettive dirigenze.
Con anche Roberto Balestri e Luca Giannini nella doppia veste di giocatori prima ed allenatori dopo, giocoforza la rappresentativa meno nutrita è stata quella degli anni ’50, della quale, oltre al citato “Morino”, sono saliti sul palco Graziano Lazzerini, Eugenio Fascetti e Vincenzo Sicurani, mentre molto più folto è stato il gruppo degli anni ’60, protagonista della prima “storica” Promozione in Serie A del 1968, visto che non sono mancati all’appuntamento la difesa al completo (a parte i, purtroppo scomparsi, portieri Annibale e Breviglieri), avendo potuto applaudire i vari Ripari, Romanini, Gasparroni, Lenzi e Gonfiantini, oltre ai centrocampisti ed attaccanti Barontini, Guglielmoni, Colombo, Manservisi e Cosma.
Il più emozionato di tutti è stato però il “leggendario” Segretario Leandro Sbrana, che ha così potuto compiere un quanto mai gradito “tuffo nel passato”, assieme a questi ex ed all’altrettanto nutritissimo Gruppo dei calciatori degli anni ’70, a cominciare dallo storico Capitano Antonio Baldoni e poi via via, dai portieri Lorenzetti, Tomei, Doveri e sino a Ciappi, per poi proseguire con i vari Palla, Pecori, Rapalini, Cini, Giannotti, Vinciarelli, Giani, Gabrielli, Rastelli, Della Bianchina, Bencini e Franceschi, oltre al già citato Luca Giannini, concludendo con Di Prete e Cannata che hanno rappresentato una sorta di “trait d’union” tra la gestione Rota e l’avvento alla Presidenza di Romeo Anconetani.
Anche per loro tanti bei ricordi – senza dimenticare che proprio in quegli anni vi era un maggior attaccamento alla maglia, come conferma il fatto che il record di presenze in nerazzurro sia tuttora detenuto da Fabrizio Barontini con 317 presenze, due sole in più di Piero Gonfiantini – dalle sofferte salvezze negli anni 1966 e ’67 sino alla cavalcata trionfale del 1968, mentre il decennio ’70 è stato caratterizzato da non poche difficoltà economiche, alle quali il gruppo (in larga parte composto da giocatori della zona, tra cui non va sottaciuto il compianto Massimo Luperini, prematuramente scomparso …) sopperiva con una grande coesione e forza d’intenti, oltretutto costituendo, con le annate 1977 e ’78 – concluse rispettivamente al quarto e quinto posto – quello “zoccolo duro” su cui poi il neo Presidente Anconetani ha successivamente costruito l’ossatura della Formazione che ha conquistato la Promozione in B al primo tentativo.
Ovvio che nel cuore dei tifosi – che anche in questa occasione non hanno fatto mancare la loro presenza per salutare i propri beniamini – i più ricordati sono stati coloro che hanno contribuito al “Periodo d’Oro” dell’Era Anconetani, 16 stagioni tra Serie A e B che non hanno eguali nei celebrati 110 anni di storia ed, oltre ai ricordati provenienti dalla precedente gestione, non sono voluti mancare a questo evento, in ordine di arrivo a Pisa, Mannini, Garuti, Gozzoli, Mariani, Viganò, Casale, Dianda, il già citato Baldieri, Caneo, Chiti, Ipsaro, Cecconi, Faccenda, Lucarelli, Brandani, il già nominato Elliott, Taccola, Calori, Cristallini, Simoni, nonché l’omonimo Gigi Simoni, l’unico tecnico ad aver collezionato due Promozioni alla guida del Pisa, nel 1985 ed ’87.
Le successive annate non sono state molto fortunate per i colori nerazzurri, ma si deve anche a quel gruppo di giocatori che, ripartendo addirittura dall’Eccellenza Toscana hanno fatto sì che il Pisa risalisse non già dal Purgatorio, bensì dall’Inferno in cui era precipitato per poi mettere le basi dei successi della seconda metà del primo decennio del nuovo secolo, e pertanto, è stato con immutata stima che i vari Emiliano Niccolini, Paolo Andreotti, i fratelli Jacopo e Federico Balestri, Lido Malasoma, Baldini, Baroni, Belluomini, Jerry Cavallo, Stafico, Moro, Muoio e Ricci che hanno contribuito al ritorno del Pisa in Serie C1 a fine anno ’99 e sono stati accolti sul palco per raccontare le loro emozioni, sino ai successivi Capuano, Frati9, Obbedio e Varricchio con cui il Pisa sfiorò una prima Promozione in B nel 2003, perdendo la Finale Playoff contro l’Albinoleffe.
Forzatamente ridotta la presenza degli ex delle ultime stagioni, anche perché alcuni di loro stanno tuttora giocando, ma particolarmente gradito è stato rivedere ad esempio Eddy Baggio, la cui rete al 95′ della Finale di ritorno dei Playout contro la Massese consentì al Pisa di poter, l’anno successivo, conquistare la Serie B, squadra rappresentata da Simone Calori, Giovanni Passiglia nonché dall’argentino, ma oramai adottato, Gabriel Raimondi, quest’ultimo altresì protagonista, assieme al ricordato Kutuzov, dell’annata magica di Ventura con il sogno del ritorno in A solo accarezzato.
Come avrete avuto modo di capire, pertanto un tuffo nel passato ed una carrellata di ricordi di cui i ragazzi della “Associazione Cento” non possono che andare fieri, con la mai come in questo caso perfettamente adattabile frase di circostanza che recita “Gli assenti hanno avuto torto”, sia come mancati spettatori, ma non solo.
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