“Pisani si nasce…Pisani si diventa”, premiato Stefano Massei ingegnare di Enel Green Power

PISA – Un riconoscimento speciale per un pisano che ha scritto una delle pagine più belle degli ultimi anni a livello mondiale.

Questo pomeriggio, infatti, Francesca Pacini, Presidente della Giuria di “Pisani si nasce… pisani si diventa” e la Giuria hanno consegnato uno dei tre premi “Pisano Doc” a Stefano Massei, l’ingegnere di Enel Green Power che nell’autunno 2010 partecipò, come coordinatore tecnico del piano C, al salvataggio del 33 minatori cileni intrappolati nella miniera di San Josè, nel nord del Cile.

La cerimonia si è svolta presso l’Auditorium “G. Toniolo” in piazza dell’Arcivescovado a Pisa. Gli altri due riconoscimenti di “Pisano Doc” sono andati a Carlo Battini, presidente dell’Ac Pisa 1909 e al dott. Giancarlo Peluso, mentre i premi “Pisano d’adozione” sono stati assegnati a Giovanna Giannini, Luciano Modica, Manuela Roncella. Ha condotto la serata il giornalista Massimo Marini, giornalista di Punto Radio Cascina.

Stefano Massei ha ritirato il premio insieme a Luca Rossini, Responsabile Costruzioni di Enel Green Power Engineering and Construction

“Mi fa particolarmente piacere ricevere questo riconoscimento a Pisa – ha detto Stefano Massei – non solo perché è la città in cui sono nato e mi sono formato, ma anche perché è un centro molto importante per il Gruppo Enel. A Pisa infatti si trovano la Direzione della geotermia toscana e anche il Centro Ricerca di Enel, a conferma della vocazione di questo territorio per la ricerca e l’innovazione. Già nel 2010 il Sindaco di Pisa Filippeschi mi consegnò la Torre di Pisa d’argento e il premio di oggi mi rende ulteriormente felice: è il modo migliore per condividere il contributo che ho potuto dare al salvataggio dei 33 minatori con Enel Green Power, l’azienda per cui lavoro e che mi ha permesso di mettere a disposizione di una importante impresa umanitaria le conoscenze che ho acquisito”.

Massei, 59 anni, Ingegnere Enel Green Power, ha lavorato per 18 anni a Larderello e nella geotermia pisana, per poi dedicarsi all’attività dell’Azienda in Sud America. Questa esperienza gli ha permesso di acquisire un know how importante in materia di geotermia. Ha lavorato dapprima in El Salvador e poi in Cile per Enel Green Power dopo aver collaborato con altre imprese del settore geotermico in California, Francia e Olanda. La sua esperienza ha fatto sì che nel 2010 è stato scelto come responsabile tecnico della “soluzione C” – quella ispirata agli scavi petroliferi – del progetto per salvare “los 33”: una missione delicata, grazie alla quale è stato possibile salvare 33 vite.

Il salvataggio dei Los 33

Da quando il 22 agosto 2010, 17 giorni dopo il crollo della miniera sotterranea, si è avuta la certezza che i 33 dispersi erano ancora vivi in un rifugio a 700 metri di profondità, c’è stata una vera e propria gara per rendere disponibili competenze e attrezzature utili per il soccorso. Anche Enel Green Power ha partecipato in modo attivo alle operazioni di salvataggio, con uno dei tre progetti (la soluzione C) che prevedeva la realizzazione di una galleria sufficientemente larga da consentire il passaggio dei minatori senza dover procedere a perforazioni multiple. Dopo il primo contatto con i minatori intrappolati, l’organizzazione di soccorso ha immediatamente cercato tutte le trivelle disponibili e in grado di raggiungere i 700 metri di profondità. La prima ad essere messa in funzione è stata una trivella australiana che poteva scavare in verticale pozzi di grande diametro sufficienti a permettere il passaggio delle persone (soluzione A). Poco dopo è entrata in attività anche una grande perforatrice per sondaggi sotterranei (soluzione B). Nel frattempo la compagnia petrolifera nazionale Enap ha messo a disposizione una gigantesca trivella per esplorazione petrolifera. E’ così partita la terza e decisiva opzione di salvataggio, nella quale un ruolo importante è stato giocato anche dalla grande esperienza maturata nel campo delle perforazioni orizzontali da Massei.

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