Piuss, arrivano i soldi. Continuano i lavori in città nonostante la crisi

PISA – Le fondamenta sono già stata realizzate. E lo stesso vale per gli otto pilastri mancanti che sorreggono le antiche campate e per il restauro delle facciate interne e esterne degli antichi Arsenali Repubblicani, quelli edificati attorno alla metà del 1300 e in cui per secoli sono state costruite prima le navi della Pisa Repubblica Marinara e poi quelle del Granducato di Toscana.

E anche la costruzione del locale seminterrato destinato ad impianti e servizi è terminata. Proseguono senza interruzioni e secondo il cronoprogramma previsto i lavori di recupero di quello che, storicamente, può essere considerato a tutti gli effetti il primo polo della cantieristica pisana, uno dei più complessi e impegnativi dei quattordici progetti Piuss che stanno ridisegnando il volto della città e un investimento di circa 3,5 milioni di euro, inclusa la riqualificazione della Torre Guelfa e della fortezza ad essa collegata.

«E già questa è una notizia importante e nient’affatto scontata dato che a causa dei vincoli posti dal patto di stabilità c’è stato davvero il rischio che il cantiere potesse subire un stop evitato perchè, grazie alle nostre richieste, sono arrivati dalla Regione gli attesi 1,7 milioni che ci hanno consentito di pagare tutti gli stadi di avanzamento e, quindi, di assicurare la continuità del cantiere» ha spiegato tirando un sospiro di sollievo il Sindaco di Pisa Marco Filippeschi durante il sopralluogo al cantiere di questa mattina (mercoledi 30 ottobre). Anche perchè le buone notizie non sono affatto finite: «Come programmato, infatti, nei giorni scorsi la Fondazione Pisa ha erogato al Comune circa 1,5 milioni, una parte della quota di cofinanziamento dei progetti Piuss che l’ente di Palazzo Blu si è impegnata a coprire, e questo ci ha permesso di proseguire il cantiere dell’ex Stallette, dove saranno realizzati incubatori d’impresa nei settori dell’hi-tech e dell’innovazione, e di riprendere il cantiere delle mura: entro lunedi 18 novembre infatti – ha annunciato il primo cittadino – uomini e mezzi si rimetteranno in azione, ricominciando dalla riqualificazione dell’area ai piedi della cinta muraria alle spalle della ex Marzotto. E lo stesso giorno prenderà il via pure il cantiere del recupero del Bastione Stampace e delle mura medievali di Porta a Mare, intervento interamente a carico della Fondazione Pisa. Dunque – ha concluso Filippeschi – nonostante le indubbie difficoltà provocate da crisi economica e patto di stabilità tutti i cantieri relativi ai progetti Piuss ancora in corso sono regolarmente al lavoro, un dato di fatto importante e assolutamente da non sottovalutare che è la conseguenza di scelte finanziarie ed economiche oculate fatte negli anni passati, grazie alle quali oggi possiamo proseguire con gli investimenti programmati».

Le maestranze della ditta Lattanzi, infatti, proseguono il loro intervento degli antichi Arsenali Repubblicani, un edificio che, in oltre settecento anni di storia, ha conosciuto tante destinazioni dato che, dopo essere stato “fabbrica delle navi” pisane e granducali, l’immobile fu destinato a struttura di servizio per i nuovi Arsenali Medicei, quindi stalla per i cavalli dei Lorena e, infine, caserma. «Il restauro attualmente in corso è stato definito “filologico” perchè finalizzato a recuperare tutte le strutture interne capaci di rendere facilmente riconoscibili le diverse destinazioni d’uso che questo edificio ha avuto nei suoi sette secoli di vita – ha spiegato l’Assessore comunale ai Lavori Pubblici Andrea Serfogli –. E filologica sarà anche la destinazione d’uso degli Arsenali Repubblicani restaurati che ospiteranno un centro servizi e un’area espositiva funzionale certo alla Cittadella Galileiana ma anche al Museo delle Navi che, come è noto, nascerà nei vicini Arsenali Medicei in modo da ricomporre il collegamento fra i due edifici che, fra 1500 e il 1700 è stato alla base del rilancio della potenza marinara pisana».

I lavori, in questo momento, riguardano soprattutto «la ricostruzione delle grande arcate medievali, un intervento che sarà realizzato utilizzando quasi esclusivamente i laterizi e gli altri materiali recuperati e catalogati durante le fasi di lavoro precedenti – ha detto l’architetto Fabio Daole, responsabile del progetto per conto dell’amministrazione comunale -: si tratta in tutto di sedici archi che saranno completati entro febbraio al pari del montaggio della copertura. Dopodiché ci saranno da realizzare tutti gli impianti e gli infissi e completare il restauro della parti murarie e le pavimentazioni oltrechè posizionare la passerella in vetro che collega i corpi di fabbrica. Entro la fine dell’anno prossimo, comunque, il cantiere sarà chiuso senz’altro».

Fonte: Ufficio Stampa Comune di Pisa

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