Plinio Bianchi racconta Giuseppe Viviani al GAMeC CentroArteModerna di Pisa sabato

PISA – Sabato 12 aprile alle ore 17 presso gli spazi espositivi del GAMeC CentroArteModerna di Pisa (Lungarno Mediceo, 26)  interessante incontro ( questo è il secondo di un ciclo più ampio che si svilupperà nei prossimi mesi) con il pubblico pisano, del maestro Plinio Bianchi che racconterà uno dei più noti ed apprezzati autori toscani e “pisano” ossia Giuseppe Viviani. Plinio Bianchi ha svolto la professione di maestro ed  è stato uno dei fondatori del Gruppo artistico letterario “La sconfitta” (1956) e del “Premio Pisa”.  E’ stato collaboratore per  molti anni de “Il giornale del Mattino” e  corrispondente per Pisa e Livorno della rivista “Le Arte” di Milano occupandosi dei maggiori autori ed artisti del periodo. Giuseppe Viviani (San Giuliano Terme, 18 dicembre 1898 – Pisa, 16 gennaio 1965). Soprattutto nell’incisione raggiunse risultati eccezionali, tra i maggiori del Novecento italiano (accanto a Giorgio Morandi e Luigi Bartolini), trasformando in originali immagini la sua personale visione del mondo, con una particolare predilezione per la vita del litorale pisano che ben conosceva. Visse infatti lungamente a Marina di Pisa, ed alla morte, seguendo le sue ultime volontà, le lastre originali delle sue opere furono gettate in mare al largo della piccola località costiera toscana. Viviani raggiunse la fama soltanto nel secondo dopoguerra: era il 1948 quando gli fu assegnata la cattedra di incisione presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, cattedra che era già stata ricoperta da Giovanni Fattori. Iniziò così per Viviani un periodo di grandi successi, con la partecipazione a importanti mostre e concorsi internazionali di incisione, che lo videro più volte vincitore. Nel 1960 la città di Pisa gli dedicò una grande mostra che ripercorreva tutta la sua opera, e gratificò l’artista con la nomina a “cittadino benemerito”. La vita di Viviani non fu facile: perse infatti il padre all’età di due anni e dovette trasferirsi insieme alla madre presso il nonno, un ortopedico che fabbricava arti finti, oggetti che devono essersi impressi nella memoria dell’artista bambino, tanto che poi li inserì in molte sue opere. Fino alla Seconda guerra mondiale svolse numerosi e diversi lavori, senza mai però abbandonare la sua attività artistica. Con la chiamata in cattedra a Firenze l’artista, ormai cinquantenne, ebbe finalmente il successo che meritava: le sue incisioni raggiunsero quotazioni altissime, dandogli quella tranquillità economica che gli permise di dedicarsi solo alla sua arte e alla sua seconda grande passione, la caccia: non a caso mute di seggi si trovano ritratte in molte sue opere, ed alla morte chiese ed ottenne di essere seppellito con la sua doppietta preferita. È sepolto nella chiesa di San Francesco a Pisa. L’arte di Viviani è improntata ad una visione malinconica e decadente della vita, ed allo stesso tempo ad un grande amore per la vita stessa. Con un segno lineare ed essenziale ed una raffinata perizia tecnica, l’artista si è mosso tra un ingenuo immaginario popolaresco e la meditata ricerca di immagini della memoria, ricreando un mondo venato di profonda emotività e percorso da aperture metafisiche ricche di allusioni, suggestioni e significati. Altre informazioni sul sito: www.Centroartemoderna.com; (ingresso libero). Orari: 10-12,30/16,30-19,00 (feriali); (festivi telefonare); chiuso lunedì mattina.

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