Ponte Lugnano. ConfCommercio: “C’è chi chiude e licenzia. Deleteria l’incertezza sulla data!”

PISA – Non si sa quando il ponte di Lugnano riaprirà esattamente, in compenso Rossana Fabbrizzi, del supermercato Badri&Sara di Cascina è stata definitivamente licenziata.

Il titolare del negozio, stremato da incassi ridotti al lumicino con perdite giornaliere del 90% le ha comunicato in questi giorni la fine del rapporto di lavoro. “Per me è un dramma. Sono tre anni che mi alzo alle cinque del mattino e vengo qui a lavorare da Livorno. Una attività di cui conosco tutti gli aspetti e che negli ultimi tempi, con il nuovo proprietario, eravamo riusciti a rilanciare su buone basi. La gente veniva, c’era molto passaggio, la clientela era soddisfatta e sempre più numerosa. Avevamo un futuro. L’improvvisa e totale chiusura del ponte di Lugnano ci ha letteralmente tagliato le gambe e così è finita che io ho perso il mio lavoro, che con tanto sacrificio mi ero costruita e la stessa attività, se non intervengono nuovi e direi fattori eccezionali, ha letteralmente le ore contate, prima di chiudere definitivamente”.

Undici settimane di chiusura totale sono un’enormità per un ponte che sosteneva oltre circa diecimila passaggi giornalieri”- commenta amareggiato il Presidente dei commercianti di Confcommercio di Lugnano, Luigi Cecchi: “Esprimo la piena solidarietà alla dipendente licenziata.Purtroppo la stessa incertezza sulla data di riapertura del ponte, non aiuta. Anche un solo giorno in meno di chiusura, come abbiamo sempre sostenuto, salvaguarderebbe sicuramente le attività commerciali e di conseguenza i posti di lavoro”.

In questa vicenda del ponte di Lugnano non sono in ballo codici, numeri, materiali, ma il rispetto per le imprese del territorio, per le persone che ci lavorano, per le stesse famiglie che vi trovano sostentamento” – il commento del presidente di Confcommercio Cascina Marcello Mosca: “Quel rispetto per la vita delle persone, che la provincia di Pisa, nei fatti, non ha saputo dimostrare, davanti ad una doverosa opera di messa in sicurezza realizzata con tempi di lavoro assolutamente inaccettabili”.

Mentre c’è qualcuno che si permette pubblicamente di esultare per la data di riapertura del ponte al 2 settembre, le attività commerciali si trovano a fronteggiare perdite devastanti e c’è chi purtroppo non ce la fa. Se la provincia di Pisa ci avesse ascoltato, come purtroppo non ha voluto fare, questa e altre situazioni a rischio che inevitabilmente si creeranno o si sono già create, non sarebbero mai accadute. Tutelare i lavoratori e il loro posto di lavoro è nella responsabilità dello stesso presidente Angori. Da parte nostra, come Confcommercio abbiamo già chiesto ai comuni interessati misure straordinarie a sostegno delle attività commerciali in sofferenza, e faremo di tutto e anche di più per scongiurare chiusure e licenziamenti” – conclude il responsabile territoriale Luca Favilli.

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