Ponte di Lugnano. Confcommercio replica alla Provincia

PISA – Alle parole del presidente della provincia di Pisa sul ponte di Lugnano, replica ConfcommercioPisa.

A rispondere ad Angori sono il presidente dei commercianti Confcommercio di Lugnano Luigi Cecchi e il referente sindacale Luca Favilli: “Se quella doveva essere una difesa dell’operato della provincia, possiamo tranquillamente dire che fa acqua da tutte le parti” – spiegano i rappresentanti Confcommercio: “Nonostante se ne parli da 9 mesi, Angori sembra non aver ancora capito che l’obiettivo e la priorità assoluta non è tanto rispettare la data del 2 settembre, ma anticiparla e anticiparla il più possibile”.

D’altra parte” – spiegano entrambi – “il presidente non spiega in alcun modo perché non si potrebbe lavorare anche di notte pur di ridurre i tempi di chiusura totale. Da un lato si adducono prevalenti motivi di sicurezza, dall’altro però, lo stesso presidente dichiara che se ci fosse la necessità di recuperare dei giorni, allora sarebbe possibile lavorare di notte. La domanda sorge spontanea: si può o non si può lavorare di notte? E se si può, non c’è tempo da perdere. Lo diciamo da troppo tempo, l’urgenza è già ora ai massimi livelli, le perdite superano in media il 50% come emerso anche nell’ultimissimo incontro, che ogni giorno risparmiato è ossigeno fondamentale per la sopravvivenza di negozi, imprese e posti di lavoro, e quindi che occorre immediatamente impiegare una squadra per lavorare di notte e durante la settimana di ferragosto, bruciando al massimo le tappe. Per questo abbiamo chiesto l’intervento finanziario dei comuni di Vicopisano e Cascina, perché vogliamo fare di tutto per salvare quanto ancora è salvabile”.

Cecchi e Favilli ricordano infine al presidente Angori di “aver chiesto alla stessa provincia alcune informazioni come il numero di lavoratori impiegati, gli orari di lavoro, il dettaglio del cronoprogramma, senza peraltro essere stati degnati di alcuna risposta. “Ci dispiace dirlo” – concludono i rappresentanti Confcommercio – “ma la verità è che la provincia di Pisa, in tutti questi mesi, non ha modificato di un nulla quanto già preventivato, bocciando ogni proposta di soluzione alternativa e lasciando imprenditori e commercianti al loro destino”.

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