Ponte di Lugnano, da giugno si prevede una lunga chiusura. L’appello del CNA di Pisa

LUGNANO – Chiusura alle viste per il Ponte di Lugnano. Sono stati infatti programmati i lavori di intervento per la messa insicurezza e restauro crono-programma che partirà ai primi di giugno appena chiuse le scuole. Si ipotizza la chiusura totale nella parte finale del mese di giugno, luglio, agosto e buona parte di settembre, la chiusura parziale in giugno, fine settembre e ottobre.

Comprendiamo e riteniamo che come ipotesi di partenza possa anche essere potenzialmente ragionevole stimare come necessari sei mesi di lavori, di cui poco più della metà che prevendono la chiusura totale. Ma diciamo con chiarezza – si legge in una nota della CNA di Pisa – sin da ora che per il territorio la cosa non è sostenibile e quindi occorre fare di tutto per rivedere al ribasso queste previsioni e questi tempi dovranno essere più possibile compattatiLe nostre imprese in quella zona, già nella situazione attuale scontano consistenti problemi logistici legati alla viabilità attuale di per sé già insufficiente (Lungomonte, Tosco Romagnola, Sp 31 Lavoria) con vastissimi divieti ai mezzi pesanti) non è giusto che debbano reggere a ulteriori aggravi di costi legati alla chiusura totale/parziale del ponte anche se concordiamo sulla necessità di effettuare l’intervento. Alla domanda se fosse possibile realizzare un ponte interamente nuovo è stato risposto che le risorse necessarie per un intervento del genere (6/7 milioni) hanno reso impraticabile tale ipotesiAd alcune richieste però già avanzate da CNA sono già state date alcune aperture dalla Provincia di Pisa che è la stazione appaltante. Abbiamo chiesto (e ottenuto garanzie) sulla predisposizione di adeguata segnaletica anche molto distante dal ponte, in modo che venga dirottato altrove il traffico non diretto in quella zona. Così come riteniamo indispensabile un canale di comunicazione costantemente aperto con noi e l’apertura di un tavolo permanente di confronto e verifica che si riunisca periodicamente consentendoci di avere sempre il quadro della situazione per poter fare a nostra volta opera di condivisione ed informazione con le nostre aziende. Detto tavolo dovrebbe anche occuparsi del quadro complessivo che uscirà dallo studio dell’Università. Altra ipotesi da praticare in sede di affidamento lavori è che si lavori anche il sabato e domenica ritenendo ingiustificabile che ciò non avvenga visto il sacrificio che si chiede alle imprese di quel territorio. Abbiamo altresì chiesto di verificare con attenzione anche la possibilità di lavoro notturno anche parziale e per le operazioni realizzabili nel complesso delle attività di cantiere previsteLa strada maestra dunque – conclude la nota della Cna di Pisa– è la riduzione dei tempi, almeno della chiusura totale, e esercitare pressioni per ottenere maggiori risorse come avvenuto per Pontasserchio, e fin da ora chiariamo che vigileremo con grande attenzione e che i nostri imprenditori saranno le nostre sentinelle su quel territorio”.

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