Ponte di Lugnano: “Gli imprenditori non hanno nessuna intenzione di mollare”

PISA – “Siamo arrivati all’ultimo metro e non abbiamo nessuna intenzione di abbandonare il progetto di un ponte alternativo, l’unico che può mantenere la circolazione in sicurezza, evitando il tracollo economico della zona”. E’ duro il presidente dei commercianti di Confcommercio di Lugnano Luigi Cecchi.

“Se non viene accettata una soluzione come quella del ponte alternativo, i centinaia di imprenditori e commercianti che rappresentiamo, che fino ad oggi hanno mantenuto un atteggiamento di grande senso di responsabilità, non possiamo più impedire che cresca il comprensibile livello di esasperazione. I soldi non sono un problema, tanto è vero che l’obiettivo delle prossime ore sarà di reperire quelle poche risorse che ancora mancano per raggiungere il milione di euro necessario a realizzare il ponte alternativo. Poi ognuno, a partire dalla provincia di Pisa, si prenderà la responsabilità delle proprie scelte. Ormai è chiaro che lo stesso cronoprogramma delle opere preventivato dalla provincia non è più attendibile, perchè la stessa Università di Pisa ha confermato che solo dopo l’effettivo inizio dei lavori sarà possibile possibile fare una verifica realistica, che porterà inevitabilmente ad un ulteriore prolungamento dei lavori. Se c’è la volontà politica, accelerando i tempi, anche rispetto alle garanzie di sicurezza richieste dal Prefetto, in tre mesi possiamo costruire il ponte e risolvere la questione”.

Gli fa eco il presidente dei commercianti di Cascina Marcello Mosca: “Sono molte le inadempienze relative a questa vicenda. La provincia di Pisa non ha fatto alcuna stima dell’impatto socio-economico dei lavori, ha fatto trascorrere una infinità di tempo inutile per poi dire che non ci sono le tempistiche, e oltretutto l’attuale situazione di pericolosità del ponte non corrisponde più in alcun modo con quanto pianificato dalla stessa. Ciò significa che, con ragionevole certezza, la durata dei lavori non potrà che aumentare. Per questo motivo, la costruzione del ponte alternativo è l’unica soluzione davvero possibile in grado di salvaguardare la sicurezza e la sopravvivenza delle centinaia di imprese della zona”.

I presidenti di Lugnano e Cascina rispondono all’unisono a Simone Romoli di Confesercenti: “Se il loro stile e metodo è quello di non fare assolutamente nulla di nulla, tacciando chi come noi da mesi e mesi lavora ininterrottamente sul campo, esultando sulle disgrazie che colpiscono centinaia di imprenditori, ecco, noi che siamo imprenditori e dirigenti di Confcommercio, siamo felici di non condividere in alcun modo il loro stile. Ma una cosa è certa, questa battaglia la porteremo fino in fondo”.

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