Pontedera: da domani in scena “2×2=5 da Memorie dal sottosuolo di Dostoevskij”

PONTEDERA – Domani e sabato alle ore 21, domenica ore 18, da giovedì 12 a sabato 14 febbraio ore 21, domenica 15 febbraio ore 18 Pontedera Teatro presenta la  prima nazionale di 2×2=5. Cacá Carvalho - L’uomo dal sottosuoloL’uomo dal sottosuolo, da Memorie del Sottosuolo di Fëdor Michajlovič Dostoevskij, con la drammaturgia Stefano Geraci, l’interpretazione dell’attore brasiliano Cacá Carvalho e la regia di Roberto Bacci. Lo spettacolo prende spunto da un testo che opera una forte critica sociale agli ideali di ottimismo, che mette a nudo il desiderio profondo dell’essere umano di sporcarsi e soffrire. Cacá Carvalho, attore coinvolgente, con una gestualità e uno sguardo capace di rendere le molteplici sfumature del testo, è il protagonista monologante, l’uomo dal sottosuolo,  che si trova nella terribile condizione di interiorizzare la complessità della realtà e pecca di accidia. L’attore brasiliano con questo lavoro rinnova una storica e proficua collaborazione iniziata con Roberto Bacci e la Fondazione Pontedera Teatro quasi 30 anni fa. L’uomo dal sottosuolo oppone alla certezza obiettiva, l’individualità che lo porta a non accettare che 2×2 sia 4. In scena opera un sincera confessione, talmente forte e cruda che rende difficile l’immedesimazione, mette in crisi le nostre certezze e per una volta ci fa chiedere se sia possibile che 2×2 possa essere 5. Afferma Roberto Bacci: “La ricerca di un pensiero cosciente può farci sprofondare nel sottosuolo di noi stessi, lì, dove la luce della consapevolezza si trasforma nel buio di ciò che possiamo essere o diventare. Nessuno si identificherebbe con il protagonista di questo breve e terribile romanzo, eppure le sue parole, le sue gesta, la sua inguaribile malattia di esistere, possono risvegliare in ciascuno di noi qualcosa di inconfessabile, ma che abbiamo attraversato. La luce che si accende sul protagonista è una luce nera, come può esserlo quella con cui si sviluppavano una volta le fotografie e, a mano a mano che i dettagli appaiono sempre più nitidi ai nostri occhi ed alle nostre orecchie, vorremmo voltare lo sguardo, non ascoltare, rifugiarsi in un altrove che forse non esiste. Ospiti nel sottosuolo del protagonista, sia fisico che drammatico, occorre affrontare le parole di Fëdor Dostoevskij per quello che possono richiamare di noi stessi.”

 

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