Porta a Mare rinasce con l’arte urbana

PISA – Imos, Beast e 2Old sono i nomi dei tre writer che hanno appena dipinto il muro di cinta del cortile dell’asilo notturno di via Conte Fazio nel quartiere di Porta a Mare nell’ambito della II edizione del festival di arte pubblica e partecipata Start Festival -Welcome to Pisa, la rassegna organizzata dall’Associazione stART, curata da Gian Guido Maria Grassi con la collaborazione dell’assessorato alla cultura del Comune di Pisa, il patrocinio dell’ateneo, il coordinamento esecutivo dell’architetto Roberto Pasqualetti e il sostegno tecnico di Caparolcenter.

L’opera collettiva è stata eseguita a tre mani: il lettering, in cui sono riportati i loro nomi secondo uno stile che eredita dalla tradizione dei maestri del graffito NYchese, è intervallato da due illustrazioni ispirate alla storia del quartiere di Porta a Mare vista attraverso i quattro elementi della natura: l’acqua del Canale dei Navicelli costruito dai Medici nel ‘500, la terra dove furono costruiti gli stabilimenti industriali a fine ‘800 (campeggiano le ciminiere della Saint Gobain), il fuoco del tragico bombardamenti del 31 agosto del 1943 perpetrato dagli alleati a fini dimostrativi per accelerare l’Italia a stipulare l’armistizio e l’aria solcata dagli aerei del vicino aeroporto; l’idea è dunque quella di condensare sulla stessa parete le proprie personalità artistiche e desigenze espressive con riferimenti importanti per la comunità locale che vive e attraversa il quartiere quotidianamente.

«Beast e 2Old, come Ozmo con il suo Ritratto di Galileo, sono due artisti pisani di fama internazionale che hanno voluto omaggiare la loro città e – afferma il curatore Grassi – hanno avvicinato bambini e adulti a linguaggi audaci e complessi dell’arte contemporanea; con questo pezzo il festival apre anche al graffito, manifestazione espressiva e creativa di un più ampio fenomeno culturale che a Pisa, grazie ad eventi cult come Panico Totale, fin dagli anni ’90 ha trovato uno dei luoghi di maggiore sviluppo a livello italiano richiamando writers famosi da tutto il mondo». «Un nuovo intervento che unisce sensibilità sociale, partecipazione del quartiere e delle sue realtà, storia dei luoghi e arte. Un’opera di pregio che rimanda alle significative esperienze del writing pisano» aggiungel’assessore alla cultura del Comune di Pisa.

Grazie alla disponibilità della Società della Salute che ha messo a disposizione le superfici, quest’opera, piena di significati sociali, permette inoltre di riscoprire il contesto urbanistico aiutando a mettere in rilievo e dare più visibilità alle pregevoli caratteristiche architettoniche del complesso costruito negli anni ’50 su progetto dell’architetto Roberto Menghi e commissione della Saint Gobain, inizialmente destinato ad essere il poliambulatorio di quartiere e che oggi ospita “Progetto Homeless”, la cabina di regia della Zona Pisana per gli interventi nell’area dell’alta marginalità: una struttura rimessa a nuovo nel 2007 e gestita dalla SdS Pisana attraverso le cooperative “Il Simbolo” e “Arnera”, in cui trovano spazio un asilo notturno da 24 posti letto (che salgono a 34 nei periodi più freddi dell’anno), uno sportello d’ascolto (circa 2.500 colloqui l’anno), un servizio doccia (utilizzato circa 2.500 volte nell’arco dei dodici mesi), uno di lavanderia (una media di oltre 600 lavaggi), una refettorio per colazioni (più di venti mila) e cene (circa 10mila) e un punto Paas utilizzato da più di 400 persone all’anno. «Abbiamo aderito con molto piacere all’iniziativa che vede ancora una volta il nostro centro, presente a Porta a Mare dal 2007, fra i protagonisti della vita del quartiere – spiega la presidente della SdS Pisana – è la conferma che, attraverso opportuni interventi di mediazione sociale, anche progetti che si occupano di alta marginalità, possono e debbono convivere con il resto della città. Il centro ospita un asilo notturno per senza dimora, uno sportello d’ascolto e un servizio docce e lavanderia e un ambulatorio per coloro che vivono in strada, ma anche un punto Paas per accedere ad internet e in cui si svolgono corsi d’alfabetizzazione informatica aperti a tutti ed è un importante spazio di socialità per il quartiere. Inoltre gli ospiti hanno spesso partecipato ad interventi di pulizia di strade e spazi pubblici, e collaborato all’organizzazione di gare sportive fra le quali la Pisa Marathon ed eventi e feste di quartiere».

Sono già in cantiere le prossime opere che saranno svelate a breve e proseguiranno la costruzione di una vera e propria galleria d’arte urbana, trasformando Porta a Mare in un museo a cielo aperto che collegherà idealmente il murale Tuttomondo di Keith Haring con la Darsena pisana. Per maggiori informazioni e per aggiornamenti, visitare la pagina Facebook ed il profilo Instagram ufficiali della rassegna stART –Open your eyes.

Biografie. Imos è uno dei più importanti writer romani mentre Beast e 2Old vantano una lunga esperienza sui muri pisani; tutti e tre sono conosciuti e apprezzati anche in ambito internazionale e hanno dipinto nelle strade di mezzo mondo (dall’America del nord all’Asia, passando per le capitali europee). Da anni sono in contatto fra loro e si ritrovano periodicamente per mettere a punto complesse produzioni sulle pareti delle loro città, nel corso di eventi organizzati o manifestazioni spontanee: un percorso fatto di reciproca stima ma anche di amicizia, essendo nel writing la componente sociale importante almeno quanto l’aspetto artistico. Una parte essenziale di questo dialogo è la sintonia tra le proprie ricerche personali sul lettering. Imos, Beast e 2Old infatti sul muro parlano lo stesso linguaggio: uno stile pieno di riferimenti ai grandi maestri del writing degli anni ’70 e ’80, ma riadattato in chiave moderna e attuale. Nei graffiti che fanno non è raro vedere lettere che si incastrano, si fondono o si spezzano, così come appaiono spesso le classiche stelle, frecce e cuori a ornare la parte finale delle lettere. Nei loro lavori talvolta ci sono personaggi-cartoon o illustrazioni e grafiche psichedeliche e funky, sempre sullo sfondo, a sottolineare l’importanza e la centralità del nome, che nel writing è il soggetto principale.

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