Porta a Mare, un museo a cielo aperto

PISA – “L’ultima cosa che mi sarei aspettato – dice un Portammarese DOC – è che questo quartiere un po’ insipido, senza una sua identità riconoscibile, quasi dimenticato dalle Amministrazioni che si sono via via succedute, un misto tra residenziale popolare e agglomerato industriale, potesse così velocemente cambiare.

Tra nuovi insediamenti di Ville Urbane, tra poco l’incile e, adesso, addirittura la costruzione di un percorso artistico che parte da Tuttomondo di Haring ed arriva a Gaia sulla facciata del Saint Gobain, passando per Moneyless ed Alberonero… per ora! Svegliami perché mi pare un sogno!”.

Gliene fa eco un altro: -“Sembra che un altro artista abbia messo gli occhi sulla mia facciata! Ma ci pensi? Casa mia che diventa un museo! Troppo bello! Te dici che ci sarà qualche inghippo sotto?”-

Questo il tenore dei discorsi che circolavano all’inaugurazione di altri due murales a Porta a Mare martedi 22 agosto, tra il serio ed il faceto, tra l’entusiasta ed il prudente, tra il disponibile ed il diffidente a prescindere, tra il fiducioso e “l’invecista” (che poi sarebbe quello che si sente il depositario di mille altri modi per migliorare la città, non facendo “invece” mai niente e sapendo solo criticare sempre e comunque).

Un bel gruppo di Portammaresi si è ritrovato nel prato antistante le Scuole Aspromonte Biagi per l’inaugurazione dei murales ideati dagli artisti Teo Pirisi (Moneyless) e Luca Boffi (Alberonero) sulle facciate sud e nord del deposito della Polizia Idraulica Provinciale, alla quale hanno partecipato il Sindaco Marco Filippeschi, la Consigliera Regionale Alessandra Nardini, l’Ass. Andrea Ferrante, gli sponsor Barbara Cappelletti per gruppo Soci UNICOOP-FI (che ha offerto non solo il brindisi, ma anche un contributo al progetto), Alessandro Benedetti di Caparol Center (che ha offerto tutte le vernici ed il supporto tecnico), la pro-rettrice Lischi dell’Univesità di Pisa, che collabora a questa iniziativa con tirocini per studenti presso la direzione del Festival di Street-Art, l’Arch. Roberto Pasqualetti dello staff del Comune, il Pres. della Comm.2 del CTP2 Sergio Brondi e soprattutto il giovane Gian Guido Maria Grassi, il curatore, che con pazienza e tenacia ha messo in piedi la squadra di artisti, che si è fatto miccia di un’idea trovando polvere di intelligente comprensione presso l’Ufficio Cultura del Comune di Pisa. Porta a Mare sta pian piano diventando um museo a cielo aperto, incanalandolo persino in un circuito turistico, artistico di valore internazionale.

Non nasconde la sua soddisfazione Gian Guido Maria Grassi: “Dopo il “Re-Nasci” di Gaia, “Pisa 01” di Teo Pirisi e “Arno 30 toni” di Alberonero, rappresentano il punto di contatto con gli stili delle avanguardie contemporanee, l’arte prettamente geometrica, optical, che illude l’occhio in una voluta tridimensionalità, giocata splendidamente su una parete che il sole del tramonto rendeva particolarmente viva e l’astrattismo puro – continua – ma Welcome to Pisa non è solo un Festival di Street-Art calato su un quartiere, è un grande esperimento di processo partecipativo che i residenti sono chiamati ad abbracciare. In questo l’appoggio logistico ed organizzativo del CTP2 è stato basilare. Benedetta Di Gaddo, la sua presidente e Sergio Brondi hanno compreso la grande importanza che avrebbe rivestito questo progetto per il quartiere e si sono spesi personalmente, non solo nel propagandare l’iniziativa, ma rendendosi disponibili per supportarla anche nelle piccole necessità giornaliere”.

L’Ass.Andrea Ferrante ha esaltato il grande effetto dell’intervento che fa guardare Porta a mare sotto una prospettiva nuova, più piacevole, un’espressione artistica di bellezza fruibile da tutta la collettività pisana in quanto Porta a mare è uno degli assi pricipali di viabilitàcittadina.
Anche la Consigliera Regionale Alessandra Nardini, non ha potuto che constatare la vitalità di una città che sfrutta ogni occasione – e questa era quella del bando regionale pubblico “Toscana in contemporanea 2017” – per aprire nuove strade per accrescere l’offerta culturale di interesse turistico in una città già di per sé ricchissima di offerte culturali.

Sergio Brondi ha fatto un simpatico parallelo tra il suo nome e come sia sull’ambiente di lavoro, sia nel quartiere dove e’ sempre stato chiamato “Sergino”. “E’ piacevole – dice – è sinonimo di far parte di una comunità che ti riconosce, sa che può contare su di te e così confidenzialmente ti cerca e ti saluta. Alla stessa stregua i nomi dati dagli artisti alle loro opere, sono già stati ribattezzati dai Portammaresi: “Arno 30 toni” è diventato “30 sfumature del Palio di San Ranieri”, perché gioca proprio sui colori dei rioni; “Pisa 01” è “La Tavolozza” e “RE-NASCI”, “Quello degli operai della Saint Gobain e di Don Spartaco e Rocco”. E questo può voler dire una cosa sola, che ormai queste opere, fanno già parte del nostro orizzonte visivo quotidiano”- terminando – “adesso spetta ai cittadini privati di offrire le loro facciate ai prossimi artisti e il CTP2 è a disposizione per fornire consulenza a tutti quei condomini che vorranno abbracciare questa importante opportunità per il quartiere”.

Al termine dell’inaugurazione del Murales la benedizione di Don Luca ed un piccolo rinfresco per brindare già alla prossima facciata!

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