Post Sgombero del 25 Maggio. L’Unione coinquilini dà voce all’attuale situazione

Pisa – “In seguito alla riapertura della Mala Servanen Jin, la nostra casa è più vissuta e propulsiva di prima nonostante ci abbiano sequestrato l’elettricità”. Questo, uno stralcio del comunicato dell’Unione Coinquilini. Di seguito il resto

Dopo giovedì 25 maggio, cioè dopo lo sgombero, è stata richiesta un’assemblea al comune,  ma il consiglio comunale non ha accettato di discutere la mozione urgente.

“Il nostro progetto incarnato in questo stabile tocca i diversi punti del piano femminista antiviolenza discusso a livello nazionale e internazionale dalla rete Non una di Meno. Tra questi punti c’è il rifiuto della violenza sociale, istituzionale, economica, fisica. Nella nostra città la violenza ha diverse facce, e poche voci visto che l’amministrazione continua a rimanere silente.

L’emergenza abitativa dilagante è uno dei motivi che ci ha portato ad occupare l’ex  centro di accoglienza abbandonato. La difficoltà, l’emarginazione e la superficialità con cui le istituzioni interagiscono con i casi di donne in emergenza abitativa è vergognosa. L’aver occupato e riqualificato completamente uno stabile è una risposta di donne che con dignità, coraggio e forza si sono create autonomamente una risposta al silenzio istituzionale.

Per questo è nostra intenzione avere il riallaccio della luce e delle utenze primarie: chiediamo all’ufficio competente del comune di confrontarsi con quest’esigenza. Il piano casa del PD approvato nel 2014 prevede una crescente esclusione delle persone in difficoltà dall’accesso ai diritti, tra cui appunto le utenze, e una svendita progressiva del patrimonio residenziale pubblico. Anche altri punti del piano antiviolenza abbiamo affrontato: salute e sanità, altri aspetti del welfare negato, molestie, umiliazioni e ricatti sui posti di lavoro.. Come donne in lotta per un piano femminista contro la violenza di genere rifiutiamo e vogliamo un confronto con le istituzioni per discutere di questo grave attacco alla dignità e all’autonomia delle donne e delle persone.

Abbiamo ricevuto solidarietà da tantissime componenti della città e non solo: si sono espressi anche tanti centri antiviolenza sul territorio nazionale. Anche il comune di San Giuliano Terme ha approvato una mozione di solidarietà al nostro lavoro riconoscendone l’importanza sociale e politica.

Le uniche risposte dell’amministrazione sono state un’accusa di abuso della libertà d’espressione e un’infastidita affermazione : “io non parlo con gli occupanti”.

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