Poste, cinquemila firme contro lo spostamento della sede Ospedaletto

PISA – Mobilitazione per i tagli imposte da Poste Italiane, che impongono lo spostamento della sede di Ospedaletto. A rischio ci sarebbero oltre 100 posti di lavoro.

PD – Si tratta una vera e propria mobilitazione popolare. Il PD mette a nudo il comportamento scorretto di Poste Italiane. Tutto questo è paradossale, dato che ci sono stati oltre 10milioni di euro investiti nel progetto e adesso 130 lavoratori rischiano il posto. Queste le parole del Partito Democratico: “Anche qualora fossero confermate ufficialmente, le poche correzioni apportate da Poste al piano di tagli e chiusure in provincia di Pisa non sono davvero sufficienti. E non bastano a cambiare il nostro giudizio, che resta negativo. Nonostante la fortissima mobilitazione di questi mesi, che ha coinvolto il territorio a tutti i livelli e ben al di là delle appartenenze politiche, nessuna delle questioni centrali è stata risolta. A partire dal metodo. Poste va avanti con l’approccio unilaterale, limitandosi a comunicare decisioni già prese, e rifiutando ogni confronto. Non è accettabile che continui a ignorare la richiesta di organizzazioni sindacali e istituzioni locali di aprire un tavolo provinciale, in cui la riorganizzazione del servizio venga discussa e condivisa in maniera complessiva. Poste è un’azienda pubblica e deve delle risposte ad una richiesta legittima che gode del pieno consenso dei cittadini, i quali hanno diritto ad avere certezze di medio-lungo periodo. Alcune temporanee correzioni di rotta in qua e in là, peraltro ancora da confermare, non bastano di fronte al silenzio sulle decine di uffici a rischio di chiusura totale nei piccoli comuni e nelle frazioni. Molti sindaci hanno già preso contatti con le banche per avere informazioni sul trasferimento dei conti di quei cittadini che rimarranno sprovvisti del servizio, decisione che approviamo e sosteniamo. Nessuna risposta nemmeno sull’inspiegabile decisione di smantellare il Centro di Ospedaletto: una struttura nuova, un riferimento per tutta la Toscana costiera, su cui sono stati investiti 10 milioni di euro, con 130 lavoratori che adesso rischiano di perdere il posto. Ma anche su questa vicenda faremo di tutto affinché non cada il silenzio. Intanto manteniamo alto il livello della mobilitazione e andiamo avanti con la nostra raccolta di firme, che ha già ricevuto oltre 5.000 adesioni.”

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