Il pranzo di Natale alla Rsa “Umberto Viale”. Serviti oltre 100 pasti agli indigenti della città

PISA – Lasagne, arrosto con patate e crostata al cioccolato. Questo il menù cucinato e servito ai poveri della città dagli studenti dell’istituto alberghiero Giacomo Matteotti, che hanno messo in tavola oltre 100 pasti completi per il tradizionale pranzo di Natale alla residenza per anziani “Umberto Viale”.

Oltre 100 persone, abituali ospiti delle mense della Caritas Diocesana di Pisa, hanno festeggiato ieri il Natale nel tradizionale appuntamento del pranzo offerto dalla cooperativa sociale Paim e dalla Caritas Diocesana in collaborazione con l’Istituto Alberghiero “Matteotti”, presso la RSA “U. Viale”. Il gustoso menu caldo cucinato per l’occasione e servito dai giovani studenti dell’istituto professionale pisano, come sempre sensibile e vicino a tutte le attività di solidarietà promosse dalla Caritas, ha saputo unire due mondi lontani e creare una bella e significativa sinergia. Al pranzo erano presenti il direttore della Caritas, Don Emanuele Morelli e il presidente della Società della Salute di Pisa, Sandra Capuzzi. “Quando c’è una crisi come quella in atto – ha sottolineato Don Emanuele Morelli – la solidarietà e le politiche sociali per l’alta marginalità purtroppo si riducono perché nelle famiglie diminuisce la capacità di aiutare chi ha più bisogno e le risorse pubbliche a disposizione si riducono. Per questa ragione è importante essere qui oggi, ancora una volta insieme alla Paim, al Matteotti e alla Società della Salute, per testimoniare un impegno che naturalmente non è limitato a questo momento di festa, ma quotidiano.” ” Un grazie sentito va alla direzione, ai professori e soprattutto ai ragazzi del Matteotti – afferma Sandra Capuzzi – la loro sensibilità e disponibilità è incomiabile e siamo felici di poter collaborare per queste occasioni perchè siamo certi che oltre a dare un piccolo contributo alle persone indigenti di Pisa, diamo la possibilità agli studenti di confrontarsi con una realtà difficile e di arrichire il proprio bagaglio umano.”

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