Il Prefetto decide per la chiusura della Tinaia. Ceccardi: “Una vittoria di Cascina e per Cascina’

CASCINA – La prefettura ha deciso la chiusura del centro di accoglienza migranti della Tinaia a Cascina, gestito da privati e già al centro di numerose polemiche. I suoi ospiti, circa 40, troveranno accoglienza in altre strutture idonee della provincia di Pisa.

Il provvedimento è stato notificato, a firma del viceprefetto vicario Valerio Massimo Romeo, alla Oltremare srl di Castagneto Carducci, società che ha in gestione la struttura lungo l’Arnaccio.

Ecco il comunicato ufficiale della Prefettura di Pisa:

“Su disposizione del Prefetto di Pisa, con provvedimento emanato in
data odierna, si è provveduto a disporre la chiusura immediata del CAS La
Tinaia – sito nel territorio del comune di Cascina – e il trasferimento dei
richiedenti asilo ivi ospitati in altre strutture della provincia.
La decisione è il frutto di approfondite valutazioni tecniche. In particolare l’esito del sopralluogo congiunto effettuato nella giornata di ieri dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e
dall’Azienda USL Toscana Nord Ovest di Pisa ha evidenziato situazioni di
criticità diverse e più gravi rispetto al passato. Infatti il provvedimento di chiusura scaturisce da un iter di verifiche sul centro di accoglienza straordinaria (CAS) e dalla constatazione di recenti più gravi inadempienze normative e contrattuali previste a carico del gestore dal disciplinare di gara”.

«Vittoria! Dopo due anni di battaglie finalmente possiamo dirlo. La Tinaia chiude definitivamente. E’ una vittoria di Cascina e per Cascina, una vittoria delle istituzioni, dei residenti e dei cittadini».

Esordisce così, Susanna Ceccardi, sindaco di Cascina, durante la conferenza stampa tenuta stamattina nel cortile del centro di accoglienza de “La Tinaia” a Santo Stefano a Macerata. In mano il primo cittadino sfoglia il provvedimento con cui la Prefettura di Pisa ne dispone la chiusura. 

«Finalmente stamattina è stato notificato dalla prefettura di Pisa il provvedimento di immediata chiusura del Cas “La Tinaia” – dice Ceccardi– con cui si prende atto di una situazione igienico-sanitaria assolutamente insostenibile. Noi lo abbiamo detto e denunciato da tempo, da anni. E non solo a parole. Lo abbiamo dimostrato e rendicontato con gli atti, con ordinanze sulla situazione igienica, sul sovraffollamento e anche sull’abusivismo edilizio presenti in questa struttura». 

«Finalmente oggi la prefettura prende atto di tutto questo e La Tinaia chiude. Ciò anche grazie al fatto che sono stato bloccati gli sbarchi. Gli sbarchi non avvengono più, non c’è più l’emergenza di un anno fa, con i centri di accoglienza strapieni e con le persone che arrivavano qua. E così mentre la Tinaia poteva al massimo accogliere 23 persone, è arrivata in questi anni ad ospitarne oltre 100. In condizioni igieniche vergognose. Con i topi, vivi e morti, nei locali, i bagni rotti e le tubature delle fognature che colavano sui letti. E questo sarebbe il sistema di accoglienza sostenibile voluto dalle sinistre? Questa non è accoglienza, non è la nostra accoglienza!».

«Ero ancora all’opposizione quando ho cominciato questa battaglia, a fianco dei residenti, una trentina, che abitano questa frazione di campagna e che sono stati in questi anni minoranza rispetto agli ospiti della Tinaia. Tanti dei migranti presenti a La Tinaia hanno avuto provvedimenti di allontanamento per i comportamenti tenuti e i residenti hanno denunciato episodi di atti osceni». 

«Diciamo grazie ad una sinergia che si è creata con il governo centrale, con il ministero dell’Interno guidato da Matteo Salvini, che ha bloccato gli sbarchi e permesso che questi immigrati fossero redistribuiti nei centri mezzo vuoti della provincia, che andranno sempre più scemando, perchè le politiche sull’accoglienza e sull’immigrazione sono nettamente cambiate. Ora, finalmente, il business è finito. Da 35 euro al giorno per migrante ospitato nelle proprie strutture, ora le cooperative o le società che li accolgono percepiranno 19 euro. Una srl come quella che gestisce La Tinaia poteva quindi guadagnare un milione all’anno con 100 migranti e poi tenerli nelle condizioni denunciate dagli stessi ospiti e certificate dai controlli di Asl, Vigili del fuoco e Comune. Il lucro è finito. Ora aiuteremo soltanto i veri bisognosi, i veri profughi che hanno bisogno di scappare dai propri paesi».

Il provvedimento della Prefettura mostrato in conferenza stampa stabilisce la chiusura immediata del centro La Tinaia e l’immediato trasferimento dei 41 richiedenti asilo presenti in altri Cas operativi nella provincia e individuati in base alla disponibilità di posti. Il trasferimento è programmato nel pomeriggio di oggi.

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