Premio Holden. Alla pisana Giorgia Alderuccio il premio Poesia inedita

PISA – Sei vincitori su 1454 partecipanti ecentocinquanta finalisti. Con questi numeri si archivia la XII edizione del Premio Letterario Giovane Holden, organizzato da Giovane Holden Edizioni in collaborazione con Associazione Culturale I soliti ignoti.Sabato 29 settembre a Viareggio pressol’Hotel Esplanade, circaduecentocinquanta persone hanno seguito le due cerimonie di premiazione per conoscere i nomi dei vincitori della sezione riservata all’edito (romanzo, silloge poetica e silloge di racconti) e della sezione riservata all’inedito (romanzo, racconto e poesia). Un successo annunciato quello ottenuto dall’organizzazione del Premio che fa registrare una delle partecipazioni più numerose nel panorama dei concorsi letterari. Le due giurie – quelladell’inedito presieduta da Marcella Malfatti (scrittrice) e composta da Irene Di Natale (blogger e docente di scrittura creativa) e da Olga Rita Rovai (poetessa) e quella dell’edito presieduta da Luca Manfredini (scrittore, paroliere e compositore) e composta da Maria Teresa Landi e Luciana Tola (scrittrici) – hanno assegnato anche, come da bando di concorso, anche alcuni premi speciali.

Il Primo Premio Romanzo inedito è stato assegnato a Marina Berti di Bologna con “Adozione”. La motivazione: “Da Nuova Delhi a Bologna, dall’orfanotrofio a una casa con la televisione, che differenza c’è tra un bambino sfortunato e un bambino fortunato, oltre al fuso orario? A sette anni Rajesh è alto centotre centimetri, (come un bambino di quattro anni) e pesa tredici chilogrammi e sette (come un bambino di due), ad aspettarlo c’è una madre che non ha mai desiderato figli biologici ma ha sempre saputo di dover adottare qualcuno. Quando gli adempimenti burocratici si esauriscono è il momento di andare a conoscere il bambino nella fototessera e iniziare una nuova vita con lui. Tra report medici e psicologici e lucidissime riflessioni su quanto si possa essere romantici e superficiali, anche nell’idealizzare un percorso di adozione, Marina Berti ci accompagna con una penna sapiente in un viaggio di scoperta genitoriale e personale, dove non mancano momenti struggenti ma in cui le massicce dosi d’ironia e schiettezza rendono ancora più prezioso questo testo”. Tuttavia, a norma dell’articolo 12 del bando di concorso non essendo presente alla cerimonia né avendo conferito a terzi una delega non può accedere al premio vinto (Contratto di pubblicazione) che passa di diritto al secondo classificato, regolarmente presente tramite delega: Francesco Uccello di Napoli con il romanzo “Lo scarabeo”.

Stefano Frigieri di Modena con il racconto “Sotto la città” ha vinto nella sezione Racconto inedito con la seguente motivazione: “Trama interessante e originale nel racconto e nella struttura, buona impostazione delle varie fasi temporali (attuale e storica). Testo scorrevole e molto gradevole che incuriosisce il lettore con “un sopra e un sotto”, un passato e un presente che si intrecciano e diventano tutt’uno, in un processo di causa ed effetto. Un finale dove tutte le parti trovano la loro collocazione, un finale che invita il lettore a una più attenta e riflessiva rilettura del testo uno sfogliare a cipolla per scovare significati sempre più profondi, in quell’unico filo che unisce i protagonisti del racconto. Un racconto, un dipinto, un ritratto di persone e della loro città all’interno di un pezzo di storia di Napoli”.

Giorgia Alderuccio di Pisa con la lirica “Apnea danzante” si è aggiudicata IL Primo Premio Poesia inedita. La motivazione: “Altalenanti visioni di luce e di movimenti anche soltanto immaginati o desiderati; atmosfere siderali che tuttavia non escludono più terrene sensazioni tattili capaci di incidere segni e di perforare corpi, in un continuo e ripetuto gioco di parole e di ossimori (calore agghiacciante) e di repentine traslazioni verbali che riconducono il pensiero da una condizione di imperturbabile atarassia a visioni di degrado e disfacimento (atmosfera immota / immonda); versi che in definitiva soffrono, chiedono, implorano, ancora una volta altalenando tra limiti opposti e contrapposti (danzante / straziante)”.

Il Primo Premio Romanzo edito è stato assegnato a Davide Staffiero di Vacallo (Svizzera) con “Il programma” Eclissi Editrice. La motivazione: “Un romanzo piovra, che sin dalle prime pagine cattura il lettore trascinandolo nella spirale alienante del dramma interiore del protagonista, proteso alla ricerca di un’impossibile tranquillità. Dapprima stupito, poi incredulo e quasi seccato, infine rassegnato nella consapevolezza dell’inevitabile, drammatico finale, il lettore si trova coinvolto in un crescendo ansiogeno, ma non può staccarsi dal signor Bloch. Colpa della trama ben congegnata, dell’attento studio psicologico del personaggio e dello stile asciutto, incisivo, qua e là ravvivato da spruzzi di ironia. Un mix capace di creare una sorta di rapporto empatico tra il lettore e lo sfortunato protagonista, vero nemico di se stesso. Romanzo eccellente, che lascia un’impronta”.

Gaetano Barreca di Londra è stato assegnato il Primo Premio Racconti editi con la silloge “La Tagliatrice di vermi e altri racconti” Wip Edizioni. La motivazione: “Il libro è un affresco vivissimo, sorridente e arguto, di un meridione ancorato all’antico, in cui i rapporti personali sono stretti dal vincolo di sentimenti forti. Muovendosi tra i vicoli della vecchia Bari, indagata con affettuosa partecipazione, il lettore incrocia luci e ombre di un mondo che ormai sopravvive solo nel ricordo degli anziani. La ricerca dell’autore, concentrata sulla quotidianità, fa emergere superstizioni, leggende, misteri, resi spesso nel loro linguaggio originale. L’uso del dialetto, pur di faticosa lettura, aggiunge alla narrazione una pregevole pennellata di verità”.

Giuliana di Gaetano Capizzi con la silloge “L’oro del giorno”, Aletti Editore, vince il Primo Premio Poesia edita. La motivazione: “Versi brevi, essenziali, parole cariche di significato evocativo, che in qualche modo rimandano all’Ermetismo. Le poesie, scritte in periodi diversi della vita dell’autrice, riflettono stati d’animo ed emozioni del momento storico vissuto. Pensieri che si concretizzano in immagini plastiche come sculture. Nell’autrice infatti le due esperienze artistiche si influenzano a vicenda o, comunque, l’arte di plasmare la creta si riflette sulla sua capacità di scegliere parole incisive, di cogliere attimi fugaci come lo sbattere di ciglia, in grado di rendere immediato il suo sentire”.

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