Presentata alla Stazione Leopolda, “Tutti in rete, vincono i giovani”, rivolta agli istituti scolastici sostenuta dalla Società della Salute

PISA – Il progetto di contrasto al disagio giovanile del Centro di Ascolto Parrocchiale San Marco sarà esteso alla rete degli istituti tecnici e professionali di Pisa a partire dal prossimo anno scolastico.

“Tutti in rete. Vincono i giovani” è il titolo dell’iniziativa che è stata presentata questa mattina alla Stazione Leopolda. A illustrare il progetto rappresentanti dei vari enti che lo hanno supportato tra cui Sandra Capuzzi, presidente della Società della Salute della Zona Pisana e Andrea Serfogli, assessore al Comune di Pisa. In particolare l’Amministrazione Comunale sosterrà le attività con un finanziamento iniziale. Presenti anche esponenti di Cesvot Regionale, Regione Toscana, Ministero degli Interni, Università di Pisa, Giovani Sì, Caritas, Fondazione Pisa, Asdi, Difensore Civico, Acli.

Il Centro di Ascolto parrocchiale di San Marco da anni è impegnato in attività di recupero e sostegno scolastico di bambini e adolescenti, e di sensibilizzazione sui temi legati al bullismo, alle dipendenze, alla violenza familiare anche attraverso un lavoro con le scuole, in particolare con l’Istituto Comprensivo Fucini. Il progetto presentato questa mattina allarga però il campo di intervento anche alla rete degli istituti tecnici e professionali, di cui è capofila l’Ipssar Matteotti, e consiste in percorsi di formazione/educazione alla peer education per studenti e docenti.

“Il Centro di Ascolto di San Marco – ha affermato la Presidente della SdS della Zona Pisana Sandra Capuzzi – è riuscito a fare rete mettendo insieme istituzioni che dovrebbero dialogare sul territorio, come la Scuola, la parrocchia, l’amministrazione. Finora il lavoro è stato fatto con bambini e adolescenti. Per non dispendere i risultati ottenuti è però necessario estendere l’area di intervento ai ragazzi più grandi. Dobbiamo lavorare sulla prevenzione e investire nel rapporto con le nuove generazioni e con le famiglie anche per formare una comunità diversa, che si basi sull’attenzione verso gli altri”.

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