Presentata l’opera restaurata, il Trionfo della Morte

PISA – Presentata sabato 7 aprile presso il Laboratorio di Restauro posto in via di Campaldo, l’Opera restaurata “Il Trionfo della Morte“, il più famoso degli affreschi di Buonamico Buffalmacco, a completamento degli interventi su tutte le opere dell’artista.

di Giovanni Manenti

Nel presentare l’Opera alla stampa, il Dr. Pierfrancesco Pacini, Presidente dell’Opera della Primaziale, non ha potuto nascondere il legittimo orgoglio nell’aver completato un restauro che, a distanza di 27 anni, consentirà di riportare in parete oltre 1500mq. di affreschi medioevali e tardo medioevali che ornavano le quattro gallerie del Camposanto monumentale di Pisa.

Il “Trionfo della Morte”, ultimo dei lavori ad essere restaurato, sarà restituito alla città il prossimo 17 giugno 2018, in occasione e coincidenza con la Festività del Santo Patrono della città, San Ranieri, ed un plauso ed un ringraziamento particolare va ai restauratori specializzati che con dedizione unica si sono messi a disposizione della Direzione Artistica del Restauro, presieduta dal Prof. Antonio Paolucci, affiancato il Prof. Antonino Caleca, con la supervisione della Soprintendenza di Pisa, a cui si è aggiunta una Direzione Operativa nelle persone di Gianluigi Colalucci e Carlo Giantomassi con il necessario supporto di un Comitato scientifico di altissimo livello per risolvere problemi di natura fisica, chimica ed ambientale che sono comprensibilmente emersi durante l’opera di restauro.

“È un momento emozionante – dice il Sovrintendente Andrea Muzzi – per il quale non posso che ringraziare l’Opera della Primaziale per l’attività compiuta di quella che non a caso è stata definita la “Cappella Sistina dei Pisani”, attraverso un’opera di restauro precisa, da ritenere unica nel suo settore, che ci consente di ritornare al periodo ante bellico per poter offrire ai pisani ed ai turisti uno spettacolo da non perdere per alcun motivo”.

“Quello che gli affreschi rappresentano non sono altro che un gruppo di giovani che, nel corso di una scampagnata in un bosco incontrano tre bare aperte con altrettanti cadaveri in diversi stati di decomposizione, afferma il Prof Paolucci – succede quindi che i cavalli scappano, i ragazzi si tappano il naso per il disgusto e questo rappresenta “Il Trionfo della Morte”, pitturata con la classica falce che tutto fa sparire, ed in fondo alla quale vi sono non persone del popolo, bensì ricchi, nobili, rappresentanti del Clero, Soldati, come a dire che la Morte non guarda in faccia a nessuno, indipendentemente dal ceto sociale. Ed in questa ottica, ancor più deve essere apprezzata l’opera di restauro che consentirà di riportare gli affreschi nel loro luogo di origine al Camposanto monumentale, la quale occorre ricordare è durata ben 9 anni, a far tempo dal 2009, ed ha interessato, oltre al “Trionfo”, anche altre opere di Buonamico Buffalmacco, vale a dire “le Storie degli Anacoreti”, “Il Giudizio Universale” e “l’Inferno”.

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