Presentati i nuovi costumi del Gioco del Ponte. Le foto

PISA – Le celebrazioni per i festeggiamenti del Capodanno Pisano si sono aperte questa mattina presso la Sala delle Baleari di Palazzo Gambacorti con la presentazione di 32 nuovi costumi del Gioco del Ponte che andranno a sostituire altri oramai non più utilizzabili e che, al contrario, andranno ad arricchire il Museo della storica Manifestazione.

 

di Giovanni Manenti

Si tratta di costumi che vanno a sostituire quelli dei 12 Alfieri, così come ne sono stati prodotti 4 per i Nobili (due per ogni parte) e 6 per i Paggi (3 per ogni parte) per i residui, hanno richiesto di essere sostituite le Uniformi del Generale e dell’ambasciatore della parte di Tramontana.

“Da questa mattina iniziano le manifestazioni del Capodanno Pisano per il quale abbiamo speso quest’anno speso un decimo di quanto accaduto in passato con una spesa di soli 7000 euro – afferma il Sindaco Michele Conti – con la differenza ad essere stata utilizzata per ristaurare il parco costumi del Gioco del Ponte che ne aveva estremamente bisogno…

“Sono contento di iniziare le celebrazioni del Capodanno Pisano con la presentazione dei nuovi costumi – afferma l’Assessore all’ambiente Filippo Bedini – per rispondere alle esigenze di cui le manifestazioni storiche necessitano, ragion per cui abbiamo scelto di rinunciare allo spettacolo pirotecnico destinando tale somma al restauro dei costumi, per poi vivere il resto delle tre giornate dedicate alla ricorrenza del Capodanno Pisano come già calendarizzate e che avrà il suo culmine lunedì prossimo con il corteo che da Piazza XX Settembre si snoderà sino alla Cattedrale di Piazza del Duomo per l’apertura ufficiale del nuovo anno che proietterà Pisa nel 2020″.

“Questo primo lotto di costumi è stato realizzato tramite una gara vinta da una Ditta specializzata di Venezia – afferma Antonio Pucciarelli – che opera nel settore dei costumi teatrali e ciò che è stata la base di questo progetto è stata la necessità di sostituire vecchi costumi oramai non più utilizzabili, ricercando per la loro produzione tessuti simili a quelli utilizzati nel lontano 1935 al fine di renderli più possibile identici ai precedenti, anche in questo caso provenienti da Ditte veneziani, mentre l’aspetto sartoriale ha cercato di ricalcare il metodo con cui i costumi venivano prodotti nel 1600, introducendo una importante possibilità di allargare o restringere gli stessi a seconda della taglia del soggetto che li dovrà indossare. Le successive spese riguarderanno la sostituzione dei cosiddetti “costumi armati”, vale a dire quelli che prevedono un’armatura a loro copertura, per i quali inizieremo con una ventina di nuovi cistumi dai più alti in grado delle rispettive magistrature di Tramontana e Mezzogiorno, ciò nell’ottica di ripartire la relativa spesa in più esercizi poiché non è possibile procedere all’intera sostituzione degli stessi in un’unica soluzione”.

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