Presentato agli Arsenali Repubblicani il libro Pisa Ritrovata La Città storica dalla A alla Z dopo il Piuss

PISA – In questo fine settimana, ogni cittadino e/o turista ospite della nostra città potrà visitare ed ammirare – grazie ad una apertura straordinaria concessa dall’Amministrazione Comunale – i luoghi storici riqualificati con i Progetti PIUSS, oltre ad avere una panoramica completa attraverso il camminamento sopra le mura, a seguito di un’opera di restauro durata circa sei anni e condensata nello splendido volume “Pisa Ritrovata – La città storica dalla A alla Z dopo il Piuss”, presentato nel pomeriggio di venerdì 7 aprile presso gli Arsenali Repubblicani.

Su cosa abbia rappresentato per la nostra città questa ingente opera di riqualificazione, lo ha spiegato ai presenti il Sindaco Marco Filippeschi nel suo discorso introduttivo, evidenziando come “sia stato prodotto un volume bellissimo che rappresenta un biglietto da visita, una presentazione della città rinnovata e che dà conto di tutto il lavoro svolto, nonché degli investimenti che sono stati davvero ingenti, e quindi della chiusura della “fase uno” del progetto Piuss, quella dei grandi recuperi, ed adesso siamo nella “fase due”, che sarà quella della gestione e pertanto anche del rendimento economico della gestione”.

Tengo a sottolineare”, ha proseguito il Primo Cittadino, “che si tratta di un’operazione senza precedenti, quantomeno nella fase repubblicana della città, ed è una grande prova di capacità progettuale, il tutto è avvenuto all’interno del Comune, nonché di capacità realizzativa e di qualità dei lavori da parte delle Aziende che li hanno svolti, con un livello occupazionale che ha investito centinaia di posti di lavoro in gran parte ricadenti sulla Toscana, attivando cantieri per una spesa complessiva di 40 milioni di €uro, riuscendo, in tempi di crisi, a tenere a galla l’economia”.

Ma io spero”, ha concluso Filippeschi, “che il contributo in tal senso sia ancor maggiore quando tutto sarà a regime, a partire dalla cinta muraria ma non solo, compresi anche gli spazi verdi, bellissimi e vasti, i quali erano invasi da macerie e sterpaglie ed oggi, al contrario, sono nuovamente fruibili, e quando vedo i cittadini sopra le mura e li incrocio non posso che notare come vi sia uno spirito di città totalmente rinnovata, un orgoglio pisano stavolta davvero ben riposto poiché riscopriamo tanta parte della nostra storia e della nostra identità ed anche vediamo dall’alto come lo sviluppo possa talora aver compromesso delle bellezze, e questo ci serve a non commettere più gli stessi errori”.

Su queste due fasi del progetto, si sono soffermati, nei loro interventi, la Dottoressa Manuela Leoni (curatrice del volume assieme all’Architetto Mario Pasqualetti) ed il Professor Carlo Olmo, docente presso il Politecnico di Torino, con la prima a soffermarsi “su come mi abbia colpito maggiormente il livello di attenzione alla sostenibilità, sia da un punto di vista tecnologico che sotto l’aspetto degli investimenti ed il relativo impatto sociale, in quanto il PIUSS ha programmato interventi su beni già esistenti e che sono stati restituiti alla città attraverso una serie di operazioni guidate da un “master plan” che aveva accolto tutta una serie di chiavi di lettura per il restauro cittadino, alla cui base vi è la cinta muraria che fa da collegamento al resto dei lavori realizzati”.

E’ stata un’operazione”, ha concluso la Leoni, “che non ha eguali a livello italiano, che ha coinvolto alcuni dei siti storici di Pisa e che soprattutto non ha avuto come obiettivo il solo recupero fine a sé stesso, ma anche palesato la volontà di interagire con il benessere generale, attraverso la realizzazione di una serie di interventi atti a bloccare la fuga delle classi deboli dalla città, la cui qualità diffusa su scala territoriale e strategica è andata ben oltre le aspettative”.    

Dal canto suo, il Professor Olmo, ha tenuto una vera e propria “lectio magistralis” sulle variazioni delle politiche urbane delle città dall’immediato dopoguerra – quando era in atto il “boom industriale” ed era pertanto necessaria una politica quantitativa per fornire alloggi alle migliaia di operai al lavoro – all’epoca odierna, in cui, al contrario, è necessario passare ad una politica qualitativa che rispecchi le attuali esigenze dei cittadini, ed in quest’ottica, ha precisato come “il merito della politica urbana di Pisa sia stato quello di riappropriarsi di beni storici con un progetto di grande cultura e rivolto al sociale; riferendomi alla cinta muraria, ad esempio, ricordo come nel Medio Evo le mura rappresentassero un limite, vale a dire il confine tra coloro che vi abitavano all’interno e chi, al contrario, faceva parte del contado, con stili di vita, ma anche con diritti diversi, e se, con l’opera odierna, si è voluto trasformare un limite in un’opportunità attraverso la fruizione del camminamento sopra le mura, ecco che diventano un luogo dove la descritta situazione viene ribaltata, avendo cura di agire sul relativo uso, lavorando sull’immaginario collettivo e facendolo divenire un diritto di cittadinanza”.

Analogamente, gli Arsenali Repubblicani”, ha concluso il Professore, “che rappresentavano il luogo di maggior importanza ai tempi delle antiche Repubbliche Marinari poiché vi venivano costruite le navi che andavano a comporre la flotta pisana, e che erano divenuti uno spazio residuale, abbandonato a sé stesso, devono tornare ad essere uno spazio pubblico ed usato per rappresentare ciò che erano e, quindi, in un’epoca completamente diversa, un punto di innovazione tecnologica che dia loro una funzione che il singolo cittadino senta come un proprio diritto, ed è questa la “fase due” alla quale deve ispirarsi l’Amministrazione Comunale per completare lo splendido lavoro di restauro sinora compiuto”.

Al termine dell’evento, il Sindaco Marco Filippeschi e l’Assessore ai Lavori Pubblici Andrea Serfogli hanno consegnato delle targhe ricordo alle imprese che hanno contribuito alla realizzazione dei lavori di restauro, nonché a rilasciare delle pergamene a tutti i dipendenti comunali che hanno fornito la propria opera in questa importantissima opera di riqualificazione che consente alla nostra città di rifarsi il look attraverso la riscoperta delle sue bellezze architettoniche.

Ed ora, basta con le parole e tutti a visitare, in questi due giorni di sabato 8 e domenica 9 aprile, questo straordinario “patrimonio ritrovato” – prendendo spunto dal titolo del libro – al fine di poter “toccare con mano” quanto di meraviglioso, e talvolta poco conosciuto, Pisa possa offrire, non solo ai turisti, ma anche ai propri cittadini …

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