Presentato a Palazzo Franchetti la biografia di Gerry Cavallo

PISA – Finalmente, dopo tanta attesa, sembra essere “scoppiata” l’Estate e quindi via al mare, acqua, sabbia ed un tranquillo riposino sotto l’ombrellone dove, a farci compagnia, niente di meglio che un “buon” Libro.

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di Giovanni Manenti

 

 

 

 

 

 

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GUARDA IL VIDEO DELLA PRESENTAZIONE

http://www.ustream.tv/recorded/88776865 (prima parte)

http://www.ustream.tv/recorded/88777988 (Il gol migliore)

http://www.ustream.tv/recorded/88778345 (la seconda parte)

E se avete l’imbarazzo della scelta, un consiglio ve lo diamo noi (specie per gli sportivi, e gli Amanti di Calcio in particolare …), sotto forma di una pubblicazione da leggere tutta d’un fiato e che di sicuro non vi annoierà …..Si tratta, difatti, della biografia di Gerry Cavallo, dal titolo emblematico “Avessi avuto un’altra testa, non sarei stato Gerry Cavallo” che, già di per sé, fa intuire la statura del Personaggio, ma che è stata ben illustrata nel corso della presentazione svoltasi questo pomeriggio alle ore 18, in via San Martino a Pisa.

“Come nasce l’idea di questo libro”, chiede l’ottimo moderatore Massimo Marini all’autore materiale del testo, Marco Monaco, il quale, con tutta sincerità, spiega “molto semplicemente, in occasione delle partite di calcio del Pisa Vip (“che se non gioco io, non vince mai …”, sottolinea Gerry ….), nel sentire Gerry raccontare negli Spogliatoi o dopo a cena assieme, tutta una serie di aneddoti relativi alla sua carriera, ci è venuto in mente di condensarla in un testo agile, di facile lettura, per la cui stesura sono comunque stati necessari diversi anni, man mano che a Gerry venivano in mente episodi particolari che mi trasmetteva, ed a me toccava il compito di assemblarli”.

Quello che ne è venuto fuori non è una sequela aneddotica, bensì uno “spaccato di vita” che contiene il sogno che ogni fanciullo o ragazzo che si avvicina al Mondo del Calcio coltiva, ed anche Gerry da bambino ne aveva uno che, a nostro avviso, potrebbe fare da perfetto “sottotitolo” al libro e cioè “Volevo giocare nella Juventus”.

Ed è coltivando questo “sogno” che si snoda la gioventù di Gerry che, talento precoce, si mette subito in luce nella Società Giovanile Pisana dell’Alberone, al punto di arrivare sino ad entrare nelle Giovanili del Torino, la rivale cittadina “storica” proprio della Juventus, squadra della quale, se ancora non lo avete capito, Cavallo tifa sin dalla più tenera età.

“Come facevo a resistere in quell’ambiente”, quasi si giustifica Gerry, “da ogni parte vi erano scudetti, immagini, stemmi dei granata, e quando, una sera di maggio del 1984, ci ritrovammo tutti insieme a vedere in Tv la Finale di Coppa delle Coppe Juventus-Porto, alla rete di Vignola non ressi più, detti di matto, iniziai a ballare sui tavoli e, chiaramente, la mia storia in granata fini lì, ma perché io, “Volevo giocare nella Juventus”.

Passato alla Cuoiopelli, Società all’epoca “satellite” del Torino, con cui era vincolato per tre anni, continua a meravigliare nei Tornei di “Categoria” per il talento innato, facendosi apprezzare dal Direttore Sportivo Roberto Tancredi (ex portiere juventino, peraltro …) che riesce a farlo contattare dal Milan, ma anche stavolta l’atteggiamento di Gerry è condizionante per la mancata conclusione dell’accordo, perché, qualora non si fosse capito, lui …”voleva giocare nella Juventus …!!”.

Ed il bello (od il brutto, fate voi …) è che quel “Sogno nel cassetto” che tutti, indiscutibilmente, i ragazzi che si affacciano al Gioco del Calcio hanno, poi diviene per davvero “realtà”, in quanto Tancredi, forte anche del suo trascorso in bianconero, riesce a farlo aggregare alla Primavera bianconera, solo che però.

Già, e qui si ritorno al Titolo principale …”Avessi avuto un’altra testa non sarei stato Gerry Cavallo” e la grande occasione della sua vita sfuma, facendolo iniziare un lento peregrinare di anno in anno tra campi di C1, C2 e Dilettanti, fin quando gli si presenta una seconda grande occasione, dopo tutto ha appena 25 anni, venendo tesserato dalla squadra della sua città, il Pisa, che riemerso dai bassifondi dei Dilettanti dove era precipitato alla fine dell’Era Anconetani, sta lentamente cercando di ritagliarsi uno spazio in Tornei di più alto lignaggio rispetto alla Serie C2 in cui si trova quando Gerry approda sulle rive dell’Arno, nell’estate ’96.

Stavolta Gerry, nella piena maturità, si comporta da vero Professionista, dando il suo valido apporto alla causa nerazzurra sia in termini di impegno che di reti messe a segno, solo che, quando dopo due anni, l’accoppiata Gerbi-Posarelli sta mettendo le basi per il “salto di Categoria”, il nuovo Mister Francesco D’Arrigo decide che Cavallo non rientra nei suoi progetti, cosa che il Tecnico rimpiangerà amaramente non per il risultato immediato, che vede il Pisa conquistare la Promozione, bensì per l’anatema che, salutando la Squadra, il buon Gerry gli lancia …”Mister, con il tuo carattere non andrai da nessuna parte …!! Il Tecnico fa la squadra, “non è” la squadra, e comunque rimarrai sempre in C …!” ….Mai previsione si rivela più azzeccata.

Speriamo, per chi non lo conoscesse, di avervi fatto un quadro sufficientemente chiaro della personalità di Gerry, senza voler aggiungere altro per non privarvi del gusto di apprendere direttamente dal libro i motivi della sua mancata affermazione alla Juventus, delle sue qualità di grande giocatore di biliardo che lo portano, ancora minorenne, a “sfidare” il “Grande” Dino Zoff, del lungo periodo, terminata l’esperienza al Pisa, vissuto al Sud dove ancora ha tanti amici e, soprattutto, non perdetevi il finale, perché da lì capirete chi è il “vero” Gerry Cavallo, non più un “Crazy Horse” (Cavallo Pazzo …), ma un uomo con i suoi difetti, ci mancherebbe (sfido chiunque a non averne …), ma anche con un “Cuore grande” ed una generosità d’animo per i quali è impossibile non volergli bene ….!!

“Avessi avuto un’altra testa, non sarei stato Gerry Cavallo”, di Marco Monaco, pag. 118, ArtEventBook Edizioni, €. 12,00 ….

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