Il presidente Giovanni Cardellini: “Il Parco si prepara ad affrontare le sfide del futuro”

PISA – E’ iniziato il percorso partecipato per la redazione del Piano Integrato del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli.

Si è riunita a Cascine Vecchie la Comunità del Parco, l’organismo formato dai Sindaci e dei Presidenti della Provincia del territorio su cui insiste il Parco. A 40 anni dalla nascita dell’Ente, istituito con legge regionale il 13 dicembre 1979, e a 30 anni dall’approvazione del Piano Territoriale, il Parco si rilancia con un nuovo strumento di pianificazione, il Piano Integrato: «facendo tesoro delle esperienze passate, il Parco si prepara ad affrontare le sfide del futuro» commenta il presidente dell’Ente Parco Giovanni Maffei Cardellini.

Il Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli – Si parte dalla consapevolezza che il Parco è un luogo eccezionale, riconosciuto come Riserva della Biosfera dall’Unesco: 24mila ettari di cui oltre 10mila ettari di boschi naturali, oltre 6.000 ettari di aree umide, fra le più importanti del mondo secondo la Convenzione di Ramsar; 30 chilometri di spiagge con dune in evoluzione costante, i 9mila ettari dell’Area Marina Protetta delle Secche della Meloria. Qui troviamo le foci dei due fiumi più importanti della Toscana, il Serchio e l’Arno, che completano un quadro geografico, naturale e ambientale di grande prestigio. Ma quello che rende il territorio del parco veramente unico è che si trova al confine di un contesto densamente urbanizzato. Un parco all’interno di un’area metropolitana fatto di natura e di storia, che si può raccontare sia per specifici ambiti geografici (il ‘Parco delle Tenute e delle Fattorie’) che per elementi naturali che lo percorrono e lo unificano per tutta la sua estensione, costituendone i caratteri eco-sistemici del paesaggio: il ‘Parco delle Acque’, il ‘Parco dei boschi’, le ‘Spiagge e le Dune del Parco’.

Dal Piano Territoriale al Piano Integrato – Il Piano Territoriale definiva il quadro conoscitivo del territorio protetto suddividendolo in “Tenute”, ciascuna con un proprio piano di gestione che individua per ciascuna zona le possibilità d’uso, le modalità di intervento e di conservazione. «Molte delle idee contenute nel Piano territoriale sono ancora valide e anzi oggi trovano una società molto più consapevole delle problematiche ambientali e dei temi un tempo esclusivi del Parco, come le modifiche climatiche, i temi energetici, gli stili di vita salutari, la produzione agricola biologica, l’alimentazione sana, il risparmio di suolo, e la biodiversità. L’obiettivo del percorso che iniziamo oggi è elaborare una visione contemporanea del Parco, che sia modello per una società  attenta allo sviluppo sostenibile e al rispetto dell’ambiente e della natura»  conclude il presidente Cardellini.

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